- Cani e gatti sono associati a un miglior benessere mentale, con effetti positivi su stress, umore e vita sociale quotidiana.
- L'effetto Pawsitivity descrive i benefici reciproci del rapporto con gli animali domestici, confermati da ricerche e dati recenti.
- Gli esperti invitano a rispettare la natura dei pets, evitando eccessi di umanizzazione e puntando su routine, gioco e attenzioni corrette.
Si dice sempre che i cani sono i migliori amici degli esseri umani, ma non ci si ferma mai abbastanza a sottolineare quanto siano preziosi per il nostro benessere psicofisico. Il 10 ottobre 2026 si celebra la Giornata mondiale della salute mentale: quale occasione migliore per riflettere su quanto il legame con i nostri animali domestici può essere importante per la nostra serenità.
Una ricerca ha scoperto che sono molti i proprietari di pets che sono sicuri che condividere vita e casa con un cane o con un gatto possa far bene alla salute mentale e fisica. Da cosa deriva questa sensazione di benessere che proviamo accanto a un animale domestico?
Ad entrare in gioco è il cosiddetto effetto “Pawsitivity”, che avrebbe ripercussioni positive sulla vita non solo dei proprietari di pets, ma anche sugli stessi animali domestici.
Indice
Gli animali domestici sono alleati della nostra salute mentale
Il 10 ottobre di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, una data fondamentale per promuovere stili di vita che possano assicurare il benessere della nostra mente. Tra i suggerimenti che spesso gli esperti danno in tal senso c’è quello che riguarda la convivenza con i pets: l’amicizia tra persone e cani o gatti può garantire numerosi benefici reciproci.
Secondo i dati del National Dog Survey 2026 di Dogs Trust, infatti, il 96% dei proprietari di cani è consapevole del fatto che vivere con il proprio animale domestico ha risvolti positivi sulla salute mentale. L’82%, invece, ha ammesso di aver avuto più interazioni positive grazie a Fido. Il 90% degli intervistati ha confessato di ritenere il proprio cane come membro della famiglia e il 72% lo considera come un elemento portante della propria identità.
Anche chi ha scelto di adottare un gatto può contare su vantaggi analoghi. Secondo il CATS Report 2025 di Cats Protection, infatti, il 92% dei proprietari considera il proprio micio un membro della famiglia. Per il 74% i felini in casa portano gioia, mentre per il 49% proprio il gatto è un motivo per alzarsi dal letto al mattino.
Secondo quanto è emerso, invece, da uno studio del Mather Institute, per le persone anziane che vivono da sole accogliere un animale domestico può favorire un miglioramento del benessere fisico, psicologico e sociale: su 900 persone over 55 che vivono da sole, il 76% ha ammesso di aver notato un livello più alto di benessere emotivo, il 62% una riduzione dello stress e il 45% un aumento dell’attività fisica. Quasi la metà ha sottolineato che cani e gatti possono essere un possibile contrasto alla solitudine.
Cos’è l’effetto “Pawsitivity”
Gli esperti hanno spiegato che questi possibili effetti positivi sul benessere psicologico sono stati associati al cosiddetto effetto “Pawsitivity”: con questo termine vengono indicati tutti i benefici a livello psicologico e fisico che i pets portano nella nostra quotidianità.
L’effetto è stato messo in luce da una ricerca della University of Maryland: i ricercatori in particolare hanno evidenziato i risvolti benefici nei bambini malati di cancro costretti per lungo tempo a restare in ospedale.
Uno studio pubblicato su Science, invece, ha osservato che quando i proprietari e i cani si guardano, i livelli di ossitocina (l'”ormone dell’amore”) aumentano fino al 130% nei cani e fino al 300% nei padroni.
I rischi di un legame troppo “umanizzato”
Tutti questi benefici rischiano, però, di sparire quando il legame con i pets si trasforma in un’umanizzazione dell’animale domestico. Sempre più spesso cani e gatti vengono trattati come fossero dei figli e vengono chiamati “bambini di pelliccia“, con termini come “fur-baby” e “fur-child”, usati dal 32% dei proprietari.
Un sondaggio YouGov condotto su 2.149 adulti statunitensi ha scoperto che per il 64% è normale vestire il cane come se fosse un essere umano ed è altrettanto accettabile per un intervistato su due portarlo in giro nel passeggino o chiamarlo “figlio”.
Vittorio Saettone, veterinario ed Head of R&D&QA di Schesir, ha spiegato che “considerare il cane un amico non significa trattarlo come un essere umano“. Bisogna sempre rispettare la sua natura: “È così che il benessere diventa reciproco: il tempo che dedichiamo al nostro animale fa bene a noi, ma fa bene anche a lui, purché sia un tempo di qualità, pensato attorno alle sue esigenze etologiche e non solo alle nostre. Per Saettone si tratta di “una scelta quotidiana, che parte da piccoli gesti e dalla volontà di guardare il nostro animale per quello che davvero è”.
I 10 consigli per vivere meglio con cani e gatti
Gli esperti dello Schesir Respect My Nature Index hanno elencato 10 consigli utili per rendere migliore il rapporto quotidiano con i pets, rispettando sempre la natura di cani e gatti che vivono con noi.
- La routine prevedibile aiuta i pets a stare meglio, così come assicurare loro il giusto riposo.
- La passeggiata rappresenta “il tempo del cane”, non solo il nostro: lasciamolo esplorare con l’olfatto in tutta tranquillità.
- Mai forzare il gatto, è lui a scegliere quando è il momento del contatto con noi.
- Conoscere i segni di disagio di cani e gatti e confrontarsi su questo con il veterinario di fiducia è importante. Fido è solito sbadigliare in situazioni apparentemente non legate alla stanchezza, leccarsi il naso, tirare indietro le orecchie, mettere la coda tra le gambe. I felini, invece, sbattono la coda, ruotano le orecchie, hanno le pupille dilatate, si irrigidiscono.
- Il nostro stress può riflettersi su cani e gatti, che non sono i nostri terapeuti: possono essere un sostegno, ma non sono l’unico. Meglio affidarsi a professionisti in caso di necessità.
- L’overfeeding non è una dimostrazione d’affetto. Cani e gatti devono seguire un’alimentazione completa e adatta alla specie.
- I giochi devono rispettare le caratteristiche e gli istinti naturali della specie. I cani hanno bisogno di fare attività olfattive, ricerca di bocconcini, riporto. I gatti necessitano di sessioni brevi che simulino la caccia.
- Anche pochi minuti al giorno di gioco condiviso possono aiutare a contrastare la noia dell’animale e a ridurre il nostro stress, senza però creare una relazione di dipendenza: dobbiamo anche abituarli ad essere autonomi e a stare a casa da soli.
- Il cane è considerato un “ponte sociale”, ma dobbiamo sempre rispettare il suo carattere, senza mai forzarlo.
- Gli accessori vanno acquistati solo se servono veramente: un cappottino può aiutare un cane anziano o con il pelo corto durante il freddo, un passeggino può permettere ad animali con scarsa mobilità di uscire in passeggiata. I vestiti usati come travestimenti o il passeggino utilizzato per moda, invece, non sono indispensabili.
FAQ
È il nome dato ai benefici psicologici e fisici che cani e gatti possono portare nella vita quotidiana, soprattutto sul benessere emotivo.
Sì, molti proprietari riferiscono meno stress e più serenità. La presenza del cane favorisce anche routine, movimento e interazioni positive.
È il nome dato ai benefici psicologici e fisici che cani e gatti possono portare nella vita quotidiana, soprattutto sul benessere emotivo.
Sì, molti proprietari riferiscono meno stress e più serenità. La presenza del cane favorisce anche routine, movimento e interazioni positive.
I gatti possono offrire conforto, compagnia e gioia quotidiana. Per molti proprietari sono un sostegno importante contro solitudine e stanchezza.
Trattarlo come un figlio può far perdere il rispetto per i suoi bisogni reali. È meglio seguire la sua natura e scegliere attenzioni davvero utili.
Servono routine prevedibili, gioco adatto alla specie, alimentazione corretta e tempo di qualità. Anche piccoli gesti quotidiani fanno la differenza.