Gravidanza e smalto semipermanente: tutti i consigli

Se sei incinta e non vuoi rinunciare allo smalto e a tingere i capelli, ecco quali accortezze devi prendere secondo il ginecologo.

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Giorgia Marini

Parenting Specialist

Ex avvocato. Blogger, con la laurea sul campo in Problemi di Mammitudine. Da 6 anni scrivo di gravidanza, maternità ed infanzia, sul mio blog “Stato di Grazia a Chi?” e su altre testate online. Racconto la maternità con brio, garbo ed empatia.

Una donna in gravidanza può prendersi cura del proprio aspetto come ha sempre fatto, ma molte di noi hanno dubbi sui rischi dello smalto semipermanente, ormai un mai-più-senza per gran parte della popolazione femminile, come su quelli legati alle colorazione dei capelli.

I dubbi sullo smalto semipermanente e sulle tinte per capelli, in gravidanza, sono più che leciti, trattandosi di applicazioni di prodotti che entrano in contatto con i nostri tessuti. Così capita che a volte vi si rinunci. Ma se per noi essere in forma, ad esempio attraverso lo sport, o avere una presenza curata con le unghie ed i capelli colorati è importante, rinunciare a priori è sbagliato. Parliamone sempre con il personale che ci segue, in modo che, a seconda del tipo di gravidanza, del nostro stadio di gestazione, possa darci i giusti consigli. Per dipanare ogni dubbio, sulle tinte e sugli smalti in gravidanza, abbiamo posto le nostre perplessità al dottor Antonio Simone Laganà, ginecologo: ed ecco a voi cosa ci ha detto a tale proposito.

Gravidanza e smalto semipermanente: controindicazioni

“Ad oggi, in letteratura medica, non vi sono studi che affermino se lo smalto semipermanente possa essere controindicato o meno se utilizzato in gravidanza. Certamente sono da evitare smalti contenenti sostanze potenzialmente dannose quali formaldeide, toluene, ftalati come il dibutilftalato (DBP), xilene, metilchetone. Tuttavia, in questa fase particolarmente delicata della vita della donna, sarebbe preferibile lo smalto classico al semipermanente; le unghie già fragili nel periodo della gravidanza a causa dei cambiamenti ormonali, possono indebolirsi ulteriormente. Inoltre, la rimozione dello smalto semipermanente richiede tempi di posa del solvente più lunghi rispetto ad uno smalto classico, e va posta attenzione anche alla composizione del solvente stesso, affinché non contenga sostanze nocive per la gravidanza”.

Avere unghie e capelli fragili durante i nove mesi di gestazione è comune a molte donne, che continuano a lamentare anche una caduta copiosa di capelli durante l’allattamento, come unghie che si sfaldano facilmente. Sappiamo che non per tutte, i cambiamenti del corpo dovuti alla gravidanza sono facili da accettare, per questo prendersi cura del proprio aspetto può essere di aiuto. Quindi non è da demonizzare la cura delle unghie, ad esempio, ma cerchiamo di evitare centri estetici che non conosciamo o prodotti della cui qualità si possa dubitare, importante è ovviamente anche l’esperienza e la professionalità di coloro alle quali ci affideremo per l’applicazione.

smalto semipermanente in gravidanza
Fonte: iStock
Smalto semipermanente in gravidanza: i rischi e le accortezze, quando e come toglierlo

Gravidanza e smalto semipermanente: accortezze

“Gli accorgimenti da utilizzare sono principalmente quelli di utilizzare sempre prodotti di qualità e sicuri, in cui è presente in etichetta la lista degli ingredienti, e di affidarsi a professionisti qualificati in centri specializzati che utilizzino tutte le norme igieniche del caso, che lo smalto venga applicato e rimosso in un luogo ben areato per evitare di inalare i vapori delle sostanze contenute nel prodotto, anche se non sono presenti le categorie pericolose citate in precedenza. Si raccomanda infine che nessun tipo di smalto venga utilizzato quando ci si avvicina alla data del parto, per far sì che in caso sia necessaria l’applicazione del saturimetro, questo possa funzionare correttamente.  È tuttavia sempre consigliabile chiedere il parere del proprio medico o ginecologo”.

Il dottor Laganà anticipa un argomento che tratteremo in basso, sul rischio di applicare lo smalto nelle ultime settimane prima della data del parto. Rischio che, come capiremo in seguito, vale anche per l’applicazione dello smalto tradizionale.

Ad ogni modo bisogna essere consapevoli che l’unghia è un tessuto che, di tanto in tanto, necessita di respirare, cosa che possiamo agevolare togliendo lo smalto. Quindi, durante i tre trimestri di gravidanza, facciamo delle pause tra un’applicazione ed un’altra.

Per togliere lo smalto in gravidanza bisogna usare le stesse accortezze dell’applicazione dello smalto. Sia che lo si faccia da sole o in appositi centri è necessario che venga utilizzato un solvente sicuro, di buona qualità e privo di ingredienti potenzialmente pericolosi. Lo stesso acetone, che usiamo comunemente, risulta essere troppo aggressivo per le unghie delle donne in gravidanza. In commercio, come nei centri estetici, si trovano solventi a base di olii che andrebbero preferiti.

Per evitare rischi per la salute di futura mamma e feto, come anche per evitare il pericolo di entrare in sala parto d’urgenza con uno smalto che va rimosso, si può pensare di utilizzare gli smalti la cui tinta diventa un patina che si toglie come uno sticker, sollevandola dolcemente dall’unghia. Questo ci consentirà anche di cambiare spesso colore, senza dover applicare alcun solvente. Ci sono anche gli smalti che si tolgono con l’acqua, spesso usati per gioco dalle bambine. Insomma, soluzioni facili e sicure ce ne sono parecchie, basta scegliere anche consultando il proprio/a specialista.

smalto semipermanente in gravidanza
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Smalto semipermanente in gravidanza: i rischi e le accortezze, quando e come toglierlo

Togliere lo smalto prima del parto

Arriviamo ora al punto di cui in alto, sulla necessità di entrare in sala parto senza smalto. Questa è un’accortezza che ci verrà spiegata sia durante i corsi preparto che durante l’eventuale colloquio con l’anestesista, in caso abbiamo valutato la possibilità di ottenere un’epidurale. Che si tratti di smalto semipermanente che di smalto tradizionale, durante le ultime settimane di gestazione, è necessario che la donna lo tolga in quanto in caso di emergenza lo stato di salute si controlla anche attraverso il saturimetro, strumento che non funziona se sull’unghia, sul quale viene inserito, come abbiamo imparato durante l’emergenza Covid-19, è presente lo strato dello smalto. Lo smalto, inoltre, impedisce di verificare il colore dell’unghia dal quale si evince l’ossigenazione del tessuto, importate per valutare lo stato di salute della donna. Infine, se lo smalto tradizionale può essere rimosso anche in modo rapido, in situazioni di estrema emergenza, quello semipermanente richiede maggiore tempo, quindi è sconsigliato nell’ultime trimestre.

smalto semipermanente in gravidanza e capelli tinti
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Smalto semipermanente in gravidanza: i rischi e le accortezze, quando e come toglierlo

Ci si può tingere i capelli, in gravidanza?

Concludiamo questo articolo, con la risposta del dottor Laganà ad un quesito di molte future mamme che devono/vogliono contrastare l’ irreversibile avanzata dei capelli bianchi, con quella del pancione!

“Tingere i capelli in gravidanza non è controindicato (non vi sono studi con conclusioni definitive riguardo i rischi associati all’uso delle tinture per capelli in gravidanza), sebbene per prudenza sarebbe opportuno evitarle soprattutto durante i primi tre mesi di gestazione, il periodo più importante nello sviluppo del feto, essendo la cute una zona ad alto assorbimento. I prodotti utilizzati devono essere sempre di qualità, privi di sostanze potenzialmente pericolose, irritanti e che potrebbero causare allergie, quali l’ammoniaca, la resorcina, la parafenilendiamina (PFD). L’etichetta deve sempre riportare la lista degli ingredienti e vanno sempre seguite scrupolosamente le indicazioni all’uso riportate sulla confezione. Sono da evitare i prodotti importati da Paesi extra-europei, che non seguono le regole stringenti adottate in Italia e negli altri Paesi dell’Unione Europea riguardo il divieto di utilizzare nei cosmetici alcune sostanze potenzialmente dannose e il limite nella concentrazione di altre. Accorgimenti da mettere in pratica sono quelli di lasciare agire la tinta per il tempo minimo necessario, applicandola sempre in un luogo ben areato utilizzando e, naturalmente, risciacquando accuratamente il cuoio capelluto e i capelli una volta conclusa la procedura. Inoltre, nel caso in cui vi sia un’irritazione al cuoio capelluto o la cute non sia integra, è bene evitare di tingere i capelli.  Sarebbe sempre preferibile affidarsi ad esperti del settore e, prima di procedere con questo tipo di trattamento, si consiglia di consultare il proprio ginecologo per una valutazione in base allo stato di salute e alla fase di gestazione”.

Dunque, se andremo a tingerci i capelli in un apposito salone sarà necessario specificare il nostro stato interessante. Persone esperte, professionisti del settore, andranno ad applicare i prodotti più adeguati e prenderanno le accortezze di cui sopra, come la messa in posa al limite del tempo consentito, avendo cura di distanziarci da coloro che stanno utilizzando prodotti diversi, per evitare di inalare le sostanze che per noi potrebbero essere aggressive.