Chi era Anna Falcone, la sorella del magistrato ucciso a Capaci

Anna Falcone, sorella di Giovanni, si è spenta a 95 anni: la sua vita vissuta con discrezione, dedita ai progetti legati alla Fondazione

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

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Si è spenta a 95 anni la sorella maggiore di Giovanni Falcone, il magistrato ucciso nell’attentato di Capaci: con la sorella Maria, è stata lei a curare la Fondazione dedicata alla memoria e al lavoro svolto dal fratello. La sua vita intera è stata spesa per commemorare Giovanni, quanto aveva fatto per la Sicilia e l’Italia intera.

Chi era Anna Falcone, sorella di Giovanni

Anna Falcone ha vissuto una vita lontana dai riflettori, ma è sempre stata in prima linea, per non dimenticare quanto accaduto al fratello. Proprio lei, insieme alla sorella Maria, subito dopo la tragedia del 1992, ha lavorato alla nascita della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, per educare le nuove generazioni. La sorella Maria ne è diventata il volto pubblico, Anna invece è rimasta dietro le quinte, in particolar modo sostenendo i progetti nelle scuole e coltivando quel seme di giustizia che il fratello aveva piantato con tanto coraggio.

Anna Falcone
IPA
Anna Falcone

“La scomparsa di Anna Falcone rappresenta un momento di profondo cordoglio per la città di Palermo”, ha comunicato il sindaco Roberto Lagalla. “Con il suo stile riservato e la sua straordinaria dignità, Anna Falcone ha custodito e onorato la memoria del fratello Giovanni. Insieme con la sorella Maria ha contribuito alla nascita della Fondazione Falcone, offrendo un sostegno silenzioso ma fondamentale alla diffusione dei valori di legalità e giustizia che il giudice Falcone ha incarnato”. E ha aggiunto: “A nome mio e dell’intera amministrazione comunale esprimo il più sentito cordoglio alla sorella Maria e a tutta la famiglia Falcone, stringendoci con rispetto e riconoscenza a un nome che resta patrimonio morale della nostra comunità”.

L’impegno svolto dietro le quinte

Una vita dedicata a lui, a Giovanni, ma lontana dalle luci dei riflettori: raramente si vedeva agli impegni pubblici, perché ha sempre preferito svolgere le attività legate a quella che era una vera e propria vocazione dietro le quinte. Maria Falcone, invece, è la Presidente della Fondazione, oltre a essere professoressa di Diritto negli Istituti Superiori: è lei a rappresentare l’ente durante gli incontri, sia nazionali quanto internazionali.

Tra i momenti che vengono ricordati in queste ore c’è un incontro significativo: Anna e Maria avevano accettato di vedere l’ex calciatore Fabrizio Miccoli proprio alla Fondazione dedicata a Giovanni e Francesca. Tra il 2010 e il 2011, in alcune intercettazioni, Miccoli aveva rivolto delle frasi offensive alla memoria di Giovanni. Anna aveva accettato le sue scuse: “Ha chiesto scusa e l’ho perdonato”.

Impossibile dimenticare l’immagine della donna affacciata dal balcone di casa, nel 2014, durante il corteo annuale dedicato al giudice, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta che hanno perso la vita nell’attentato (Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani): in quell’occasione Anna Falcone si era affacciata per mostrare il ritratto del fratello e della cognata. Oggi la “guardiana silenziosa” della memoria di Giovanni Falcone passa alla storia per la sua discrezione, per la passione con cui ha continuato a ricordare il fratello, per il lavoro svolto a contatto con studentesse e studenti di tutto il Paese. E ci consegna un insegnamento, un lascito: mai smettere di ricordare.

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