Scuola: vaccino obbligatorio per il rientro in presenza?

Agostino Miozzo, avverte che il nuovo anno scolastico inizierà “in emergenza”. Da settembre potrebbero non essere eliminate né la DAD né l’obbligo di mascherina in classe.

Irene Vella Giornalista televisiva Scrive da sempre, raccogli emozioni e le trasforma in storie. Ha collaborato con ogni tipo di giornale. Ha fatto l'inviata per tutte le reti nazionali. È la giornalista che sussurra alle pasticcerie e alla primavera.

Il 1 giugno è stato un giorno importante, io ed i miei figli, di diciassette e ventuno anni, ci siamo sottoposti alla vaccinazione, ne avevamo diritto come conviventi di una persona immunodepressa, ero mentalmente preparata a quello che fisicamente sarebbe successo, ma quello che emotivamente è accaduto è andato al di là della mia razionalità. Guardavo l’hub, le persone in attesa, i volontari, i medici e gli infermieri e il cuore mi scoppiava di gioia. Avrei voluto abbracciarli tutti, e poi guardavo i miei figli e il loro cerotto sulla spalla e mi sono emozionata così tanto che alla fine ho pianto. È stato un pianto liberatorio, un pianto che profumava di libertà, un pianto che sapeva di vita.

Allora presa dalla gioia del momento ho scritto un post sui miei social, nessuna foto, solo le mie parole che raccontavano quello che era successo, perché per noi questi lunghi mesi di pandemia sono stati un incubo, e come noi tanti altri caregiver o conviventi di persone immunodepresse, pazienti oncologici o privati delle loro naturali difese immunitarie. Perché vivere con il terrore di portare a casa il covid e di condannare tuo marito, tuo padre o tuo figlio alla terapia intensiva o alla morte è un peso enorme da sopportare, diventi schiavo di rituali, la mascherina, il distanziamento sociale, il disinfettante, la mancanza di contatto fisico, eppure diventano “solamente” delle nuove abitudini per proteggere chi ami.

Sono sempre stata convinta della mia posizione pro vaccino, ho sempre detto che mi sarei fatta inoculare qualsiasi tipo, da Astrazeneca a Pfizer, continuando con Moderna per finire con Johnson, eppure la comunicazione che è stata fatta intorno ai casi di trombosi e di morte accaduti dopo la prima somministrazione di alcuni di questi sono stati devastanti, anche i miei genitori, insegnanti in pensione di 78 e 80 anni, hanno vacillato non poco. Mi sono dovuta armare di pazienza per spiegare loro i benefici derivanti dall’essere vaccinati, ho dovuto fare leva sulla nostra situazione, sul fatto che senza raggiungere l’immunità di gregge non saremmo stati più liberi, ho ricordato loro di quando i vaccini venivano a farteli a scuola, io mi ricordo perfettamente quando capitò nella mia classe, ci misero tutti in fila indiana, e poi uno dopo l’altro con il braccio scoperto, e via andare. Nessuno protestava, anzi c’era la gioia di sconfiggere la poliomielite o il vaiolo, ti sentivi grande con quel cerotto sul braccio, ti sentivi parte di una comunità, avevi una fiducia totale e cieca nella scienza, dopotutto tranne pochi, i virologi, dovrebbero poter dire la loro sulla questione vaccini, nemmeno io, come giornalista ho la preparazione corretta, però sicuramente posso documentarmi e cercare delle fonti autorevoli, che vadano a supportare la mia posizione, che rimane comunque la mia.

E allora quando è che abbiamo perso fiducia nella scienza? Quando abbiamo smesso di sentirci una comunità fregandocene del prossimo, che in quanto più debole andrebbe tutelato maggiormente? Dopo aver postato su Facebook la scelta di vaccinare i miei figli mi sono sentita dare dell’incosciente, di aver messo a rischio la loro vita perché il Pfizer può modificare il DNA, e soprattutto non conosciamo gli effetti a lungo termine, e quindi io potrei aver condannato i miei figli a qualcosa di peggiore del Covid o della morte del loro padre, che in fin dei conti, è malato e debole, e quindi, come disse Daniela Martani ai microfoni di Saverio Tommasi “anche in natura i più deboli vengono lasciati indietro”. Sapete qual è la cosa che mi ha fatto più male? È a che a dirmelo fossero persone che conosco nella vita reale, amici di lunga data, ma non per cattiveria, perché realmente convinti di essere dalla parte del giusto, cioè loro credono davvero che sia tutto un complotto di Big Pharma, per vendere e guadagnare più soldi, e che questi vaccini siano pericolosi. Fatto sta che grazie ad una cattiva informazione, legata a titoli clickbates, in cui le morti causate da patologie pregresse siano state di fatto legate al vaccino, ha fatto sì che la paura prendesse il sopravvento, e in particolare in alcune fasce d’età, la paura di morire di “Astrazeneca” è stata più forte della paura di morire per Covid.

Agostino Miozzo ex coordinatore del Comitato tecnico scientifico e poi consulente del ministro dell’Istruzione, ha rilasciato un’intervista ieri a La Stampa dove avverte che a settembre sarà probabile un rientro in emergenza a scuola, con didattica a distanza, perché è in arrivo la variante Delta, che circola tra i giovani, la ripresa sarà quindi meno semplice del previsto e soprattutto che il tempo è davvero poco per mettere in sicurezza tutto il personale e gli studenti, visto che il 15% dei primi non ha ricevuto nemmeno la prima dose. Concludendo con “io sarei per un obbligo generalizzato, anche se mi rendo conto che ora non è applicabile. In questa fase serve una forte moral suasion verso i reticenti, ma in prospettiva si deve andare verso l’obbligo di vaccinazione per chi sta a contatto con gli studenti”.

E allora mi sono chiesta cosa posso fare io per aiutare gli indecisi? Dare la parola a chi ne sa più di me, Ottavio Davini, medico con 40 anni di esperienza, ultimo incarico all’Azienda ospedaliero-universitaria San Giovanni Battista di Torino e autore di alcuni libri di divulgazione sanitaria, che ha spiegato in maniera approfondita e dettagliata perché bisogna fidarsi del vaccino contro il coronavirus Covid-19, smontando punto per punto le obiezioni di chi per varie ragioni non vuole farlo. Di seguito una parte testo. Buon vaccino a tutti. (trovate il testo completo sul suo profilo Facebook qui )

  1. Non si sa cosa c’è dentro.
    Si sa benissimo (vedere sito AIFA), e certamente non ci sono 5g, feti morti, metalli pesanti e altre cagate del genere: in pratica ci sono particelle di grasso che includono l’mRNA (vedi dopo), colesterolo, sali, saccarosio e acqua. E basta.
  1. Non è stato abbastanza sperimentato.
    No, è stato sperimentato in tempi molto rapidi, questo sì, perché i Paesi e le istituzioni hanno messo sul tavolo una quantità mai vista di danaro, il che ha permesso di correre molto, molto più velocemente del solito. Comunque, sono state rispettate le tre fasi dei trial clinici che sono OBBLIGATORIE per qualunque nuovo farmaco, e che vengono monitorate da FDA ed EMA, coinvolgendo centinaia di ricercatori. E i dati sono pubblicati e quindi di pubblico dominio. Se qualcosa non vi convince prima leggeteli
  1. Il vaccino con l’RNA messaggero può modificare il DNA.
    Ecco, questa è proprio una di quelle cose che – se uno avesse fatto le scuole giuste – non potrebbe dire. Non so se oggi è nel programma delle scuole superiori, ma a Medicina l’ho studiato. L’mRNA serve (mi perdonino gli esperti veri per la semplificazione) per trasferire le informazioni dal DNA e produrre le proteine. Dire che l’mRNA (che tra l’altro ha vita molto breve) può modificare il DNA è come dire che se ho un dado di carne per il brodo posso farmi la mucca in casa.
  1. È pericoloso.
    Questa è un’obiezione con un minimo di senso. Qualunque sostanza introdotta nel nostro organismo può scatenare imprevedibili effetti. Basta leggere il bugiardino di una cosa qualunque che avete in casa, anche la tachipirina. I vaccini sono – tra queste sostanze – tra le più sicure. I vaccini correntemente in uso hanno effetti molto severi (fino alla morte) nell’ordine – quando va male – di qualche unità per milione di somministrazioni. Il tema, come per qualunque farmaco, è il rapporto tra rischio ipotetico e beneficio certo: la copertura dei vaccini per la Covid-19 è superiore al 90%. C’è un abisso tra il beneficio (enorme) e il rischio (remotissimo)
  2. Ma io ho paura.
    Come sopra: ragionevole. Io non ce l’avrei, perché vaccinarsi è pericoloso più o meno come attraversare la strada, ma capisco. E, tanto per chiarire, è possibile, anzi probabile che nei prossimi mesi ogni tanto comparirà sui giornali la notizia di qualcuno che se l’è vista brutta. Consiglio: verificate la notizia (non si sa mai) e mettetelo comunque in conto. Il rischio zero non esiste, nella vita, per nessuna attività. Ma quello per vaccino è basso, bassissimo. E per il resto vale quanto sopra.
  1. No, va be’, ma non ci dicono la verità, non mi fido degli scienziati, sono tutti al soldo di Big Pharma.
    È come dire che non mi fido degli ingegneri aeronautici che progettano l’aereo su cui voliamo perché sono al soldo della Boeing o della Airbus. Segnalo – en passant – che la nostra conoscenza delle leggi della fisica che consentono il volo è uguale a quella che abbiamo dei meccanismi immunitari. Ma l’aereo lo prendono alcuni miliardi di persone ogni anno (pochissimi con la laurea in fisica, immagino)
  2. Ah, ma io aspetto, lasciamo che si vaccinino gli altri, non si sa nulla degli effetti a lungo termine.
    Non è vero, quelli li conosciamo: gli effetti a lungo termine delle vaccinazioni del secolo scorso sono stati la scomparsa del Vaiolo (eradicato nel 1980), e il contenimento ai minimi termini di almeno altre sette-otto malattie contagiose che facevano morti e invalidi a MILIONI (poliomielite, morbillo, difterite, rosolia, parotite, pertosse, tetano, epatite B, etc.). Anche qui basta Wikipedia (ci sarebbero anche i siti OMS e ISS, ma capisco che possano apparire anche loro al soldo di qualcuno), ma se vi informate su Byoblu mi spiace dirvelo, sono proprio fatti vostri. Infatti, l’altro effetto a lungo termine si chiama selezione darwiniana: chi non si vaccina ha meno probabilità di avere figli (e non voglio spiegare perché, dato che è cinico e politicamente scorretto).

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