Progetto Libellula: il rispetto per le donne parte dal posto di lavoro

Il progetto Libellula, nato dall'iniziativa di Marilù e Debora, con l'obiettivo di combattere la violenza sulle donne creando un network di aziende che cooperino per una cultura del rispetto

Violenza sulle donne: forse l’espressione più scritta, letta, sentita negli ultimi anni. Ha riempito la cronaca nera, intasato i telegiornali, monopolizzato blog e social. E a giudicare dai fatti, da quello che succede ora dopo ora intorno a noi, ancora drammaticamente in primo piano. Di strada da fare ce n’è ancora tanta. E per arrivare ai risultati, si deve partire dal basso, da una cultura che insegni il rispetto per le identità e le differenze.

Cultura che va insegnata a scuola, ai nostri figli, e andrebbe forse ricordata anche agli adulti. E quale luogo migliore se non quello in cui passano la maggior parte della loro giornata, convivenza forzata di uomini e donne: il posto di lavoro?

Questo hanno pensato Marilù Guglielmini e Debora Moretti, quando hanno realizzato che proprio le “aziende, incubatrici di valori, devono assumere un ruolo attivo e farsi ambasciatrici di una cultura del rispetto delle identità di genere, del rispetto delle differenze”. Da questa consapevolezza, è nato il Progetto Libellula.

La loro idea è stata quella di creare un network di aziende che diventassero ambasciatrici di questa cultura del rispetto e  che avessero la volontà di lavorare insieme su ciò che va valorizzato per evitare che la violenza trovi spazio. Perché “le aziende sono delle vere e proprie comunità dove è importantissimo veicolare messaggi di sensibilizzazione e attenzione al tema . Un’azienda orientata in un certo modo, di conseguenza orienta anche i suoi collaboratori o almeno gli fornisce occasioni di riflessione”.

Dicono Marilù e Debora: “Le aziende oggi sono realtà vive e in continua trasformazione popolate da uomini e da donne che portano al loro interno non solo le loro competenze, ma anche il loro modo di essere, il loro vissuto il loro modo di intendere la vita. L’azienda in sé non è solo un luogo di lavoro ma un polo di cultura dove vengono trasmessi valori e messaggi, ed è proprio per questo che il suo ruolo di ‘comunicatrice’ diventa fondamentale”.

Hanno scelto la libellula, come simbolo del progetto, perché il rosso è il colore simbolo della lotta contro la violenza. Esprime anche energia vitale e forza di volontà. La libellula è il simbolo della trasformazione e del costante processo di cambiamento nella vita. Anche se trascorre parte della sua esistenza in fondo a uno stagno come larva, poi emerge dal fango e impara. È un simbolo di libertà, pace, consapevolezza ed equilibrio.

Al Progetto Libellula ad oggi hanno aderito 23 aziende, tra cui anche Italiaonline. E fino ad ora, dagli incontri con le aziende che hanno partecipato alla ricerca e dai questionari anonimi che ognuna ha sottoposto ai propri dipendenti sono emerse queste necessità: incontri di sensibilizzazione sul tema rivolti ai propri dipendenti, corsi di difesa personale, attivazione di servizi convenzionati di consulenza specializzata. E ancora incontri centrati sugli stereotipi di genere e sul diversity management rivolti ai dipendenti, iniziative di educazione alle differenze per i figli dei dipendenti e l’impegno dell’azienda a garantire le pari opportunità uomo/donna.

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