Fernanda Pivano e il suo viaggio libero verso l’America

Scrittrice, giornalista, traduttrice e critica musicale. Fernanda Pivano è la donna che ha dato il via alla più grande rivoluzione culturale del nostro Paese

Raccontare la vita, la storia e soprattutto il lavoro di Fernanda Pivano appare quasi impossibile perché lei è stata tante cose. Una traduttrice, una scrittrice, una giornalista e una critica musicale. È stata anche una pioniera e un’esploratrice, ma è sempre riuscita a sfuggire dalle rigidità dei ruoli che le venivano riconosciuti per restare libera. Come lo era sempre stata.

Fernanda Pivano, biografia di una donna libera

Nata il 18 luglio del 1917, Fernanda Pivano, chiamata dagli amici e dai conoscenti Nanda, cresce a Genova insieme ai genitori e a suo fratello in una situazione piuttosto agiata. Nel 1929 con la famiglia si trasferisce a Torino ed è lì che la ragazza prosegue gli studi.

In quegli anni conosce Primo Levi che è il suo compagno di classe ed entrambi non vengono ammessi alla prova orale della maturità perché i loro scritti vengono considerati non idonei in quanto presentano tracce di pensiero antifascista. Sempre in quel periodo si appassiona alla letteratura statunitense e più in particolare alle opere di Ernest Hemingway. È in quel momento che, ancora inconsapevole, Nanda comincia il suo viaggio, che poi si trasformerà in una missione di vita, verso la cultura americana.

Inizia a tradurre in lingua italiana, in maniera clandestina, diverse opere statunitensi. Intanto si diploma al Conservatorio di Torino in pianoforte e consegue una laurea in lettere e poi in filosofia. La carriera letteraria viene ufficialmente avviata nel 1943 con la pubblicazione dell’Antologia di Spoon River per Einaudi, ma subisce subito una breve battuta d’arresto: a seguito della traduzione di Addio alle armi di Ernest Hemingway, la scrittrice viene arrestata dalle SS.

Questa vicenda giunge anche all’orecchio dello scrittore americano che, durante un soggiorno in Italia, esprime il desiderio di conoscere Nanda. Da quell’incontro nascerà una grande amicizia, Fernanda diventerà la sua traduttrice ufficiale e darà inizio alla sua eterna storia d’amore con la cultura statunitense.

Mi prese per mano, mi condusse alla sua tavola, mi fece sedere accanto a sé e mi disse in quel suo bisbiglio così difficile da capire finché non ci si era abituati: «Raccontami dei Nazi». Fu l’inizio di un’amicizia che non finì mai, perché la mia devozione continuò anche dopo la sua morte.“

Alla scoperta dell’America

Nel 1949 Nanda convola a nozze con l’architetto e designer Ettore Sottsass, dal quale divorzierà negli anni ’90, e con lui si trasferisce a Milano. Dopo 7 anni farà il suo primo viaggio negli Stati Uniti al quale ne seguiranno molti altri. Nanda studia i lavori dei più grandi scrittori statunitensi tra cui Francis Scott Fitzgerald e William Faulkner e fa conoscere all’Italia gli artisti della Beat Generation anche attraverso l’articolo scritto sulla rivista di filosofia Aut Aut a loro dedicato.

Sempre un passo avanti rispetto agli altri, Fernanda è promotrice di una seconda scoperta dell’America, quella che passa attraverso l’arte, la cultura e soprattutto la letteratura. Trascorrerà tutta la sua vita a studiare, esplorare e promuovere i talenti letterari, quelli già riconosciuti e quelli emergenti, e lo farà senza limiti e senza confini. Del resto, lei per prima, aveva superato tutti quelli della sua vita, da quelli geografici a quelli mentali.

Fernanda Pivano muore il 18 agosto del 2009 all’età di 92 anni. Al suo funerale commemorato da Don Andrea Gallo partecipa visibilmente commosso il mondo intero perché quello era l’addio alla donna che ha messo in moto la più grande rivoluzione culturale e artistica nel nostro Paese.

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Fernanda Pivano

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