Muschio, come toglierlo da un muro esterno

Il muschio sulle pareti esterne di casa è un problema serio, ma possiamo risolverlo con trattamenti fai da te o cure specializzate.

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Mirangela Cappello

Design e Lifestyle Editor

Web content editor e copywriter SEO oriented. Scrivo di moda, design, health & wellness dal 2012.

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Da qualche anno a questa parte vanno di moda le pareti di piante stabilizzate, un trend che veste gli interni di verde. Ma tolti i quadri biofiliaci, che sono considerati sicuri, se vediamo muschio sui muri esterni di casa deve essere nostra cura eliminarne ogni traccia.

Se infatti notiamo macchie cespugliose sulle pareti della nostra abitazione, quasi sempre quelle non esposte al sole, dovremo provvedere a ripulirle. Il rischio, se non trattiamo il problema, è che peggiori e renda più instabile e insalubre l’intera struttura muraria.

Il muschio spesso nasconde anche la presenza di muffe, che sono deleterie per la salute della casa e dei suoi abitanti. In più, se le radici delle briofite riescono a incanalarsi in crepe del muro, pavimentazioni e tegole, possono danneggiare questi elementi in modo grave.

Lo scenario peggiore, se non corriamo ai ripari, è di ritrovarci con rotture, problemi strutturali e mancanza di impermeabilità dello stabile nei confronti degli agenti climatici. Al contrario, una buona manutenzione delle pareti esterne può evitare questi disastri.

Muschio sui muri, perché cresce

La combinazione giusta per la crescita di muschi, alghe e licheni sulle mura esterne di una casa è composta da eccessiva umidità, zone d’ombra persistenti e poca ventilazione. Da questo trittico infausto, tipico delle pareti esposte a Nord, deriva la proliferazione.

Di solito case di campagna e villette sono gli immobili dove il problema si nota con maggiore frequenza, in quanto più soggette alla temuta umidità di risalita. Ma non solo, in quanto spesso sono circondate da foglie o residui organici accumulati, che peggiorano il problema.

Un altro dettaglio da conoscere, in tempi in cui tutti miriamo all’efficientamento energetico delle nostre dimore, riguarda il cappotto termico. Da una parte questo isolamento tende a non disperdere il calore interno, ma se installato male può favorire ponti termici e condense.

Ed ecco che si crea un’altra circostanza utile a muffe e muschi per attecchire, con la conseguenza di ritrovarsi a fare i conti con i danni.

Come rimuovere il muschio da un muro esterno

In passato i metodi per la rimozione dei muschi dalle pareti perimetrali dell’abitazione erano piuttosto aggressivi e “a pioggia”. Si agiva con raschiamenti, spazzolamenti e lavaggi a pressione, senza curarsi degli effetti a lungo termine su mattoni, cemento o parti porose.

Le soluzioni, in poche parole, a volte erano più dannose del male, in quanto indiscriminate rispetto ai materiali da trattare. Il metodo più corretto per eliminare il muschio, infatti, dipende dalla superficie e dall’estensione di questa infestazione.

Rimozione fisica del muschio

La spazzolatura a secco con supporto in setole di nylon o saggina è adatta per la pulizia dei materiali compatti e non friabili. Ne sono un esempio la pietra naturale dura, il cemento, i mattoni pieni, il metallo. Da evitare invece per intonaci vecchi o tufo.

Si deve lavorare con il muro asciutto, spazzolando con movimenti dall’alto verso il basso, insistendo sulle intercapedini, dove si annidano le radici. Dopo di che, recuperiamo i residui staccati e gettiamoli subito, per evitare che il vento sparga le spore in altre zone.

In caso notassimo muschio tra i giunti dei mattoni, più difficile da eliminare con la spazzola, possiamo agire con il coltello. Non deve essere affilato, ma sempre in grado di estirpare i rizoidi senza lasciare traccia radicale nelle fessure.

Se abbiamo grandi aree da trattare, con l’idropulitrice possiamo liberarci dei muschi in poche ore, ma a patto di adoperarla con la dovuta cautela. Una pressione di 2000 o 3000 PSI è sufficiente a lavare via il problema, limitando il rischio di microfratture nel muro.

Trattamenti chimici o naturali

Il passaggio successivo, dopo una prima pulizia del muro compromesso dal muschio, è di uccidere eventuali spore residue. La soluzione naturale per eccellenza, quella che elimina anche la muffa, è il mix di una parte di acqua mescolata con una di aceto bianco.

Si vaporizza sulle parti compromesse, si lascia agire per almeno 15 minuti prima di pulire e risciacquare. Un altro rimedio, stavolta preventivo rispetto alla spazzolatura, è di far seccare il muschio tamponando sopra del bicarbonato di sodio.

In questo modo favoriremo l’essiccazione e diventerà semplice, a distanza di qualche giorno, staccarlo con la spazzola. Ci sono, infine, detergenti specifici per eliminare ogni traccia di muschio o alghe dalle pareti. Si tratta di rimedi commerciali efficaci e sicuri.

Li possiamo acquistare nei negozi di bricolage sotto il nome di alghicidi o anti muschio e sono progettati apposta per estirpare alghe, funghi, muffe, licheni e muschi. Sono meno naturali delle altre opzioni, ma spesso offrono una copertura più duratura.

Muschio sulle pareti esterne: prevenzione e cure

La prevenzione resta sempre la nostra migliore arma, anche contro la proliferazione del muschio sui muri. Se infatti seguiamo alcune regole d’oro, liberarci a lungo termine del problema diventerà un gioco da ragazzi, evitando grane future.

Il primo nutrimento dei muschi è l’umidità, come visto, per questo è importante prevedere a controllarla in tre semplici modi:

  1. se ci sono alberi o cespugli vicino alla parete “critica”, potiamo e tagliamo per favorire la circolazione dell’aria e migliorare l’esposizione solare;
  2. le grondaie e i pluviali vanno sempre controllati per evitare che si formino ostruzioni o perdite, che possono causare ristagni e favorire la crescita di muffe e muschi;
  3. se possibile, controlliamo e gestiamo la pendenza del terreno alla base della parete, in quanto un drenaggio scorretto dell’acqua piovana favorisce l’umidità di risalita.

Trattamenti protettivi anti muschio

Se la nostra casa ha mura perimetrali con superfici porose, ci sono alcuni trattamenti che i professionisti suggeriscono. Di solito le ditte che si occupano di ristrutturazioni edili, consigliano la stesura di protettivi traspiranti e anti umido sulle pareti esterne.

Ne sono un esempio gli idrorepellenti silossanici, che impediscono all’acqua di passare, ma non bloccano il passaggio del vapore. In alternativa, se dobbiamo riverniciare gli affacci, possiamo aggiungere alla vernice degli additivi anti muschio ad ampio spettro.

Ci sono anche pitture al quarzo che hanno già potere biocida per contrastare la crescita di ogni microorganismo. E sono ottime per ridipingere le “zone d’ombra” della casa. Se abbiamo in programma un restyling degli spazi outdoor, questa soluzione è da considerare.

In generale, il fai da te è una strategia buona e veloce quando il problema è limitato, ma se notiamo che da soli non riusciamo a risolvere, chiediamo a ditte specializzate. È un investimento che si ripaga evitando danni murari futuri che sarebbero anche più costosi.