Glicine, come e quando fare la potatura dei due nodi per una fioritura abbondante

Come potare il glicine sfruttando la tecnica dei due nodi, così da avere una fioritura magica, profumata e super abbondante

Foto di Serena De Filippi

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Pubblicato:

Immaginiamo per un momento quel pergolato che abbiamo sempre sognato, una cascata di lilla che scende leggera e profumata: sì, trasforma un anonimo pomeriggio di aprile in un angolo di paradiso terrestre. Il glicine è una promessa di bellezza che si rinnova ogni anno, ma per far sì che venga mantenuta dobbiamo imparare a comprendere le sue caratteristiche. Essendo tanto vigorosa, ne consegue che, se viene lasciata a se stessa, tende a diventare un groviglio di rami disordinati, dove il fogliame prende il sopravvento sui fiori. Per rendere la fioritura del glicine un vero spettacolo, dobbiamo agire a gennaio (al massimo entro i primi giorni di febbraio): la potatura dei due nodi è il metodo definitivo da provare.

Come potare il glicine con la tecnica dei due nodi

Prendiamo le nostre cesoie e avviciniamoci alla pianta: nel periodo invernale, priva di foglie, la struttura del glicine si rivela in tutta la sua complessità. Dobbiamo cercare i rami giovani, quelli che i giardinieri chiamano brindelli: sono i tralci nati nell’ultima stagione vegetativa, lunghi, sottili e dal colore più chiaro rispetto al legno più “vecchio”. Sono loro i protagonisti della nostra operazione.

Per sfruttare al meglio la tecnica dei due nodi, dobbiamo essere precise e rigorose: contiamo due o tre gemme partendo dalla base di ogni ramo laterale e tagliamo subito sopra l’ultima. Perché facciamo questo? Perché il glicine tende a spingere la linfa verso le punte estreme; qualora lo lasciassimo fare, avremmo rami lunghissimi con pochi fiori striminziti in cima.

Accorciandoli a “sperone”, costringiamo la pianta a concentrare tutta la spinta vitale in quei pochi centimetri rimasti. Il risultato in primavera sarà sorprendente: da ogni piccolo sperone potato nasceranno grappoli densi, con i fiori vicini l’uno all’altro, proprio come quelli che vediamo nelle foto delle riviste di arredamento e giardinaggio più prestigiose.

Ogni quanto potare il glicine

Molte di noi commettono l’errore di pensare che il glicine sia una pianta da lasciare crescere senza troppi accorgimenti, ma chi lo coltiva sa che il suo vigore è quasi inarrestabile. Ed è il motivo per cui la manutenzione non può limitarsi a un appuntamento annuale se vogliamo davvero mantenere l’armonia degli spazi domestici.

Consigliamo di prevedere almeno due interventi strutturati, ma con un occhio sempre vigile durante tutto l’anno. Il glicine è un rampicante che cerca appigli, che avvolge tutto ciò che incontra. Senza una potatura regolare, i rami più vecchi tendono a soffocare quelli nuovi e la fioritura si sposta sempre più lontano dal tronco principale, lasciando la base spoglia e antiestetica. Se invece interveniamo con regolarità, manteniamo la pianta giovane, stimolando costantemente la produzione dei rami. In linea di massima, sono due gli interventi previsti, in inverno e in estate.

Le differenze tra la potatura invernale ed estiva

Capire la differenza tra l’intervento invernale e quello estivo è fondamentale per non stressare eccessivamente il nostro glicine. A gennaio o febbraio, per esempio, l’intervento è pesante e strutturale, perché stiamo per effettuare la potatura della fioritura, dove decidiamo la forma e la densità dei grappoli. La pianta è in riposo, la linfa non scorre e noi possiamo permetterci di intervenire senza timore di indebolirla.

La potatura estiva, che solitamente effettuiamo tra luglio e agosto, è differente, perché più legata al contenimento e alla pulizia. In estate il glicine produce lunghissimi tralci che sembrano fruste: questi vanno accorciati per evitare che la pianta diventi un ammasso informe di foglie verdi. Tagliando in estate, permettiamo inoltre al sole di colpire la base dei rami, così da agevolare la maturazione delle gemme da fiore per l’anno successivo. Entrambe sono in ogni caso necessarie, ma con ritmi e obiettivi che seguono il ciclo naturale delle stagioni.

Gli errori da non fare con il glicine

Passiamo ora a un aspetto pratico: l’attrezzatura. Uno degli errori che commettiamo più spesso è l’uso di cesoie non adatte o, peggio, poco affilate. Un taglio schiacciato o sfilacciato è come una ferita aperta che fatica a rimarginarsi, in cui potrebbero svilupparsi batteri e malattie fungine. Dobbiamo invece preferire tagli netti, obliqui per far scivolare via l’acqua, ed eseguiti con lame disinfettate.

Altro errore frequente riguarda il meteo. Potare in una giornata di pioggia o di forte umidità espone la pianta a rischi inutili: l’acqua che ristagna sulla ferita fresca è il veicolo perfetto per le spore fungine. Attendiamo, quindi, un momento di sole, affinché il legno possa cicatrizzare in modo naturale.

Prestiamo attenzione ai cosiddetti “succhioni”, quei rami che partono dalla base del tronco. Spesso li lasciamo crescere pensando che rendano la pianta più folta, ma in realtà sono un problema, perché sottraggono linfa preziosa alle gemme da fiore superiori. Possiamo semplicemente toglierli alla base, così da mantenere il nostro glicine in perfetto equilibrio vitale.

Quando fiorisce il glicine?

Tutto il lavoro che stiamo facendo ha un unico grande obiettivo: quel momento magico tra la fine di marzo e aprile. La fioritura del glicine è un evento quasi teatrale perché crea un effetto visivo di una purezza incredibile, dove il colore dei fiori spicca contro i rami. Se abbiamo seguito la regola dei due nodi, vedremo spuntare dei bottoni gonfi che in pochi giorni si trasformeranno in cascate pendenti.

La durata della fioritura dipende molto dal clima: una primavera fresca e asciutta può prolungare lo spettacolo per diverse settimane, ma il caldo improvviso (come di frequente avviene negli ultimi anni) può accelerare la sfioritura. Ricordiamo però che un glicine potato con amore e competenza ci regala un profumo che è l’essenza stessa della primavera.