Come curare le orchidee

Prendersi cura delle orchidee non è poi così complicato, anche se non si ha il pollice verde: ecco alcuni consigli utili

Il mondo dei fiori è variegato e ricco di colori: tra le specie più belle c’è senza dubbio l’orchidea, una pianta elegante e molto apprezzata per dare un tocco d’allegria ad ogni stanza. Nonostante l’aspetto particolarmente delicato, con il suo stelo lunghissimo e l’ampio fiore che ricorda una farfalla dalle ali spiegate, non è poi così difficile prendersene cura. Non è necessario avere il pollice verde: bastano pochi accorgimenti per crescere una splendida orchidea e farla vivere a lungo. Vediamo alcuni consigli utili.

I tipi di orchidea

Esistono molte specie di orchidea, alcune sicuramente più adatte a stare in casa (e ad arredarla con gusto) e altre che possono tranquillamente essere posizionate all’aperto. Il genere più comune è forse la Phalaenopsis, caratterizzata da fiori che – come si evince dal nome – somigliano ad una falena. Originaria dell’Asia, questa pianta possiede colori vivaci e brillanti che contrastano con il verde scuro delle foglie. Essendo tipica di un ambiente caldo e umido, predilige stare all’interno in una stanza esposta al sole (purché non a diretto contatto con i suoi raggi).

Come curare le orchidee: i consigli utili

Per prendersi cura di un’orchidea, bisogna fare attenzione già al momento dell’acquisto. Potete rivolgervi a un vivaio oppure semplicemente trovarla sugli scaffali del supermercato, ma in ogni caso controllate alcuni indicatori che vi riveleranno lo stato di salute della pianta. Le sue radici devono essere belle piene e dal colore intenso, mentre le foglie – anch’esse di un verde brillante – devono tendere verso l’alto. Nella scelta del colore, potete davvero sbizzarrirvi: dal classico ed elegante fiore bianco a quello di un arancione vivace, passando il fucsia, l’arancione e il rosso, le sfumature sono infinite. Ricordate solo che in natura non esistono orchidee blu (o meglio, sono così rare da non essere comunemente vendute). Se le trovate, è perché i suoi fiori sono stati dipinti.

Una volta portata a casa la vostra orchidea, preparatele un bel vaso. Se non siete particolarmente esperti e volete andare sul sicuro, sceglietene uno trasparente per poter tenere sotto controllo lo stato di salute delle radici: vi sarà d’aiuto per capire quando è necessario dare acqua alla pianta. Altrimenti, un vaso qualsiasi andrà benissimo, purché delle giuste dimensioni. L’orchidea non necessita di normale terriccio, perché è una pianta dalle radici aeree. Potete dunque utilizzare della corteccia d’albero sminuzzata, a cui eventualmente aggiungere del muschio per poter dare la giusta umidità. In alternativa, in commercio si trova un particolare terriccio per orchidee, sufficientemente areato ma privo di molte sostanze nutritive: in questo caso dovrete quindi sopperire con del concime.

Dove collocare l’orchidea? Il luogo ideale per favorire la fioritura deve essere caldo e umido: generalmente, le migliori condizioni prevedono una temperatura minima di 16°C e una massima di 24°C. Potete dunque sistemare il vaso sul davanzale interno della finestra, in una stanza particolarmente luminosa. Attenzione però a non esporla alla luce diretta del sole: basta una tendina leggera per evitare di danneggiare la vostra piantina. Se le foglie dovessero ingiallirsi, probabilmente è proprio perché hanno ricevuto troppa luce solare. Al contrario, un’esposizione carente potrebbe provocare la caduta dei fiori o la perdita di brillantezza delle foglie.

Per quanto riguarda l’umidità, gli ambienti ideali dove far crescere un’orchidea sono la cucina e il bagno: qui l’aria è infatti ricca di vapore acqueo, che permette alla pianta di fiorire nelle migliori condizioni. Se volete ricreare un’atmosfera adatta ai vostri fiori, vi basterà posizionare una ciotola d’acqua accanto al vaso. L’annaffiatura non rappresenta una particolare difficoltà, purché si seguano pochi e semplici accorgimenti. Potete bagnare la pianta ogni mattina, con poca acqua – meglio se piovana o demineralizzata, per evitare che sia eccessivamente calcarea. In alternativa, potete immergere il vaso per circa 2 ore in un recipiente pieno d’acqua, in modo che l’orchidea stia bene per un’intera settimana. Attenzione a non bagnare mai le foglie e i fiori, a non innaffiarla dall’alto e a non creare ristagni nel vaso che potrebbero far marcire le radici.

Se volete veder fiorire la vostra orchidea, dovreste dedicare particolare attenzione al concime. La pianta ne ha bisogno per crescere bene e sbocciare in splendidi fiori coloratissimi. Nella scelta del concime ideale, potete rivolgervi ad un vivaista: in commercio ce ne sono di specifici per orchidee. La concimazione andrebbe effettuata tutto l’anno, sospendendo solamente quanto la pianta è in fiore. È comunque necessaria nel periodo compreso tra marzo e ottobre, durante il quale bisognerebbe procedere almeno due volte al mese.

Orchidee in inverno, come curarle

In inverno, l’orchidea ha bisogno di qualche piccola accortezza in più. Si tratta infatti di una pianta che, come abbiamo visto, necessita di un ambiente caldo e umido per crescere e fiorire. Se avete deciso di tenerla all’estero (in una posizione ombreggiata, per evitare il contatto diretto con i raggi del sole), durante la stagione fredda andrebbe ritirata in casa e posizionata su un davanzale – a meno che non vi siano spifferi. L’orchidea soffre molto gli sbalzi di temperatura, quindi spostatela ogni volta che dovete aprire la finestra, per evitare che il freddo intacchi la sua salute.

Durante la stagione invernale, poi, la pianta non ha bisogno di molta acqua. Al contrario, eccedere potrebbe voler dire portarla alla morte: controllate sempre le radici e annaffiate solamente quando vedete che queste ultime iniziano ad apparire di un colore spento con dei riflessi grigio-argento. Allo stesso modo, non aggiungete troppo fertilizzante per evitare di bruciare le radici. Ciò di cui invece l’orchidea necessita è la luce: dal momento che nei mesi freddi non è possibile garantirle 14 ore di illuminazione, sarebbe meglio sopperire con una lampada.

Orchidea: come farla riprendere

Il momento è arrivato: la vostra orchidea è fiorita e vi ha regalato uno spettacolo bellissimo. Ma che fare quando il fiore appassisce? Nessun problema, questa pianta può riprendersi in tutta fretta e tornare al suo splendore, preparandosi per una nuova fioritura. È però importante seguire alcune semplici regole. Innanzitutto occorre potare la pianta: la potatura andrebbe effettuata quando i fiori iniziano a seccare, utilizzando delle forbici. Tagliate le infiorescenze recidendole alla base, vicino all’attaccatura del ramo. Si tratta di un’operazione da fare con attenzione al fine per evitare di tagliare i piccoli nodi presenti sullo stelo e che rappresentano i futuri germogli.

Il rinvaso della pianta di orchidea deve invece avvenire solo se strettamente necessario, ovvero quando il recipiente è diventato troppo piccolo o il substrato di terreno sta marcendo. In ogni caso è importante utilizzare un terreno formato da materiali porosi, muschi e polistirolo espanso: i più indicati sono torba, osmunda e bark, componenti vegetali che si trovano nei negozi di giardinaggio.