L’oleandro cresce vigoroso lungo le coste italiane e fiorisce per tutta l’estate con quei mazzi rosa, bianchi, o rossi che ci hanno accompagnato in mille vacanze al mare. E poi si moltiplica benissimo per talea. Non dobbiamo fare altro che attendere il momento giusto per tagliare un rametto per avere una nuova pianta pronta da mettere a dimora. Vediamo come procedere passo passo.
Il periodo migliore per la talea di oleandro
Solitamente la prima finestra utile per effettuare la talea di oleandro si apre a fine primavera, indicativamente tra la fine di maggio e giugno: sono le cosiddette talee semilegnose, prelevate da rami dell’anno che hanno ormai raggiunto una certa consistenza ma non sono ancora del tutto lignificati. Radicando in questo periodo, diamo alla nuova piantina la possibilità di svilupparsi durante tutta l’estate, in condizioni climatiche favorevoli.
La seconda finestra si apre in piena estate, luglio e agosto, e riguarda soprattutto le talee erbacee prelevate dai getti dell’anno. È il momento preferito da chi ha già un oleandro in giardino e nota che sta emettendo nuovi rami vigorosi: qualche taglio strategico non fa male alla pianta madre, anzi la stimola a ramificare, e ci consegna del materiale perfetto per la propagazione.
Soprattutto per chi è alle prime armi, la talea in acqua è una tecnica che può essere praticata praticamente tutta la stagione calda, da maggio a settembre. Da evitare, invece, i mesi freddi. Ottobre, novembre, dicembre non sono il momento per iniziare: la pianta rallenta il metabolismo, la formazione delle radici si blocca, con alta probabilità di marcire.
Come fare la talea di oleandro
Serve un ramo dell’anno, sano, robusto, lungo intorno ai 25 centimetri. Meglio scartare i rami troppo teneri (marciscono) e quelli troppo vecchi e legnosi (radicano male).
Il taglio va fatto con una forbice ben pulita, subito sotto un nodo, che è la piccola prominenza da cui spuntano le foglie. È da lì che si formeranno più facilmente le radici. Le foglie sulla parte bassa vanno rimosse (lasciamo solo le due o tre foglie apicali), e quelle rimaste possono anche essere accorciate a metà, per ridurre la traspirazione mentre la piantina non ha ancora radici sue. Non dimentichiamo di rimuovere il lattice che scorre dalle ferite, quando procediamo con il risciacquo della base delle talee.
A questo punto si mette la base del ramo in un bicchiere con acqua non calcarea, si posiziona in una zona luminosa ma senza sole diretto, si cambia l’acqua ogni tre o quattro giorni. Nel giro di due settimane iniziano a comparire le prime radici bianche. Quando raggiungono i due-tre centimetri, la talea può essere trasferita nel vaso con terriccio.
I consigli da seguire
Una cosa che non va mai dimenticata: tutte le parti dell’oleandro sono tossiche. Foglie, fiori, rami, linfa. Si lavora sempre con i guanti, si tengono lontani i bambini piccoli, si evita di toccarsi occhi o bocca durante l’operazione. Non è una pianta pericolosa da avere in giardino, ma quando si effettuano le operazioni di cura e manutenzione, un minimo di attenzione è dovuto.
Sul luogo dove tenere le talee in radicazione, l’oleandro ama la luce e il caldo, ma odia il sole diretto nei primissimi mesi di vita. Un balcone luminoso esposto a nord, o un angolo del giardino sotto un albero a chioma leggera, sono ottime scelte. Le temperature ideali per la radicazione oscillano tra i 20 e i 25 gradi.
Quando la piantina ha sviluppato un buon apparato radicale e mostra nuovi germogli in cima, di solito dopo un paio di mesi, si può iniziare a pensare al trapianto in un vaso più grande o direttamente in piena terra, se il clima lo consente. Il momento migliore per portarla in giardino è la primavera successiva, marzo-aprile, quando il freddo è passato ma il caldo estivo non ancora arrivato. La posizione ideale è al sole pieno, in un terreno ben drenato.