Un giardino può essere un atto di controllo o un atto di fiducia nella natura, e si vede anche da un vaso sul balcone

Dalla simmetria assoluta di Versailles al disordine studiato del giardino romantico inglese, due filosofie opposte che continuano a raccontare, ancora oggi, come scegliamo di vivere anche i nostri spazi più piccoli

Foto di Sabia Romagnoli

Sabia Romagnoli

Designer del prodotto industriale

Designer del prodotto industriale, ama analizzare tendenze e soluzioni innovative ed è sempre alla ricerca di idee per rendere unici gli spazi.

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Ci sono due modi di intendere un giardino, e sono agli antipodi. Da una parte la geometria assoluta di Versailles, dove ogni siepe è tagliata con la riga e ogni vialetto conduce a una prospettiva calcolata al millimetro. Dall’altra il disordine apparente, ma studiatissimo, del giardino all’inglese, dove sentieri curvi e piante “spontanee” imitano la natura fino a farla sembrare non progettata.

Non è solo storia del paesaggismo: sono due visioni del mondo opposte, che ancora oggi influenzano il modo in cui progettiamo i nostri spazi verdi.

Il giardino alla francese, il trionfo del controllo

Palazzo francese con parterre in bosso disegnato a motivi geometrici, statua centrale e alberi a cono potati ai lati
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Simmetria e prospettiva diventano strumenti di potere: il giardino alla francese comunica il controllo assoluto sulla natura

Nato nel Seicento con André Le Nôtre e portato all’apice a Versailles, il giardino alla francese è un manifesto illuminista prima ancora che estetico: la natura viene domata dalla ragione, simmetria e prospettiva diventano strumenti di potere, letteralmente. Un giardino così ordinato comunicava il controllo assoluto del sovrano su tutto ciò che lo circondava.

Siepi di bosso tagliate a filo, parterre disegnati come ricami, fontane allineate su assi perfetti: qui nulla è lasciato al caso, e la bellezza nasce proprio dalla prevedibilità.

Il giardino all’inglese, la messa in scena del disordine

Cottage in pietra ricoperto di rose bianche rampicanti, sedia pieghevole in legno sul prato e vaso in terracotta
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Lasciare che i rampicanti crescano con più libertà è lo spirito del giardino all’inglese, che cerca la sorpresa più che la certezza

Un secolo dopo, in reazione a tutto questo, nasce il giardino all’inglese: colline dolci, laghetti dai bordi irregolari, alberi disposti “come se” fossero cresciuti da soli. È un paradosso affascinante: per ottenere quell’aria di naturalezza spontanea serviva in realtà un progetto altrettanto sofisticato di quello francese, solo mascherato meglio.

Giardino con siepi di bosso basse e squadrate, fiori viola e alberi da frutto, muro in mattoni con porta bianca sullo sfondo
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Nel giardino all’inglese sentieri curvi e piante spontanee imitano la natura fino a farla sembrare non progettata

Qui il messaggio è opposto: non il controllo dell’uomo sulla natura, ma l’armonia (apparente) tra i due, in perfetta sintonia con l’ideale romantico che stava per affermarsi in tutta Europa.

Due modi opposti di vivere lo spazio esterno

Cortile di cottage blu con bandierine decorative, aiuola rialzata in mattoni fiorita e sedie in metallo colorate
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È un’estetica che comunica libertà attraverso la stratificazione: nulla sembra progettato a tavolino

Le differenze tra i due stili non riguardano solo la disposizione delle piante, ma un intero modo di intendere il rapporto con lo spazio e con il tempo. Chi ama il giardino alla francese predilige in genere anche altri ambiti della vita organizzati con la stessa logica: una vacanza pianificata nei dettagli, una tavola apparecchiata con cura quasi rituale, un terrazzo con vasi allineati per altezza e colore e piante potate con regolarità. È un’estetica che comunica sicurezza attraverso la ripetizione e la simmetria, e che in un piccolo spazio urbano si traduce in linee pulite, pochi elementi ma scelti con precisione, un ordine visivo che mette a proprio agio anche in pochi metri quadrati.

Chi si riconosce invece nel giardino all’inglese tende a cercare la sorpresa più che la certezza: una vacanza decisa giorno per giorno, un buffet informale dove ognuno si serve quando vuole, un balcone dove i rampicanti crescono un po’ dove vogliono e i vasi hanno forme e altezze diverse tra loro. È un’estetica che comunica libertà attraverso la stratificazione: nulla sembra progettato a tavolino, anche se, come insegna la storia stessa del giardino all’inglese, dietro quella naturalezza c’è quasi sempre un pensiero attento. È lo stesso spirito che oggi si ritrova nel Chaos Gardening, la spontaneità controllata che sta conquistando giardini e terrazzi.

Applicare lo stile, non solo riconoscerlo

Giardino con siepi potate a forma tondeggiante tra alberi maturi, foglie autunnali sparse sul terreno
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Per ottenere quell’aria di naturalezza spontanea serviva in realtà un progetto sofisticato quanto quello francese, solo mascherato meglio

La buona notizia è che questi due linguaggi non sono riservati alle grandi tenute storiche, e non serve scegliere per sempre: si può prendere il meglio dell’uno o dell’altro a seconda dell’ambiente e del momento.

Se ti piace di più l’idea della simmetria e del controllo, allora vale la pena investire in vasi identici allineati su una ringhiera, una pergola con struttura geometrica netta, piante potate con regolarità come bosso, lavanda tagliata a cuscino o agrumi in vaso disposti in fila.

Se invece ti piace di più l’idea della sorpresa e della naturalezza, allora conviene lasciare che rampicanti ed erbe aromatiche crescano con più libertà, mescolare vasi di forme e altezze diverse, e privilegiare fioriture spontanee come rose antiche o gerani rampicanti rispetto a piante scultoree e ordinate. Non esiste uno stile giusto: esiste solo quello che, guardando fuori dalla finestra la mattina, ti fa sentire davvero a casa.