Castel Gandolfo, i giardini segreti del Papa. Con fattoria didattica

A Castel Gandolfo, residenza estiva dei Papi da secoli, ci sono angoli preziosi fatti di storia e natura rigogliosa.

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Mirangela Cappello

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Da secoli Castel Gandolfo è famoso in tutto il mondo per essere la residenza estiva dei Pontefici. Un luogo riservato dove il ritmo della vita può rallentare, concedendo tempi più dilatati e spazi verdi per ossigenare mente e corpo.

Ma dietro le mura delle Ville Pontificie non c’è solo il buèn retiro per le alte cariche della Santa Sede. Di fatti, Castel Gandolfo offre un patrimonio fatto di giardini storici, resti archeologici, serre, boschi, aziende agricole e paesaggi modellati nei secoli.

E da qualche anno, per nostra somma fortuna, una parte consistente della location è diventata accessibile a tutti. Si tratta di un ampio angolo della proprietà, che include i maestosi Giardini Barberini, dove mura, natura e sostenibilità convivono in modo ottimale.

In più, la recente nascita di Borgo Laudato Si’ e Tenuta Mosaico hanno ampliato il valore culturale delle Ville Pontificie, trasformandole in un laboratorio dedicato all’educazione ambientale e alla biodiversità. Ecco cosa sapere su questo pittoresco spazio affacciato sul Lago Albano, orgoglio dei Castelli Romani.

Castel Gandolfo: cenni storici e dove si trovano le Ville Pontificie

Castel Gandolfo affaccio Lago Albano
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La posizione di Castel Gandolfo è strategica: è posta a una discreta altezza con affaccio sul Lago Albano, offrendo un clima fresco e aria pulita

Le Ville Pontificie sorgono a Castel Gandolfo, sul versante occidentale del Lago Albano, all’interno del Parco Regionale dei Castelli Romani. Il complesso si sviluppa su circa 55 ettari e comprende edifici storici, giardini monumentali, aree agricole e zone archeologiche.

La presenza dei Papi risale al XVII secolo. Nel 1626, Papa Urbano VIII Barberini trasformò il Palazzo Apostolico nella residenza estiva ufficiale dei Pontefici, affidando il progetto all’architetto Carlo Maderno, uno dei protagonisti del Barocco romano.

La scelta del luogo non fu casuale: l’altitudine garantiva un clima fresco e aria più pulita rispetto a Roma durante l’estate. In più, lo scenografico panorama sul lago rendeva il luogo ideale per il riposo o il lavoro a ritmi più contenuti.

Nel corso dei secoli quasi tutti i Pontefici hanno scelto Castel Gandolfo come rifugio estivo. Ma durante la Seconda guerra mondiale il complesso ha avuto anche un ruolo umanitario fondamentale, accogliendo migliaia di sfollati e offrendo protezione a numerose famiglie in fuga dai bombardamenti.

I giardini segreti del Papa: origini, architettura e paesaggio

Castel Gandolfo scorcio giardini papali
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I bellissimi giardini segreti papali, orgoglio di Castel Gandolfo, sono frutto di una stratificazione progettuale che rende il paesaggio suggestivo

I cosiddetti “giardini segreti” rappresentano una delle parti più affascinanti delle Ville Pontificie. Il termine deriva dalla tradizione rinascimentale e barocca dei giardini riservati, concepiti come spazi privati destinati alla meditazione e al riposo.

Dal punto di vista paesaggistico convivono differenti epoche progettuali: da una parte i giardini formali con siepi geometriche, fontane e terrazze panoramiche, dall’altra aree di gusto romantico, boschetti, viali alberati e scorci che valorizzano il paesaggio vulcanico dei Colli Albani.

In loco troviamo anche i resti della Villa di Domiziano, costruita nel I secolo d.C. dall’imperatore romano. Le Ville Pontificie, infatti, sorgono proprio sopra parte dell’antica residenza imperiale, integrando testimonianze archeologiche con il successivo sviluppo rinascimentale e barocco.

Tra gli spazi più noti si incontrano:

  • il Giardino del Moro, caratterizzato da una composizione geometrica tipica del giardino all’italiana;
  • il Viale delle Rose, che accompagna il visitatore lungo una prospettiva studiata per valorizzare il paesaggio;
  • il Belvedere sul Lago Albano, uno dei punti panoramici più scenografici dell’intero complesso.

L’intervento umano, tuttavia, non ha mai cancellato del tutto la vegetazione originaria, creando un equilibrio tra progetto architettonico e ambiente naturale che costituisce oggi uno dei principali motivi di interesse del sito.

Borgo Laudato Si’: il progetto dedicato all’ecologia integrale

Castel Gandolfo fattoria didattica
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Da pochi anni a Castel Gandolfo c’è anche una fattoria didattica, parte del progetto di Borgo Laudato Si, voluto da Papa Francesco

Se dal 2014 l’accesso ai Giardini Barberini e parte delle Ville Pontificie è diventato possibile a tutti, è dal 2023 che Castel Gandolfo si è davvero aperto al mondo. È questo l’anno di nascita di Borgo Laudato Si’, voluto da Papa Francesco e ispirato all’enciclica omonima.

L’obiettivo del borgo non era soltanto conservare il patrimonio naturale, ma trasformare Castel Gandolfo in un centro internazionale dedicato alla formazione ambientale, alla ricerca e alla diffusione della cultura della sostenibilità.

Il borgo riunisce diverse realtà già presenti nella tenuta, mettendo in relazione agricoltura, tutela della biodiversità, educazione e innovazione. L’idea è quella di dimostrare come la cura del paesaggio possa essere uno strumento concreto di sviluppo culturale e sociale.

Ogni anno si organizzano percorsi guidati, laboratori, incontri divulgativi, attività educative e iniziative dedicate a scuole, famiglie e gruppi. Gli appuntamenti possono variare in base alla stagione e ai programmi della Santa Sede, ma sono sempre consultabili dal sito ufficiale.

La Tenuta Mosaico e la fattoria didattica

All’interno del Borgo Laudato Si’ trova spazio anche la Tenuta Mosaico, una delle novità più interessanti del progetto. Il nome richiama l’idea di un paesaggio composto da ecosistemi distinti che convivono in armonia.

Per cui troviamo aree coltivate, pascoli, frutteti, orti, zone boschive e habitat destinati alla fauna locale. La fattoria didattica rappresenta il cuore educativo della tenuta, un laboratorio a cielo aperto dove comprendere i principi dell’agricoltura sostenibile e della tutela della biodiversità.

Le attività proposte possono comprendere:

  • percorsi dedicati agli ecosistemi agricoli;
  • laboratori sull’alimentazione sostenibile;
  • osservazione delle coltivazioni biologiche;
  • esperienze dedicate agli animali, allevati secondo criteri di benessere;
  • incontri sulla conservazione delle varietà vegetali autoctone.

La filosofia della Tenuta Mosaico riflette il concetto di ecologia integrale promosso dalla Santa Sede, nel quale ambiente, cultura e comunità sono considerati elementi inseparabili.

Come visitare Castel Gandolfo, i giardini e il Borgo Laudato Si’

Le Ville Pontificie sono visitabili attraverso percorsi organizzati dai Musei Vaticani, che gestiscono gli ingressi e le prenotazioni. Sono disponibili differenti modalità di visita, tra cui:

  • il percorso del Palazzo Apostolico;
  • la visita ai Giardini Pontifici;
  • itinerari combinati che comprendono anche il Borgo Laudato Si’ e le nuove aree dedicate alla sostenibilità;
  • visite guidate con mezzi ecologici lungo parte della tenuta.

Le modalità possono cambiare nel corso dell’anno, così come gli orari e gli eventi speciali. Per questo motivo conviene verificare la disponibilità sul portale ufficiale dei Musei Vaticani prima di programmare la visita.

La primavera e l’inizio dell’autunno rappresentano forse i periodi migliori per apprezzare la fioritura dei giardini o il foliage nel paesaggio dei Colli Albani, evitando le giornate più calde dell’estate.

Curiosità storiche che rendono unico Castel Gandolfo

Castel Gandolfo storia
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Le prime presenze dei Papi a Castel Gandolfo risalgono ai tempi di Urbano VIII Barberini, ma nel corso dei secoli la struttura non è stata solo residenza della Santa Sede

Al valore artistico e paesaggistico, Castel Gandolfo unisce anche episodi storici poco conosciuti. Nel corso del pontificato di Pio XII, il Palazzo Apostolico, come accennato, ha ospitato migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra.

All’interno delle Ville Pontificie nacquero persino numerosi bambini, tanto che alcune stanze della residenza furono trasformate in reparti di maternità, per gestire la situazione.

Un’altra curiosità riguarda l’estensione del complesso: i 55 ettari delle Ville Pontificie risultano più ampi della stessa Città del Vaticano, rendendoli una delle proprietà territoriali più vaste appartenenti alla Santa Sede.

In ultimo, la fondazione di Borgo Laudato Si’ rappresenta una svolta significativa nella storia del luogo. Uno spazio nato come residenza privata dei Papi si apre oggi alla divulgazione scientifica e all’educazione ambientale, senza perdere il proprio valore storico e architettonico.