Come riciclare i rifiuti con la raccolta differenziata

Per salvaguardare l’ambiente bisogna saper svolgere correttamente la raccolta differenziata: ecco alcuni consigli per riciclare nel modo giusto

Sono sempre di più le persone che effettuano la raccolta differenziata, una buona pratica che ha come scopo la divisione dei rifiuti riciclabili da quelli che devono essere smaltiti nelle discariche, impianti dal forte impatto ambientale. Così facendo si ottiene una riduzione della quantità dei materiali destinati alle discariche e tutto ciò che può essere riciclato ha nuova vita trasformandosi in nuovi oggetti. Ovviamente, per far si che tutto questo sia possibile, deve esserci una cooperazione tra la pubblica amministrazione, che deve garantire la presenza di un programma, operatori ecologici, strutture e impianti per il riciclo e il trattamento dei rifiuti, e i cittadini, che devono adoperarsi per eseguire la raccolta differenziata. Ma siamo sicuri che venga fatta sempre nel modo corretto? Per quanto possa sembrare semplice e scontata, infatti, sono tanti gli errori che vengono commessi. In questo articolo cercheremo di fornirvi una breve guida su come fare la raccolta differenziata nel modo giusto, ma prima cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta e perché è importante farla.

Raccolta differenziata: cos’è e a cosa serve?

Ogni giorno, nelle nostre case, produciamo una grande quantità di rifiuti. Il nostro dovere, in quanto cittadini, è quello di separarli nel modo corretto facendo la raccolta differenziata, distinguendo così tra i materiali che vanno riciclati e quelli che vanno smaltiti. I primi possono essere recuperati e avere nuova vita, mentre i secondi sono destinati alle discariche o agli inceneritori. Ma perché è importante fare la differenziata? I rifiuti sono un’alta fonte di inquinamento, per cui più ne produciamo più contaminiamo l’ambiente. Ma, grazie alla raccolta differenziata, possiamo dare il nostro contributo riciclandoli: ciò che è vecchio può trasformarsi in qualcosa di nuovo.

Un’alternativa al classico e al più facile, ma anche più inquinante smaltimento dei rifiuti che provoca emissioni di gas a effetto serra. Questo implica l’uso di meno discariche e strutture per il trattamento dei rifiuti, ma soprattutto un maggiore risparmio e un impiego efficiente delle materie prime da utilizzare per le nuove produzioni. Ma come svolgerla nel modo corretto? In realtà non esiste una vera e propria regola per la raccolta differenziata in quanto può variare da comune a comune. Infatti, un buon consiglio è di visitare il sito del proprio paese per imparare le linee guida.

Tuttavia, nel 2017, è stata pubblicata la norma UNI 11686, il cui scopo è di uniformare e facilitare la raccolta a livello nazionale, proponendo colori, simboli e indicazioni per distinguere i bidoni. Ma per chi ancora non ne dispone, può trovare in commercio diversi tipi di pattumiera differenziata con uno o più scomparti, grande o piccola, per interno o per esterno, per facilitare la raccolta. Inoltre, ogni rifiuto ha anche il suo sacchetto: sacchi di plastica trasparente per la plastica, buste di carta per la carta e buste biodegradabili per l’umido. Il vetro, invece, va buttato nelle campane. Ma addentriamoci meglio nell’argomento e vediamo come fare la raccolta differenziata nel modo giusto e alcuni consigli per riciclare correttamente.

Dove si butta e cosa va nella plastica?

Sicuramente la plastica è tra i rifiuti che produciamo di più, ma anche tra quelli maggiormente riciclabili. Infatti, può essere riutilizzata per creare: vestiti, contenitori, occhiali e così via. Secondo la norma UNI 11686, la plastica va gettata nel contenitore giallo o nei sacchetti di plastica trasparenti. Possiamo buttarci:

  • le bottiglie, i tappi e i sacchetti di plastica
  • i vasetti dello yogurt
  • le confezioni della pasta, delle merendine e delle caramelle
  • i sacchetti delle patatine o dei salatini
  • i pacchetti del caffè
  • i flaconi dei detersivi o dei prodotti per l’igiene
  • le vaschette e i sacchetti per gli alimenti
  • le pellicole dei giornali e delle riviste

Prima di gettare i contenitori di plastica, è importante rimuovere eventuali etichette, lavarli e pulirli per evitare che ci siano residui organici.

Dove si butta e cosa va nel vetro?

Anche il vetro è un rifiuto che può essere riciclato: dopo essere stato fuso, viene utilizzato per creare nuovo vetro e altri materiali. Secondo la norma UNI 11686, il vetro va gettato nel contenitore verde o in alternativa va buttato nelle apposite campane. In entrambi i casi non deve essere avvolto in sacchetti di plastica. Possiamo buttarci:

  • le bottiglie in vetro
  • i bicchieri
  • i barattoli e i vasi
  • i vetri rotti

Anche in questo caso, è importante lavare e pulire i contenitori prima di gettarli di modo che non contengano liquidi.

Dove si butta e cosa va nella carta?

Ogni giorno buttiamo via una grande quantità di carta e cartone, un materiale da cui si può ottenere altra carta riciclata utilizzata per libri, riviste, quaderni e così via. Secondo la norma UNI 11686, la carta e il cartone vanno gettati nel contenitore blu o in apposite buste di carta. Possiamo buttarci:

  • i giornali e le riviste
  • i libri e i quaderni
  • i fogli usati
  • le scatole
  • i cartoni del latte e dei succhi di frutta
  • gli imballaggi di carta e cartone

Prima di gettare scatole e scatoloni, è consigliabile pulirli, appiattirli e comprimerli perché non occupino troppo spazio all’interno della pattumiera.

Dove si buttano e cosa va nei metalli?

In questo caso parliamo per lo più di alluminio e acciaio, due materiali al 100% riciclabili e, proprio per questo, che devono essere raccolti e portati nei centri adibiti al loro recupero. In realtà non c’è una regola univoca per quanto riguarda la loro raccolta. Solitamente, infatti, si buttano con altri materiali in base al comune di residenza. Tuttavia, secondo la norma UNI 11686, i metalli dovrebbero essere gettati nel contenitore turchese. Possiamo buttarci:

  • le lattine
  • i fogli in alluminio per alimenti
  • le bombolette spray non infiammabili
  • le scatolette degli alimenti
  • i coperchi dello yogurt
  • i tappi e le capsule
  • i tubetti

Come nel caso della plastica e del vetro, i rifiuti di metallo vanno lavati e puliti prima di essere buttati via.

Dove si butta e cosa va nell’umido?

L’umido identifica tutti quei rifiuti di natura organica che, se ben differenziati, rappresentano un’importante risorsa. Si possono trasformare in compost per i campi, in materiale per edilizia, in fondo per il manto stradale e altro ancora. Secondo la norma UNI 11686, l’umido va gettato nel contenitore marrone o in appositi sacchetti biodegradabili. Possiamo buttarci:

  • gli avanzi di cibo
  • gli scarti e gli alimenti scaduti
  • le ceneri (se in piccole quantità)
  • i sacchetti del tè e i fondi del caffè
  • tovaglioli e fazzoletti di carta usati

Una volta gettati i rifiuti organici nei sacchetti assicurarsi che siano ben chiusi per evitare perdite.

Dove si butta e cosa va nell’indifferenziata?

Nell’indifferenziata vanno tutti quei rifiuti che non rientrano nelle categorie precedenti e che non possono essere riciclati. Infatti, il loro destino è identificato con una discarica. Secondo la norma UNI 11686, l’indifferenziata va gettata nel contenitore grigio. Possiamo buttarci:

  • i materiali unti e sporchi, come il cartone della pizza, la carta oleata o da forno
  • i piatti e le posate di carta usati
  • i tovaglioli e i fazzoletti con stampe colorate o simili alla stoffa
  • gli scontrini e le etichette
  • i cd, i dvd e le videocassette
  • i giocattoli rotti
  • i bicchieri, le tazze e i piatti di ceramica
  • i sacchetti dell’aspirapolvere
  • gli spazzolini, il tubetto del dentifricio, i cotton fioc e i cosmetici
  • i pannolini e gli assorbenti
  • i mozziconi delle sigarette, i sigari e le gomme da masticare
  • alcuni oggetti di uso domestico, come penne e nastro adesivo

E gli altri tipi di rifiuti?

Ad esempio, dove si butta il tetrapak? La raccolta varia da comune a comune: alcuni lo gettano nella carta, altri nella plastica con tappo aggiunto e altri ancora consigliano di separare le singole parti (carta, alluminio e plastica) per gettarle nel giusto recipiente. In ogni caso, è buona cosa lavare e pressare il contenitore prima di buttarlo via. Dove si butta il polistirolo? Anche in questo caso, come per il precedente, la raccolta varia da comune a comune: alcuni lo gettano nella plastica, mentre altri nell’indifferenziata. Bisogna, quindi, informarsi sulle linee guida del comune in cui vivete. Dove si butta il legno?

Ci sono due possibilità in questo caso: portare i rifiuti direttamente presso le isole ecologiche, ovvero centri attrezzati per la raccolta differenziata, o fare affidamento al servizio a domicilio che prevede il ritiro dei materiali non segnalati nel calendario della raccolta differenziata. Come per il legno, anche i rifiuti ingombranti (mobili, tavoli, divani) e i rifiuti elettronici (elettrodomestici, lampade, neon) e persino i vestiti seguono lo stesso iter per la raccolta. Infine, dove si buttano i rifiuti speciali? Con essi intendiamo pile, batterie, cartucce, farmaci scaduti, oli usati, contenitori con residui di vernice. Questi devono essere buttati in appositi contenitori o campane posti nel territorio comunale. In alternativa, lo smaltimento può avvenire con servizio a domicilio.

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