Il Castello di Santa Severa, il maniero medievale con la torre saracena baciato dal mare

A Santa Marinella sorge il Castello di Santa Severa, con il suo borgo medievale e la maestosa torre saracena: ma la storia del complesso affonda le radici nel 700 a.C.

Foto di Mirangela Cappello

Mirangela Cappello

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A pochi passi da Civitavecchia, nel Lazio, c’è la deliziosa località di Santa Marinella, dove sorge il maestoso Castello di Santa Severa. La fortezza medievale, affacciata sul Mare Tirreno, è parte di un borgo che è oggi uno degli scenari più suggestivi della costa romana.

Qui, sotto le strutture medievali, sopravvivono le tracce di Pyrgi, antico porto etrusco legato a Caere, l’odierna Cerveteri, con il successivo insediamento romano. Il risultato è un luogo stratificato, nel quale architettura militare, archeologia e paesaggio dialogano in modo straordinario.

Ma il dettaglio capace di rendere subito riconoscibile il complesso è lei, la pittoresca Torre Saracena, che sembra quasi sorgere dal mare. È una costruzione nata nell’alto Medioevo, trasformata nei secoli e collegata alla Rocca da un ponte a circa 20 metri d’altezza.

E se gli anni a cavallo del 1000 hanno reso celebri il Castello e il suo borgo, le origini di questo complesso, come già accennato, vanno indietro fino al 700 a.C.

Castello di Santa Severa, una storia antica

Castello Santa Severa la storia
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Se il Castello di Santa Severa ha origini medievali, il luogo su cui sorge racconta una storia più antica

Per comprendere davvero il Castello di Santa Severa bisogna arretrare di qualche secolo rispetto al Medioevo. Il promontorio su cui sorge era infatti occupato da Pyrgi, uno dei principali porti di Caere, fondato dagli Etruschi intorno al VII secolo a.C.

Qui Etruschi, Fenici, Greci e Cartaginesi erano di casa, avviando e mantenendo i propri scambi commerciali e culturali nel Mediterraneo. In epoca romana l’area venne poi trasformata in un castrum, un accampamento militare di cui ancora oggi sono riconoscibili alcune strutture nelle mura e negli ambienti.

Ma la storia del luogo non si interrompe con la fine dell’Impero. Tra l’XI e il XIII secolo Santa Severa fu legata alle grandi istituzioni ecclesiastiche del Lazio, passando dall’abbazia di Farfa a San Paolo fuori le mura. Nel XIII secolo entrò nella sfera delle famiglie nobili romane.

La configurazione del maniero che conosciamo oggi, però, risale soprattutto al XIV secolo, quando si definì l’impianto rettangolare con torri angolari e fossato. Una svolta importante arrivò nel 1482, quando papa Sisto IV affidò il complesso all’Ordine Ospedaliero di Santo Spirito, che ne mantenne la proprietà per circa cinque secoli, fino al 1980.

Tra Cinquecento e Seicento il castello divenne anche luogo di sosta per diversi pontefici, tra cui Leone X, Gregorio XIII, Sisto V e Urbano VIII. È proprio in questa fase che la fortezza acquisì anche una dimensione più rappresentativa.

Nel 1633, in occasione della visita di Urbano VIII, furono realizzati interventi che resero più monumentale l’accesso al borgo. Sul lato verso il mare fu anche creato un maestoso giardino di agrumi, nato per ingentilire il volto del castello.

L’inserimento di questo angolo verde è un dettaglio interessante, perché segna un punto di svolta. Il maniero smetteva di svolgere solo funzione difensiva e diventava anche un luogo di soggiorno e rappresentanza.

La nascita della Torre Saracena

Castello Santa Severa Torre Saracena
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La Torre Saracena fu denominata così per il suo ruolo di controllo del litorale contro gli attacchi dei pirati saraceni

La Torre Saracena è forse l’elemento architettonico più scenografico dell’intero complesso, ma anche quello che richiede qualche precisazione storica. In origine il suo nome era Torre del Castello e rappresentava il “maschio”, cioè il principale elemento fortificato della Rocca.

La costruzione risalirebbe alla metà del IX secolo, per volontà di papa Leone IV. La denominazione “saracena” è invece successiva e deriva dalla funzione di avvistamento e controllo del litorale, importante per individuare le imbarcazioni dei pirati saraceni.

La torre cilindrica che vediamo oggi è il risultato di numerosi rifacimenti: la sua configurazione definitiva appartiene soprattutto ai secoli XVI e XVII, quando furono aggiunti anche elementi decorativi e difensivi come i beccatelli e le caditoie.

Il rapporto con la Rocca è altrettanto caratteristico. Le due strutture sono unite da un ponte posto a circa 20 metri d’altezza, oggi ancora percorribile durante le visite.

All’interno della torre si trovano tre ambienti circolari sovrapposti e una terrazza superiore, la cosiddetta piazza d’Armi, dalla quale il panorama abbraccia il litorale e l’entroterra fino ai Monti della Tolfa e alla zona di Cerveteri.

Com’è fatto il borgo medievale di Santa Severa

Castello Santa Severa Maria Assunta
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Uno dei luoghi più interessanti del borgo è la Chiesa di Santa Maria Assunta, sorta nel XVI secolo

Il fascino del Castello di Santa Severa non dipende soltanto dalla Rocca. Attorno alla fortezza si è sviluppato infatti un borgo medievale fortificato, cresciuto per successive fasi edilizie. Un focus point è la Chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XVI secolo.

Il borgo presenta una pianta rettangolare con torri agli angoli, mentre la cerchia muraria fu ampliata nel tempo fino a comprendere un ulteriore anello turrito e merlato, preceduto dal fossato.

La stratificazione è interessante dal punto di vista architettonico, perché permette di leggere il complesso non come un edificio costruito in un’unica epoca, ma come un organismo che ha cambiato forma in risposta alle esigenze del territorio.

Le mura romane convivono con le strutture medievali, gli ambienti religiosi con quelli militari, mentre gli interventi rinascimentali e seicenteschi hanno introdotto una maggiore cura alla rappresentanza e alla qualità degli spazi.

Anche gli interni raccontano questa evoluzione. Il Museo del Castello, ospitato nella Rocca, conserva reperti e testimonianze che permettono di ricostruire la vita del complesso attraverso i secoli.

Sono stati, inoltre, valorizzati ambienti come la cucina e la mensa medievale, dove gli oggetti rinvenuti negli scavi aiutano a restituire un’immagine concreta della quotidianità del borgo.

A completare il percorso culturale c’è il Museo del Mare e della Navigazione Antica, istituito nel 1994, con sette sale e oltre cento reperti dedicati all’archeologia subacquea e alla navigazione, con uno sguardo dettagliato sui fondali dell’antico porto di Pyrgi.

Castello di Santa Severa oggi

Castello Santa Severa panorama marittimo
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Da qualche anno il Castello di Santa Severa è visitabile, trasformandosi da bene non accessibile a patrimonio storico fruibile dal pubblico

Il maniero è oggi un luogo visitabile, passando negli anni da patrimonio storico poco accessibile a vero polo culturale del litorale. Con l’acquisizione dei beni da parte della Regione Lazio, dopo la soppressione dell’ente ospedaliero, il complesso è stato riaperto.

Dal 2014 è iniziata una nuova fase di valorizzazione e dall’aprile 2017 il castello è diventato fruibile dal pubblico, anche grazie al programma Art Bonus. La Regione Lazio ne detiene la proprietà, mentre la gestione è affidata a LAZIOcrea.

Il programma di valorizzazione invece prosegue con interventi di manutenzione, restauro e recupero. Nel 2026 la Regione ha infatti approvato nuovi lavori sul complesso monumentale, con interventi previsti anche per il recupero e la conservazione del patrimonio.

Il fascino di Santa Severa è quindi destinato a durare, attraversando secoli di storia nello stesso luogo: dalle banchine dell’antica Pyrgi alle mura romane, dal borgo medievale alla fortezza papale, fino agli spazi museali contemporanei.