Contouring: vizi e virtù della tecnica del momento

Lanciata da Kim Kardashian questa tecnica di make up non sempre vi rende più belle

Siate belle, ma rimanete voi stesse. La premessa, doverosa, nasce dalla ricerca esasperata, ossessiva, di una performance estetica che arriva all’eccesso. Prendiamo la ricerca di quella tridimensionalità dei volumi del viso che ha assunto le forme di una moda eccessiva. Sono le conseguenze del contouring e di quell’inflazione di tutorial, testi e prodotti che vengono propinati anche alle giovanissime frequentatrici di profumerie, siti specializzati, piattaforme digitali alla ricerca di un make up che le valorizzi e che – magari – camuffi qualche difetto. Con il rischio che quelle particolarità vengano celate, omologandoci.

Il contouring è una tecnica avanzata di make-up che consente, attraverso un sapiente uso di illuminanti, terra e fondotinta (fluido, in particolare) di minimizzare i difetti del nostro volto, esaltandone la bellezza. Presentata così, parrebbe una tecnica prodigiosa rivolta a chi, banalizzando, vorrebbe apparire con un naso più snello o con zigomi più accentuati. E così è, purché lo si sappia fare bene perché l’effetto maschera di cera risulta sempre in agguato, quando valutiamo delle tecniche così sofisticate e di largo uso per shooting fotografici e trucco televisivo.

Ribadito che il risultato è interessante (prendiamo come modello Kim Kardashian, il cui look è copiato dalle giovanissime), va asserito che vanno scelti prodotti appositi, nelle tonalità corrette. L’illuminante andrebbe acquistato di uno o due toni più chiaro rispetto alla carnagione e abbinato a una terra opaca che, al contrario, vi consigliamo di comprare più scura rispeto al dovuto. Al momento dell’acquisto, oltre a ribadire che i vostri prodotti sono destinati a questo uso, prestate attenzione a quelli che combinerete (una buona crema di base, copriocchiaie, blush, etc) per raggiungere in maniera più efficace il vostro obiettivo.

Vi ricordiamo che esistono prodotti specifici per il contouring, anche minerale e che altrettanto importante è la selezione dei pennelli da usare. Ogni pennello ha un senso, figuriamoci quando si prova a eseguire una tecnica che impone di sfumare, sfumare, sfumare.

L’effetto drammatico, teatrale, intenso non dovrà risultare disturbante: la distribuzione dei prodotti illuminanti va limitata all’arcata sopraccigliare, alla parte alta degli zigomi e al naso (solo per correggerne alcuni difetti, come la larghezza), mentre la terra opaca va distribuita sulle zone che tendono a costruire tridimensionalità con attenzione alla fronte e alla forma del viso.

Per celerità, infatti, nella riproduzione casalinga si trascura questa componente fondamentale per capire come giocare sulle ombre e sulle luci. La cosa migliore da fare, per ovviare a questo inconveninte, è documentarsi e studiare proprio le forme e come si può intervenire per mantenere inalterate le caratteristiche individuali e camuffare qualche difettuccio. Nota a margine: questa tecnica richiede attenzione ai particolari e applicazione. Provate e riprovate, cercando il giusto equilibrio.

Fonte: DiLei

Contouring: vizi e virtù della tecnica del momento