Greta Thunberg: l’attivista che ha scosso la coscienza del mondo

Una quindicenne svedese sale sul palco della COP24. Il suo discorso è potente quanto l'urlo delle migliaia di ragazzi che rappresenta

Sabato 16 dicembre 2018 è terminata la COP24, la Conferenza sul cambiamento climatico organizzata dalle Nazioni Unite a Katowice, in Polonia. L’obiettivo era quello di decidere i criteri con cui misurare le emissioni di anidride carbonica, studiando le misure più efficaci per contrastare il cambiamento climatico nel mondo.

Un cambiamento sicuramente è avvenuto, ed è stato ciò che in questa edizione ha davvero fatto la differenza. Una giovanissima attivista quindicenne, Greta Thunberg, è intervenuta, puntando il dito verso i leader e i diplomatici presenti, sorprendendo il pubblico.

“Ho imparato che non si è mai troppo piccoli per fare la differenza, dice, portando ad un profondo momento di riflessione su quanto ancora si possa fare in tempo a modificare le cose. L’indifferenza, in questi casi, non si rivela una soluzione, poiché sta solo contribuendo a non offrire un futuro certo alle prossime generazioni.

Coraggiosa, combattiva e matura, la giovane è partita dalla sua terra natale, la Svezia, in qualità di portavoce del movimento giovanile mondiale per il clima. I ragazzi, infatti, considerano questo tema come uno dei perni centrali per sviluppare un futuro migliore. Non c’è altra strada per l’umanità che non sia quella che persegue gli obiettivi del risanamento climatico.

Greta non chiede aiuto ai leader, ma, piuttosto porta un messaggio: “qualcosa sta cambiando, che vi piaccia o no”, e si riferisce proprio alle trasformazioni delle energie rinnovabili e all’attuazione delle nuove politiche. Finalmente sarà davvero il potere del popolo a muovere le fila e le regole per poter salvare il mondo. Il tempo è davvero poco, i rischi si moltiplicano di giorno in giorno, ma i cittadini saranno all’altezza di una sfida così ambiziosa.

La Thunberg non era nuova ai diplomatici internazionali, infatti, aveva precedentemente scioperato fuori dal parlamento svedese, decidendo addirittura di saltare la scuola una volta a settimana per provare ad incontrare i politici e discutere sul “problema clima“.

Un modello di coraggio ed una fonte di ispirazione per i più giovani e l’orgoglio della Climate Justice Now, la sua associazione. La voce della verità, una verità scomoda, che non può fermarsi solo a raccontare le crescite economiche, ma deve informare il popolo sulla gravità della situazione attuale, insegnando, piuttosto, la giustizia climatica. “Se le soluzioni all’interno del sistema sono così impossibili da trovare, forse dovremmo cambiare il sistema stesso”. C’è ancora tempo per agire.

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