Jacob Elordi, il sex symbol da Oscar diventato mostro

Jacob Elordi racconta la trasformazione per Frankenstein: allenamenti durissimi, ore di trucco e una filosofia sul cibo ispirata allo chef Anthony Bourdain

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Claudia Giordano

Content editor Lifestyle e digital strategist

Appassionata di marketing e comunicazione, li ha trasformati in lavoro e si divide tra la professione di social media strategist, scrittrice e content editor.

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Jacob Elordi è senza ombra di dubbio uno degli attori più richiesti del momento e continua a sorprendere con le sue interpretazioni, passando da un personaggio all’altro con incredibile capacità attoriale. Dopo essere diventato uno degli volti più desiderati di Hollywood grazie al successo di Euphoria e al fascino magnetico mostrato in Saltburn, l’attore australiano ha deciso di mettersi alla prova con un ruolo completamente diverso da quelli che lo hanno reso famoso.

Nel nuovo film Frankenstein diretto da Guillermo del Toro, Elordi interpreta infatti la Creatura, e per farlo ha affrontato una trasformazione fisica e mentale tutt’altro che semplice, mettendosi letteralmente nei panni di un “mostro”.

Jacob Elordi, da sex symbol al ruolo di Frankenstein

Grazie al suo personaggio di Heathcliff nel colossal Cime Tempestose, dove ha recitato al fianco di Margot Robbie, Jacob Elordi è entrato definitivamente nell’olimpo degli attori più amati del cinema contemporaneo. E come i grandi attori insegnano, sulla scia di nomi come Marlon Brando, Robert De Niro e Daniel Day Lewis, un bravo interprete deve anche sapersi modellare sul personaggio da interpretare, ripensando completamente il proprio corpo e la propria interpretazione.

Ed è quello che ha fatto Elordi con il nuovo film del quale è protagonista, Frankenstein, dove recita al fianco di Mia Goth e per il quale l’attore australiano ha dovuto sottoporsi ad un complesso processo di trasformazione per entrare davvero nel personaggio. Non si trattava di costruire un fisico perfetto o scolpito, come spesso accade per le star di Hollywood, ma qualcosa di molto più complesso: l’obiettivo infatti era dare alla Creatura un aspetto potente ma allo stesso tempo fragile, quasi inquietante nella sua imperfezione.

Jacob Elordi sul set
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Jacob Elordi sul set di Frankenstein

Elordi ha raccontato di aver lavorato a lungo per ottenere una fisicità che trasmettesse l’idea di un corpo “nato due volte”, proprio come suggerisce la storia di Frankenstein: un essere composto da parti diverse, forte ma allo stesso tempo vulnerabile. Per arrivare a questo risultato la preparazione è stata intensissima, tra allenamenti mirati, dieta controllata e mesi di lavoro per modellare il corpo e il modo di muoversi del personaggio.

Jacob Elordi film
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Jacob Elordi sul set di Frankenstein

“Ogni ruolo ha una dieta diversa, calibrata con precisione quasi scientifica per modellare la fisicità e, insieme, il modo di abitare la scena. Per interpretare la Creatura ho dovuto costruire un corpo che sembrasse nato due volte: forte, ma anche fragile” ha dichiarato infatti.

Elordi aveva già perso molto peso per interpretare il ruolo di Dorrigo Evans in The Narrow Road to the Deep North, film sulla Grande Guerra e aveva sofferto il cambiamento tanto da dichiarare al Los Angeles Times: “Ero un po’ fuori controllo, avevo momenti di grande angoscia verso le 3 del mattino. Mi svegliavo e il mio corpo era dolorante. Ho capito che era una benedizione avere Frankenstein in arrivo, perché potevo esprimere questi sentimenti, questa sofferenza”.

Jacob Elordi, 10 ore di trucco per interpretare la Creatura

Il lavoro per interpretare Frankenstein è stato così intenso da lasciare in Jacob anche dei segni fuori dal set: Elordi ha raccontato che durante le riprese ha vissuto momenti molto faticosi, con notti difficili e risvegli improvvisi nel cuore della notte. Il corpo, provato da allenamenti e lunghe giornate di trucco e riprese, gli ricordava continuamente quanto fosse impegnativo quel ruolo. Eppure proprio quella fatica si è trasformata in una risorsa per l’interpretazione: le sensazioni di fragilità, stanchezza e inquietudine sono diventate parte del personaggio, aiutandolo a dare profondità a una figura tragica e profondamente umana.

La trasformazione infatti non si è fermata alla palestra: ogni giornata sul set iniziava con ore interminabili nel reparto trucco visto che per diventare la Creatura, Elordi doveva sottoporsi a una lunga applicazione di protesi e costumi che poteva durare anche dieci ore.

Il processo era complesso e richiedeva grande pazienza: lentamente il suo volto e il suo corpo venivano modificati fino a trasformarlo completamente: “Non dovevo più essere quella versione di me stesso. In quei sei mesi, mi sono completamente ricostruito. E sono uscito da questo film con una pelle completamente nuova” ha dichiarato infatti l’attore.

Jacob Elordi Frankenstein
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Jacob Elordi sul set di Frankenstein

Curiosamente, mentre sul set la disciplina è stata rigidissima, nella vita quotidiana Elordi ha un rapporto molto più libero con il cibo. Dopo mesi di allenamenti e alimentazione controllata, l’attore preferisce non vivere la tavola come un’ossessione e ha raccontato di condividere una filosofia simile a quella dello chef Anthony Bourdain, ovvero godersi il cibo senza trasformarlo in una gabbia fatta di regole e divieti.