Gino Paoli, il litigio con De André, gli attacchi a Sanremo e la frecciata a Elodie: tutte le polemiche del cantautore

Gino Paoli era un artista senza peli sulla lingua, protagonista di alcuni dei litigi più noti nella storia della musica italiana, l’ultimo con Elodie

Foto di Maria Francesca Moro

Maria Francesca Moro

Giornalista e Lifestyle Editor

Giornalista e content editor. Dalla carta al web e ai social racconta di lifestyle, cultura e spettacolo.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

Gino Paoli aveva tante doti, ma tra queste non rientrava la diplomazia. Il cantautore genovese, morto all’età di 91 anni nella notte tra il 23 e il 24 marzo 2026, nel corso della sua intensa vita si è fatto spesso notare perché promotore di opinioni controverse e protagonista di alcuni degli screzi passati alla storia della musica italiana. Dallo smacco a Fabrizio De André alla più recente frecciatina a Elodie: tutte le polemiche di Gino Paoli che non potremo dimenticare.

L’odio e amore con Fabrizio De André

Gino Paoli e Fabrizio De André, assieme a Luigi Tenco e Bruno Lauzi, furono i maestri della cosiddetta scuola genovese o, meglio, lo diventarono col tempo. Quando questi mostri della musica si frequentavano, non erano che dei giovani ragazzi di Genova dalle grandi speranze e limitate risorse. “Eravamo in quattro amici, – ricordò in seguito Paoli, i famosi Quattro amici al barSiamo diventati autori di canzoni per caso, io facevo il pittore, Luigi studiava fisica…”.

Il Faber fu uno dei più grandi amici di Gino, compagno di vita, eppure tra i due non mancarono le polemiche. Quando Stefano Accorsi interpretò Paoli in un film, lui commentò che “per farlo hanno studiato Fabrizio De André. Peccato che io non sia De André. Io rido, faccio casino, Faber era sempre cupo”. E, a volte, anche imbronciato, specie con lui: “Mi rispose incazzato per un articolo in cui scrissi che Bob Dylan era meglio di lui. Non ho mai fatto marcia indietro”.

L’attacco ai talent e a Sanremo

Gino Paoli era un purista della musica e non apprezzava la deriva commerciale dell’industria odierna, specie di quella televisiva. Nel 2014 affermò che i talent “bruciano carriere” e che “a uno come Lucio Dalla oggi direbbero arrivederci e grazie”. Opinione che non cambiò mai, tornando su X Factor, nel 2023, sottolineò come i concorrenti li avrebbe portati “tutti al dopolavoro ferroviario di Sampierdarena per vedere se reggono davvero il confronto col pubblico”.

Ancor più severo fu Gino Paoli con il più grande show musicale della tv: il Festival di Sanremo. Sull’Ariston Paoli ci è salito da concorrente ben 7 volte, la prima volta nel 1961 con Un uomo vivo, l’ultima nel 2002 con Un altro amore. Poi basta, perché, ultimamente, secondo lui – e lo citiamo testualmente – al Festival arrivano soltanto “canzoni di m**da” e la kermesse si è trasformata in uno “squallido spettacolo”.

La polemica con Elodie

Tra le più recenti polemiche di cui Gino Paoli si rese protagonista fu, involontariamente, quella con Elodie. Intervistato dal Corriere della Sera, il cantautore si lamentò ancora una volta dello stato dell’industria musicale italiana: “Oggi peggio di ieri. Ieri, avevamo Mina e la Vanoni, oggi emergono le cantanti che mostrano il c**o”. Non citò nessuno, ma Elodie si sentì personalmente attaccata dal commento decisamente poco ortodosso.

Neppure quella volta Paoli tornò sui propri passi. Poco tempo dopo, a Aldo Cazzullo, sempre sul Corriere, spiegò che “parlavo in generale, pensando non solo all’Italia” aggiungendo che “non sapevo chi fosse Elodie. Poi mia moglie mi ha mostrato una sua foto. È una bella donna”. E che gli vuoi dire…