Fulminacci, perché si chiama così e cosa significa il suo nome

Fulminacci è lo pseudonimo di Filippo Uttinacci: ma cosa significa il nome d'arte del cantante?

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

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Filippo Uttinacci è un nome che forse dice poco a chi non ha mai cercato la sua biografia. Fulminacci, invece, è ormai familiare a chi segue la musica italiana, soprattutto dopo le sue partecipazioni a Sanremo.

Ma dietro questo nome d’arte così particolare c’è una storia che ha a che fare con i fumetti, con un pizzico di nostalgia e, forse, una scelta logistica. Il cantautore romano ha raccontato più volte come è arrivato a sceglierla, svelando un significato piuttosto lontano da quello che si potrebbe immaginare.

Fulminacci, perché si chiama così e da dove nasce il suo nome d’arte

Il vero nome di Fulminacci è Filippo Uttinacci. È stato proprio il suo cognome, che lui stesso ha definito cacofonico e poco piacevole da pronunciare, a suggerirgli una soluzione alternativa.

Fulminacci è arrivato così, come una sorta di sintesi tra il nome Filippo e il cognome Uttinacci: una parola più armoniosa, che conserva qualcosa di entrambi e che ha finito per diventare la sua firma artistica.

Come ha raccontato in diverse interviste, l’idea è arrivata anche grazie a un suggerimento da parte di un amico di famiglia. Fulminacci è infatti un’esclamazione che compariva nei fumetti degli anni Sessanta, utilizzata per manifestare stupore, rabbia o incredulità senza ricorrere alle parolacce. Il suo significato è simile a quello di “accidenti” o “santi numi”: un modo un po’ d’altri tempi di lasciarsi andare.

A conquistarlo è stata proprio quella sonorità un po’ stravagante, insieme al fatto che il nome richiamasse il suo cognome. E così Filippo è diventato Fulminacci, uno pseudonimo che ha mantenuto anche quando il suo pubblico ha cominciato a crescere.

Una scelta che ha avuto anche un risvolto pratico, come ha raccontato scherzando: nel corso del tempo ha finalmente evitato qualsiasi difficoltà a chi si è trovato a dover pronunciare il suo cognome, permettendogli anche di mettere da parte lo spelling.

La carriera di Fulminacci

La carriera di Fulminacci è partita quasi in sordina, per poi esplodere grazie al grande pubblico che ha imparato a conoscerlo meglio anche grazie al Festival di Sanremo.

Nato a Roma il 12 settembre 1997, Filippo Uttinacci ha iniziato a farsi conoscere nel mondo della musica nel 2019. In quell’anno ha pubblicato i primi singoli, Borghese in borghese e La vita veramente, e ha poi raccolto i brani nel suo album d’esordio, che ha portato lo stesso titolo.

Nel 2021 ha fatto il suo primo incontro con il Festival di Sanremo. Sul palco dell’Ariston ha presentato Santa Marinella, una canzone con cui ha partecipato alla gara dei Campioni della 71ª edizione. Poche settimane dopo ha pubblicato il secondo album, Tante care cose, seguito l’anno successivo da Tante care cose e altri successi, una nuova versione arricchita da altri brani.

Nel 2023 è arrivato il terzo disco, Infinito +1. Da quel lavoro ha estratto singoli come Tutto inutile, Simile e Ragù, portando poi le nuove canzoni in giro per l’Italia con un tour dedicato.

Nel 2024 è tornato sul palco dell’Ariston, questa volta come ospite della serata delle cover. Insieme a Gazzelle ha interpretato Notte prima degli esami di Antonello Venditti, riportando al Festival una canzone che ha accompagnato intere generazioni. Ma il suo viaggio legato al Festival non si è fermato a quell’ospitata. Il ritorno in gara è arrivato nel 2026, quando ha presentato Stupida sfortuna e si è lanciato in una bellissima cover di Parole parole accanto a Francesca Fagnani.