Sono passati diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, eppure Garlasco continua a dividere l’Italia e a occupare ore di televisione. Ogni nuovo elemento alimenta l’attesa di una svolta, mentre in studio si torna su dettagli ormai familiari anche al pubblico.
Nella puntata di Quarto Grado di venerdì 6 novembre, Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero dedicano l’intera serata al caso, tra la rilettura delle vecchie analisi e le parole di Andrea Sempio dopo la richiesta di processo.
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Garlasco, Nuzzi pensa al padre di Chiara
In uno dei passaggi più delicati della puntata, il comandante del Racis, Michele Cucuglielli, risponde alle domande sulle possibilità della scientifica di oggi e sugli accertamenti del passato. Nuzzi torna all’impronta sul pigiama e si immedesima nel dolore del padre di Chiara: “Se fossi il papà di Chiara impazzirei per questo”.
Cucuglielli spiega che ricavare da un tessuto un’impronta utile per un confronto è raro: la trama può disperdere il disegno del polpastrello. Ricorda poi i progressi degli strumenti, con lampade e laser che aiutano a individuare tracce invisibili a occhio nudo. Sugli errori umani, altro tema caldo su cui si è disquisito a lungo, ammette che non si possano escludere del tutto e illustra i controlli adottati per prevenirli.
Le scarpe di Stasi riaccendono il confronto
A far discutere sono anche le Lacoste che Alberto Stasi disse di avere indossato quando trovò Chiara. Nella rilettura delle analisi del 2007, Giorgio Portera segnala, accanto al dna di Alberto, tre marcatori sovrapponibili al profilo della ragazza.
Il genetista invita però alla cautela: sono troppo pochi per un’attribuzione certa e la corrispondenza potrebbe essere casuale. Una precisazione che merita attenzione quanto la possibile novità, soprattutto in un caso in cui ogni dettaglio suscita reazioni immediate. Anche Paolo Reale, consulente della famiglia Poggi, si dice favorevole agli approfondimenti, contestando l’idea che quei dati possano da soli stravolgere il caso.
Resta definitiva la condanna di Stasi, i cui legali preparano la revisione. Per Sempio è stato chiesto il processo. I suoi difensori prospettano una questione di legittimità costituzionale legata alla presenza di una condanna definitiva per lo stesso delitto.
Sempio racconta la tensione di questi giorni
Con i diari e i filmati privati di Andrea Sempio, la discussione si sposta sul suo rapporto con le donne. Il materiale è stato trasmesso allo psichiatra incaricato dalla Procura. Carmelo Abbate ne sottolinea il possibile peso rispetto al movente ipotizzato, mentre Angela Taccia e Liborio Cataliotti contestano il collegamento con l’omicidio.
Il modo in cui quei video parlano delle donne meriterebbe sicuramente attenzione. Il loro eventuale legame con la morte di Chiara richiede però riscontri, oltre alle reazioni che suscitano in chi li guarda.
Sempio descrive così questi giorni: “Paura no, tensione sì”. Si augura di affrontare presto l’aula e respinge il legame tra i filmati e il presunto approccio sessuale rifiutato da Chiara. A Marco Poggi e alla famiglia rivolge l’auspicio che la vicenda possa arrivare presto a una fine, per tutti.