Cunnilingus: segreti e tabù del sesso orale al femminile

Quando si tratta di sesso orale, alcune donne sembrano più propense a dare che a ricevere. Per gli esperti le ragioni sono sia culturali che psicologiche.

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Veronica Colella

Sex Editor

Content writer con una laurea in Scienze antropologiche e un passato tra musei e archivi. Scrive di sessualità e questioni di genere da un punto di vista sex positive.

In materia di sesso orale, esistono ancora due pesi e due misure. Secondo una ricerca inglese pubblicata nel 2016 sul Journal of Sex Research, tra i più giovani le aspettative in merito sono piuttosto sbilanciate. A livello teorico le nuove generazioni riconoscono che la reciprocità del piacere è un diritto e che nella vita di coppia dare è importante quanto ricevere. Ma all’atto pratico sono ancora molte le ragazze che vivono in maniera ambivalente il sesso orale, almeno quando sono loro a riceverlo.

Secondo i ricercatori, questi sentimenti contrastanti sono dovuti in parte a una tendenza a dare la priorità al piacere del partner e in parte alla percezione del cunnilingus – questo il termine tecnico adottato, pare, sulla scia degli epigrammi del poeta romano Marziale – come una pratica più impegnativa, faticosa e persino vagamente sgradevole rispetto all’equivalente maschile.

Se ti senti bloccata

Come ribadisce Violeta Benini, ostetrica e divulgatrice – anzi divulvatrice, nel suo Senza tabù (Fabbri Editori), è vero che “ognuno gode a modo suo”. Non tutto deve piacere a tutti, anzi. Situazioni e stimolazioni che sono eccitanti per una persona potrebbero benissimo non piacere a un’altra, o addirittura risultare fastidiose. Magari i nostri corpi a grandi linee si somigliano, ma quando entriamo nel reame delle sensazioni diventa sempre più chiaro come ognuna abiti il suo diversamente. E se il sesso orale non fa per voi, non sta scritto da nessuna parte che dobbiate praticarlo per forza.

Fatta salva questa premessa, a rendere il cunnilingus un tabù per molte donne contribuisce anche una certa resistenza culturale. Ci sono donne che desiderano questo tipo di attenzioni ma non sono mai state in grado di chiederle, o che al momento di arrivare al dunque vengono colte da improvvisi attacchi di timidezza.
Alla base di questa riluttanza può esserci il timore di non avere un buon odore o un buon sapore; un disagio associato a preoccupazioni di carattere igienico, morale o persino estetico; oppure ancora una sorta di ansia da prestazione. Magari è piacevole, ma l’intensità delle sensazioni cresce gradualmente. E così si inizia a chiedersi se non ci si sta mettendo troppo, se è vero che per le altre è più facile arrivare all’orgasmo, se l’altra persona si sta annoiando, se non è il caso di fingere che sia andato tutto bene e tagliare corto…

Come superare l’imbarazzo

In Vengo prima io. Guida al piacere e all’orgasmo femminile (Fabbri Editori), la sessuologa Roberta Rossi consiglia di non farsi pressioni. Si tratta di una pratica molto amata e in grado di regalare orgasmi molto intensi, ma è anche delicata sia sul piano fisico che su quello psicologico. È un atto molto intimo, che richiede fiducia e anche la piena disponibilità dell’altro (o dell’altra) a recepire consigli e indicazioni, evitando che l’esperienza da piacevole diventi frustrante.
Per superare gran parte delle resistenze e delle sensazioni di inadeguatezza spesso basta assicurarsi di essere entrambi coinvolti. E fortunatamente non è più così raro trovare partner attenti e premurosi. Per molte persone l’atto di dare piacere alla partner è fonte esso stesso di piacere e alcuni ricercatori sono convinti che tra le motivazioni inconsce, da parte maschile, ci sia anche quella di ridurre al minimo il rischio di infedeltà, assicurandosi che la partner sia pienamente soddisfatta.

Consigli per principianti

Qual è la tecnica giusta? Tutte e nessuna, come per ogni altro atto sessuale. Ci sono però alcuni elementi da prendere in considerazione che possono aiutare a capire meglio quali sensazioni fanno per noi e quali invece risultano indifferenti se non fastidiose.

  1. Scegliere la posizione giusta. Deve essere comoda per entrambi, in modo che il partner attivo non si ritrovi con il torcicollo e chi riceve possa lasciarsi andare serenamente. Se fate fatica a trovare quella giusta per voi, gli autori di Generazione sex. La guida felice al sesso ancora più felice (Il Saggiatore) consigliano di aiutarsi con un cuscino posizionato strategicamente sotto il bacino. Appoggiare le gambe sulle spalle del partner o utilizzarle per puntare uno o entrambi i piedi aiuta a inarcare in avanti la zona pelvica, rendendo più facile l’accesso.
  2. Prevenire è meglio che curare. Un altro elemento da non sottovalutare, proprio come per il sesso orale al maschile, è l’importanza della lubrificazione. Contrariamente a quanto si pensi, la punta della lingua non è automaticamente umida e potrebbe addirittura risultare leggermente abrasiva. Meglio, quindi, evitare di deglutire la saliva e lasciare che la gravità faccia il suo corso.
  3. La sensibilità è soggettiva. Quanto al tipo di movimento che risulta più gradevole, tutto sta alla sensibilità personale. Alcune donne preferiscono una lingua più appuntita lungo il cappuccio e i lati del clitoride, proseguono gli autori di Generazione sex, ma sentono il bisogno di una lingua più morbida e arrotondata sotto il clitoride, che è la parte più sensibile. In linea generale, anche se il clitoride è il centro del piacere femminile è bene ricordarsi che una stimolazione diretta può essere addirittura dolorosa e che molto spesso i preliminari accrescono l’eccitazione, anche quando si tratta di sesso orale. Ecco perché il feedback è così importante, senza presumere che ci sia una tecnica valida per tutte.

Come guidare il partner

La comunicazione a letto è una questione delicata. Trovare le parole giuste per non urtare la sensibilità di nessuno non è facile, ma offrire un riscontro sincero è il modo migliore per avere un’esperienza gratificante e piacevole. Lo ribadisce anche la dottoressa Rossi, che nella sua guida suggerisce di educare il partner al sesso orale con gentilezza. Magari accompagnandolo delicatamente verso le zone su cui si desidera ricevere più attenzione, dall’interno coscia alle grandi labbra, o dissuadendolo dall’andare con decisione verso il glande del clitoride quando non si è ancora pronte per ricevere quel tipo di stimolazione.

Si può comunicare anche con il linguaggio del corpo, assecondando certi movimenti e ritraendosi da altri o utilizzando le mani per trasmettere dolcemente indicazioni sul ritmo o sulla pressione.
Infine, non c’è niente di male nemmeno a ricordare agli uomini che la barba pizzica e a chiedere il necessario riguardo per la pelle sensibile delle cosce o del monte di Venere.