Francesco Facchinetti e la soluzione alla calvizie, cos’è la patch cutanea

La perdita di capelli può essere un disagio che non risparmia neppure i vip. Ecco la soluzione del cantante, usata anche da molte donne

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Perdere i capelli può essere fonte di disagio e non si tratta di una condizione che riguarda solo gli uomini o solo i vip. Tra loro, però, c’è chi ha trovato il coraggio di affrontare la questione davanti alle telecamere, come accaduto a Francesco Facchinetti che, ospite del programma tv La volta buona, ha spiegato qual è la sua soluzione. Si chiama patch cutanea ed è usata anche da molte donne in caso di alopecia o quando la si desidera una “chioma” più folta.

Facchinetti e “l’outing” sulla calvizie

“Io sono figlio di mio padre. Lui non mi ha donato la sua voce, ma mi ha donato i pochi capelli”, ha scherzato Francesco Facchinetti, figlio di Roby e come lui cantante, intervenendo a La volta buona. Il riferimento è al problema della calvizie che, a quanto pare, avrebbe “ereditato” dal cantante dei Pooh. Come raccontato da Francesco Facchinatti, di fronte ai primi segni di perdita di capelli, ha “iniziato con le fiale, che ‘aiutano la naturale ricrescita dei capelli’. Ma se i capelli non crescono, non cambia nulla, no?”, ha raccontato. Solo successivamente ha tentato con quelle che ha definito “polverine magiche”, per poi tentare anche con il trapianto: “Sono andato in Grecia. Ho provato un male incredibile: ti prendono un capello alla volta e fa malissimo. Poi, dopo il trapianto, prima di ricrescere, i capelli cadono”, ha spiegato davanti alle telecamere con molta sincerità.

La soluzione della patch cutanea

È stato solo dopo l’ennesimo tentativo che Facchinetti si è convinto a provare anche con la patch cutanea: “Ho incontrato la patch cutanea, una membrana con decine di migliaia di capelli. A me piace così. Mi fa i capelli di Enzo Paolo Turchi“, ha continuato a raccontare, sempre con ironia, per poi aggiungere: “Ma ho fatto una cosa naturale, il risultato mi piace”. La patch cutanea, infatti, è un rimedio utilizzato non solo dagli uomini, ma anche da molte donne alle prese con il diradamento dei capelli o con forme di vera e propria alopecia, sia localizzata sia più estesa, causata da stress, squilibri ormonali, terapie mediche o altre condizioni.

Cos’è la patch cutanea

Oltre a interventi di tipo più invasivo come i trapianti, infatti, esistono rimedi estetici non chirurgici come quelli dermatologici o appunto come le patch cutanee, che hanno il vantaggio di permettere risultati rapidi. Si tratta di un metodo per ottenere un infoltimento dei capelli, coprendo le aree del cuoio capelluto interessate da diradamento o perdita di capelli. Consistono in una base molto sottile, ideata per aderire perfettamente alla cute, sulla quale sono inseriti capelli veri oppure sintetici, scelti in maniera da essere del tutto simili a quelli già esistenti. Si applicano utilizzando adesivi dermocompatibili e, dopo il fissaggio, si procede con taglio e acconciatura desiderati. Spesso si possono tenere per settimane, anche durante la doccia, l’attività fisica o la normale vita quotidiana, prima della sostituzione con patch nuove. L’obiettivo è ottenere l’effetto visivo di una chioma omogenea e naturale, sia nel colore che nella quantità e densità di capelli.

Non è una cura, ma un rimedio estetico

A differenza di altri trattamenti, quindi, non si tratta di una cura contro la calvizie, né di una soluzione permanente, quanto piuttosto di un rimedio di tipo “cosmetico”: va a eliminare, quindi, l’effetto antiestetico della calvizie, senza intervenire in alcun modo sulle cause che portano alla caduta dei capelli, né ad alimentare una ricrescita naturale o “artificiale”. Spesso la patch cutanea è usata, invece, durante un trattamento di altro tipo, che richieda tempi più lunghi per un risultato definitivo di tipo dermatologico o tricologico.

Per chi sono indicate le patch cutanee

Nella maggior parte dei casi le patch cutanee sono utilizzate da quei pazienti che desiderano procedere con un trapianto di capelli, in attesa che questi ricrescano in modo naturale fino a una lunghezza ideale, o in chi – come Facchinetti – preferisce una soluzione di tipo estetico, senza intraprendere percorsi lunghi o più dolorosi. In ogni caso, è opportuno valutare i motivi della alopecia e la forma con la quale si presenta, per poter scegliere il tipo di trattamento più adatto, consultando anche un esperto.

Tante forme di alopecia

“La calvizie o alopecia androgenetica (tipica degli uomini) si manifesta solitamente con il diradamento dei capelli che interessa le tempie, la fronte o la parte superiore del cranio e progredisce in maniera più o meno rapida innalzando la linea della cosiddetta “attaccatura” dei capelli. L’alopecia areata, invece, è una forma di calvizie con chiazze rotonde prive di capelli, che spesso si sviluppa in età adulta portando a una perdita rapida ma di solito transitoria in alcune regioni del cuoio capelluto”, chiarisce il portale dell’IRCCS Humanitas, che annovera anche “l’alopecia da trazione, che è più frequente nelle donne, anche in età adolescenziale, provocata dalla stiratura o da acconciature che finiscono per stressare il capello, con conseguenze sulla crescita futura dei capelli”.

La diagnosi e i trattamenti

Mentre per calvizie di tipo androgenetico la causa principale è la predisposizione ereditaria, (ma diversi studi scientifici hanno confermato che può essere ereditata dai figli maschi anche per via materna), tra gli altri fattori ci sono squilibri ormonali (per esempio, variazioni del testosterone), disfunzioni della tiroide, infezioni del cuoio capelluto, malattie sistemiche, come il lupus o la psoriasi, lichen planus, cure chemioterapiche, farmaci per il trattamento dell’artrite, della depressione e delle cardiopatie, shock psicologico o un periodo di intenso sovraffaticamento psicofisico, uso di sistemi meccanici o termici per le acconciature oppure cattiva alimentazione o diete drastiche. Prima di un intervento, dunque, occorre un’analisi generale delle condizioni di salute.