Il procedimento legale che vede contrapposto il Principe Harry ad alcune testate britanniche si arricchisce di nuovi, scabrosi, elementi. A pochi giorni dalla chiusura del processo, conclusosi il 31 marzo, sono infatti emersi una serie di messaggi privati tra il Duca di Sussex e una giornalista del Mail on Sunday, destinati a incidere sulla lettura complessiva della vicenda.
I messaggi tra il Principe Harry e la giornalista britannica
Tali messaggi, presentati dalla difesa degli organi di stampa, mirano a dimostrare che alcune delle informazioni pubblicate negli anni sul Principe Harry non sarebbero state ottenute con metodi illeciti bensì provenienti da contatti diretti o da persone vicine al suo entourage.
Un elemento che, se confermato, potrebbe indebolire la tesi sostenuta dal figlio di Re Carlo sulla violazione sistematica della sua privacy.
Al centro dell’attenzione vi sono gli scambi con Charlotte Griffiths, responsabile della sezione mondanità del Mail on Sunday. Le varie chat, risalenti tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, mostrano un rapporto che appare ben più articolato rispetto a quanto dichiarato dal Principe in aula.
Non tanto per il contenuto in sé – avvenuto in un periodo in cui Harry era single e non aveva ancora conosciuto la moglie Meghan Markle – quanto per la discrepanza tra le dichiarazioni ufficiali e la frequenza dei contatti emersi.
Il Principe Harry ha mentito contro la stampa britannica?
Durante il processo, il Duca di Sussex aveva sostenuto di aver incontrato la giornalista una sola volta, in occasione di una festa nella residenza di un amico comune, Arthur Landon, nel giugno 2012, alla vigilia della parata del Trooping the Colour. “Non avevo idea di chi fosse”, aveva dichiarato, aggiungendo di aver interrotto ogni contatto una volta scoperta la sua professione.
Ma i messaggi emersi raccontano una storia diversa. Già nel dicembre 2011 sarebbe stato lo stesso Harry a contattare Griffiths tramite social media, avviando una conversazione dai toni confidenziali. Le comunicazioni successive, caratterizzate da battute, riferimenti a momenti condivisi e un linguaggio informale, suggeriscono un rapporto di maggiore familiarità, talvolta con sfumature di flirt.
Nei mesi successivi, il tono si sarebbe fatto ancora più personale. In uno degli scambi, il Principe esprime il desiderio di rivedere la giornalista e fa riferimento a momenti trascorsi insieme, mentre dai registri telefonici emergerebbero anche chiamate notturne e ulteriori contatti diretti.
“Ciao, signor Birichino… Sei tornato a casa sano e salvo? Hai trovato la tua auto?”, aveva scritto lei nel 2011, evocando un fine settimana condiviso e un clima di evidente familiarità.
Il giorno successivo, il 5 dicembre 2011, Charlotte era tornata sull’incontro: “Che weekend pazzesco! Non potremmo combinare guai in campagna ogni fine settimana?”. La risposta di Harry non era tardata ad arrivare: “Senza dubbio uno dei migliori weekend della mia vita. Non ho mai riso così tanto in 24 ore”.
Nel gennaio 2012, a un messaggio in cui lei gli aveva confidato che la sua assenza si era fatta sentire ad un evento, Harry aveva replicato con parole affettuose: “Vorrei tanto esserci stato, tesoro. Mi mancano le nostre coccole mentre guardiamo un film”.
Le implicazioni legali e la sentenza attesa
La pubblicazione di questi elementi arriva in un momento delicato, subito dopo la presentazione delle memorie conclusive davanti all’Alta Corte. Gli avvocati delle testate coinvolte hanno definito le accuse mosse dal Principe “speculative” e, in alcuni passaggi, “francamente disperate”, sostenendo che non vi siano prove di pratiche giornalistiche illegali.
Per Harry, che da anni porta avanti una battaglia contro la stampa britannica, il caso rappresenta un passaggio cruciale. La credibilità delle sue dichiarazioni e la coerenza del suo racconto potrebbero infatti pesare in maniera significativa sulla decisione finale.
La sentenza è attesa dopo Pasqua. Sarà allora che si comprenderà se questi nuovi elementi avranno avuto un impatto determinante sull’esito di uno dei procedimenti più seguiti degli ultimi anni nel rapporto tra monarchia e media.