Oggi, 10 febbraio, è il Safer Internet Day, e il tema dell’anno è “Smart tech, safe choices”, che in poche parole significa usare l’intelligenza artificiale e il web con il cervello acceso, soprattutto se sei GenZ e vivi praticamente su TikTok, Insta e nei DM.
In questa occasione vale la pena dare un’occhiata ai dati appena rilasciati dall’Osservatorio Indifesa di Terre des Hommes, che ha chiesto a più di 2.000 under 26 com’è la loro vita online e… spoiler: non è tutto così aesthetic.
Il dato più allarmante è che 1 giovane su 2 ha dichiarato di aver subito violenza nella sua vita, con il 66% che dice che il web è il posto più rischioso.
In particolare, il revenge porn spaventa il 59% delle persone (soprattutto le ragazze), l’80% ha ricevuto messaggi da sconosciuti random che possono sembrare innocui ma poi non lo sono, il cyberbullismo preoccupa il 42%, mentre le persone non binarie registrano il 67% di esperienze violente (il numero più alto di tutti), il che dovrebbe farci riflettere su quanto ancora ci sia da fare.
Insomma, è importante parlarne.
Indice
I numeri del report e le esperienze quotidiane
App e chat fanno parte delle nostre routine come il caffè del mattino, ma portano con sé rischi che spesso sottovalutiamo finché non ci toccano da vicino.
Oggi sappiamo che metà degli under 26 usa l’AI per consigli sentimentali (il 24% per cuori spezzati), un dato che racconta quanto ci affidiamo alla tecnologia proprio nei momenti di maggiore vulnerabilità.
Allo stesso tempo, 1 giovane su 3 ha visto chat in cui si fa body-shaming, un fenomeno ormai quasi normalizzato ma con effetti profondi sull’autostima delle vittime e non solo.
Emergono anche differenze di genere: le ragazze temono di più situazioni che possono verificarsi per strada o nell’intimità, mentre i ragazzi riportano maggiore ansia a scuola o nei gruppi di amici.
Vediamo nel dettaglio alcuni dati del report, dove le percentuali esprimono la porzione di persone rispetto alle 2000 intervistate:
- Revenge porn (59%): è la paura principale, soprattutto tra le ragazze. Il 79% dice di conoscere i rischi dell’invio di immagini intime;
- Contatti da sconosciuti (80%): quasi tutti li ricevono. Per le ragazze generano paura, per i ragazzi più curiosità. Un DM apparentemente innocuo può però trasformarsi rapidamente in stalking o minacce;
- Cyberbullismo (42%): colpisce soprattutto nei contesti percepiti come più sicuri, come scuola e amicizie, e lascia segni emotivi che possono durare anche tutta la vita;
- Intelligenza artificiale per ricevere consigli (50%): usata per questioni sentimentali o di salute, offre sì risposte immediate ma rischia di sostituire il confronto con persone reali, che nei momenti di vulnerabilità possono dare non solo soluzioni ma anche supporto emotivo.
Dietro questi numeri ci sono persone che provano ansia a ogni notifica, che oscillano tra il bisogno di esporsi e la paura di farlo e che vedono l’autostima minata da esperienze online che poi si riflettono su tutta la loro vita.
Il caso dell’intelligenza artificiale come “migliore amica”
Il 50% delle persone intervistate, come abbiamo visto, usa l’AI per ricevere consigli. Con questo numero così importante, c’è da considerare un fenomeno, quello che gli esperti chiamano “illusione di controllo“: quando parli con un’AI, infatti, la sensazione è quella di gestire la situazione in modo razionale e distaccato, ma in realtà stai solo evitando il confronto emotivo, che spesso è l’unica cosa che può davvero aiutarti a elaborare quello che senti.
Le chat con l’AI infatti rimpiazzano ma non sostituiscono l’empatia, il contatto umano, la capacità di qualcuno di leggere tra le righe e capire che quando dici “sto bene” in realtà non stai bene per niente.
Un esempio pratico che forse ti suona familiare: se chiedi a un bot “perché mi ha ghostato?” questo ti darà una risposta logica come “forse aveva bisogno di spazio” o “non tutti sono pronti per una relazione”; una risposta in cui non è contemplata la comprensione, non c’è validazione emotiva, non c’è un abbraccio o il calore di un conforto umano. Questo può generare un effetto Cuore spezzato 2.0, amplificato dalla sensazione di essere così sola che devi chiedere aiuto a una macchina…
Consigli da applicare subito
Se il web ti spaventa o se vuoi avere un maggiore controllo delle interazioni online, ci sono alcune cose che puoi fare, con la consapevolezza che ogni piccola azione conta:
- Blocca e segnala DM da sconosciuti: imposta la privacy al massimo su Instagram e TikTok e zero tolleranza per profili sospetti;
- Niente nudi, nemmeno se ti fidi ciecamente: il revenge porn rovina vite in un secondo, quindi agisci di conseguenza e ricordati che la fiducia può finire, ma una foto che finisce su internet è per sempre;
- Password uniche + 2FA: usa dei validi strumenti per creare password forti, come i generatori random che fanno stringhe incomprensibili ma sicurissime e app per l’autenticazione a due fattori, così aggiungi un livello di protezione in più;
- Intelligenza artificiale sì, ma con dei limiti: va bene per ottenere consigli tipo “che film guardo stasera” o “come si fa questa cosa”, ma evita di usarla per problemi emotivi o questioni di salute mentale;
- Peer power e community: sport e progetti educativi ti rendono più forte contro i bulli online (e nella vita) perché ti danno una rete di supporto, persone che ti conoscono e che possono aiutare e intervenire.
Se c’è una cosa che il report “Osservatorio Indifesa 2026“” di Terre des Hommes ci dice, è che siamo più vulnerabili di ciò che pensiamo e che come persone condividiamo queste paure e situazioni (anche se non ne parliamo e facciamo finta di niente). Ma bastano i giusti accorgimenti e il web può diventare un alleato invece che un nemico.
Siamo noi che usiamo questi strumenti ogni giorno e possiamo decidere come vogliamo che sia il nostro spazio digitale.
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Se ti capita di trovarti in una situazione di revenge porn, cyberbullismo o altre violenze online, non sei sola: ci sono i protocolli della Polizia Postale e di Terre des Hommes pronti ad aiutarti.