Chi non riconosce i propri errori è destinato a non cambiare, mai

Non ci sono vittime né carnefici, ma soltanto noi con le nostre responsabilità. È ora di assumerle e di cambiare le cose

Se c’è una cosa che abbiamo imparato sulla nostra pelle è l’importanza di assumersi le responsabilità delle nostre azioni. Se è vero infatti che non dobbiamo rimuginare sul passato, e restare intrappolati in esso, è altrettanto vero che è proprio sulla base di quel vissuto che abbiamo alle spalle, che possiamo migliorare, crescere ed evolvere.

Questo non accade però, quando, piuttosto che imparare dai nostri errori li ignoriamo. Li seppelliamo sotto la sabbia facendo finta che quello che è successo non ci appartiene, dimenticando ciò che è stato. Accade ogni volta che, ad esempio, assumiamo un atteggiamento da vittima andando alla ricerca quasi ossessiva di un carnefice, succede quando non ci assumiamo le responsabilità di ciò che facciamo, chiudendo gli occhi davanti all’evidenza.

Non ammettere i nostri errori, non confrontarci con essi non ci permettere di crescere e migliorarci. Sbagliare è umano e ogni fallimento rappresenta in realtà una nuova opportunità per ricominciare, ma questa meravigliosa chance che ci regala la vita diventa fruibile solo se siamo noi, in prima persona, a saperla sfruttare.

Al contrario, invece, chiudendo gli occhi davanti alle nostre azioni, rifiutandoci di guardare quegli sbagli che ci hanno portato a situazioni spiacevoli, alla chiusura di rapporti e relazioni, l’epilogo sarà sempre lo stesso. Non cambieremo mai e ci ritroveremo di nuovo a commettere i medesimi sbagli.

Abbiamo sempre una nuova opportunità per ricominciare, numerose sfide e ostacoli si susseguono sul nostro cammino, giorno dopo giorno. E, solo affrontandoli, possiamo ottenere nuove consapevolezze, spunti per migliorarci e per perfezionare la strada finora battuta, unico sentiero che ci porta alla felicità e al raggiungimento dei nostri obiettivi.

Se ci ostiniamo però a far finta di niente, davanti a ogni problema o a ogni situazione vissuta, senza provare ad analizzare il perché di quegli atteggiamenti, dei gesti o delle scelte che ci hanno portato all’infelicità, il nostro destino sarà inevitabilmente segnato.

E a quel punto, non ci sarà nessun salvatore che accorrerà in nostro aiuto, né tantomeno un carnefice da accusare, perché la colpa, o meglio la responsabilità di ciò che è stato sarà solo ed esclusivamente la nostra. Il cambiamento richiede coraggio e tempo: occorre sbagliare e fallire, perdersi per poi ritrovarsi.

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Chi non riconosce i propri errori è destinato a non cambiare, mai