Come ogni anno, la primavera per migliaia di studenti italiani significa anche una cosa: prove Invalsi. I test nazionali che valutano il livello di apprendimento in italiano, matematica e inglese tornano anche nel 2026 coinvolgendo milioni di alunni delle scuole italiane.
Le prove sono uno strumento che serve a fotografare lo stato dell’istruzione nel nostro Paese.
Come sempre, le date non sono identiche per tutti: le prove vengono svolte in periodi diversi a seconda del grado scolastico. Vediamo quindi quando si tengono nel 2026 e soprattutto quando saranno disponibili i risultati.
Prove Invalsi 2026, il calendario
Le prove Invalsi 2026 si svolgono complessivamente tra marzo e maggio, seguendo un calendario che parte dagli studenti più grandi e termina con quelli della scuola primaria.
Ad aprire il calendario sono gli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori, che svolgono i test dal 2 al 31 marzo 2026. Le prove sono computer-based e riguardano italiano, matematica e inglese, con sezioni dedicate alla lettura e all’ascolto.
Per le classi quinte la partecipazione alle prove è requisito di ammissione all’esame di maturità: per questo motivo, nel caso in cui uno studente sia assente durante la finestra ordinaria, sono previste sessioni suppletive organizzate dal 21 maggio al 5 giugno 2026.
Nel mese successivo tocca agli studenti della terza media. In questo caso la finestra temporale va dall’8 al 30 aprile 2026.
A maggio, invece, si svolgono le prove per due diversi gradi scolastici. Gli studenti della seconda superiore affrontano i test tra l’11 e il 29 maggio 2026, mentre per la scuola primaria le prove si tengono in date uguali in tutta Italia: 5 maggio per l’inglese (solo quinta elementare), 6 maggio per italiano e 7 maggio per matematica.
Quando escono i risultati delle prove Invalsi 2026
Nonostante gran parte delle prove venga ormai svolta in modalità computer-based, i risultati delle prove Invalsi non sono disponibili immediatamente dopo lo svolgimento dei test. I dati raccolti devono infatti essere elaborati e analizzati prima di poter essere restituiti alle scuole e inseriti nei documenti ufficiali degli studenti.
La questione riguarda soprattutto chi frequenta il quinto anno delle scuole superiori. In questo caso, infatti, le prove Invalsi rappresentano un requisito necessario per essere ammessi all’esame di maturità, ma il punteggio ottenuto non incide sul voto finale del diploma. La valutazione delle competenze rilevate attraverso i test entra invece nel Curriculum dello studente, il documento che accompagna il percorso scolastico e che viene allegato al diploma al termine dell’esame di Stato.
Proprio per questo motivo i risultati non vengono pubblicati subito. Prima dell’esame di maturità, docenti e commissioni possono consultare soltanto le prime tre parti del Curriculum dello studente, quelle dedicate al percorso scolastico, alle esperienze formative e alle attività svolte durante gli anni di studio. Queste informazioni servono soprattutto a preparare il colloquio orale e a delineare il profilo complessivo del candidato.
La versione definitiva del curriculum, completa anche dei livelli raggiunti nelle prove Invalsi, viene invece resa disponibile solo dopo il conseguimento del diploma. È in questo momento che gli studenti possono consultare il documento completo e vedere riportata anche la certificazione delle competenze rilevate durante i test nazionali.