Non “normalizziamo” tutto ciò che vediamo: social vs reality

Normalizziamo restare con i piedi per terra, rendendo la vita speciale così com'è

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Scorri Instagram o TikTok e il confine tra social e realtà sembra sparire: la vita proposta è fatta di voli intercontinentali, skincare da 200 euro e armadi pieni di lusso.

Spoiler: non è così.

C’è chi può permetterselo, e chi resta a guardare. Ma dobbiamo normalizzare che il lusso è fuori dall’ordinario, e che non abbiamo bisogno di copiare nessun modo di vivere, perché la nostra vita è speciale a modo suo.

Il lusso sui social: perché non è la realtà

Due settimane a Zanzibar, le borse di Chanel e i tacchi di Jimmy Choo piacerebbero un po’ a tutte.

Così come la crema viso virale da centinaia di euro o il lucidalabbra must have.

Sui social, in particolare Instagram e TikTok, è diventato normalità vedere il lusso più sfrenato come se appartenesse a tutte. Ragazze che vivono esperienze da sogno e hanno un armadio da far invidia a Meryl Streep ne Il diavolo veste Prada.

Il problema dei social non è mostrare il lusso, ma farlo sembrare la realtà.

Normalizzarlo significa mettere tutto sullo stesso piano. Ed è il vero problema: vite diverse, possibilità diverse.

Vi è mai capitato di provare invidia verso qualcosa visto sui social e di voler replicare?

È normale: quando vediamo sempre gli stessi contenuti ci illudiamo che sia la realtà. E la delusione che proviamo quando capiamo che non è tutto realizzabile, è tanta.

È verosimile fare un viaggio all’anno nel periodo di ferie, concedendosene magari uno dall’altra parte del mondo dopo aver risparmiato molto. I prodotti per la cura del corpo costosi solitamente vengono acquistati una volta ogni tanto, a volte come ricompensa.

Non dobbiamo confondere la viralità di un contenuto con quello che è il nostro vero stile di vita, basato su ciò che ci possiamo permettere grazie ai nostri sforzi.

Quando tutto diventa normale sui social

I social, se utilizzati senza troppa attenzione, sanno essere un posto davvero tossico, tanto da finire per influenzare il nostro umore.

Si stanno diffondendo degli standard che non corrispondono alla realtà di tutti, ma che in qualche modo ti fanno sentire coinvolta.

L’errore è pensare che ci sia un livello da raggiungere (stabilito da chi?) e far di tutto per arrivarci, anche a discapito delle nostre esigenze.

Gli standard estetici rispecchiano ragazze molto magre che raccontano come hanno ottenuto il fisico dei sogni.

Non sempre abbiamo tempo per stare ore ad allenarci, né le forze mentali per investire così tanta energia.

I trend che ci vengono proposti, come la That Girl o le Clean Girl, sono modi di vivere la quotidianità che difficilmente si riescono a portare avanti per molto tempo.

Ed è normale: la nostra energia non è infinita, e noi vogliamo essere in grado di distribuirla al meglio in tutti gli aspetti della nostra vita.

Anche gli standard che riguardano viaggi e articoli di marca hanno raggiunto livelli impensabili. Le ragazze indipendenti, che purtroppo si ritrovano nella situazione lavorativa precaria che abbiamo, non si concedono viaggi in posti esotici come se fossero caramelle.

Ritroviamo la retorica della perfezione: una vita perfetta, un fisico perfetto, viaggi intercontinentali, tanti amici con cui condividere ogni momento e soldi a palate.

Peccato che di perfetto, nella realtà, ci sia poco. E va bene così, se tutto fosse perfetto, cosa dovremmo migliorare?

stile di vita di lusso
iStock
La realtà che vediamo sui social non corrisponde al nostro vero modo di vivere.

Glow up sì, breakdown no: cosa resta fuori dai social

Il paragone che certe volte ci viene spontaneo tra noi e le ragazze che vediamo sui social non è del tutto casuale.

Lo storytelling che troviamo è quasi sempre legato ai successi degli utenti. Ciò che ci ritroviamo a vedere è l’ennesima prova della perfezione delle vite degli altri.

Poche persone sui social raccontano i fallimenti del proprio percorso. Gli sbagli e gli ostacoli vengono sempre demonizzati, quando in realtà aiuterebbero chi sta dall’altra parte dello schermo.

I glow up sono d’ispirazione forse, ma la vera svolta è nei breakdown. Sapere che altre persone hanno avuto i loro fallimenti, dei piccoli inciampi durante il percorso, ci fa sentire meno sole e disposte ad accettare l’imperfezione della vita.

Nelle vetrine dei negozi si mostrano sempre i capi migliori. Ma i social sono abitati da persone reali, e la loro influenza sulla nostra mente la conosciamo bene.

Non è sbagliato mostrare anche le parti in ombra, esistono perché c’è il sole. È certamente bello mostrarsi sempre felici e con una realtà meravigliosa, ma a fine giornata restano comunque gli ostacoli superati per arrivare dove si è.

Confronto sui social: perché ci fa sentire indietro

Dal canto di chi pubblica un contenuto sui social, non sempre lo fa per influenzare, ma più semplicemente per portare la propria realtà online.

Sta a noi osservare da una certa distanza e ricordarci che gli unici standard da rispettare sono i nostri, basati sulle nostre capacità e possibilità.

Avere uno sguardo consapevole mentre si scorrono i social è fondamentale per evitare di vivere costantemente nel confronto.

Per quanto i social siano capaci di influenzarci, quando scorriamo il feed dovremmo farlo con occhio critico.

Trovarsi davanti continuamente l’aesthetic life che tutte vorremmo è una tentazione, ma dovremmo normalizzare le diverse sfumature della vita.

Il lusso non può essere normalizzato per il semplice fatto che non daremmo valore ai nostri sacrifici quotidiani e non proveremmo più a migliorare.

Senza diventare ciniche, ma allenando lo sguardo a captare cosa è reale e cosa è preparato a tavolino per i social.

Cosa fare per non normalizzare la parte tossica dei social

Non è sicuramente semplice allontanarsi dal mondo in cui siamo cresciute.

Ma con alcuni piccoli accorgimenti potremmo svoltare la nostra esperienza sui social.

Silenziare gli account che esaltano il lusso e uno stile di vita agiato può aiutare a mettere fine a un perenne confronto.

Sui social possiamo (più o meno) decidere che contenuti visualizzare, perciò anche dare feedback in merito a un video o un post che promuove standard sbagliati è importante.

Non dobbiamo aver paura di unfolloware persone che possano influenzare il nostro umore o la percezione che abbiamo della nostra vita.

È ovvio che la sicurezza vacilla quando ci ritroviamo di fronte persone che hanno lo stile di vita che vorremmo noi, ma la frase “I social non sono la realtà” è davvero vera.

Decidiamo noi cosa e quando postare e mostriamo solo il lato bello delle cose, omettendo il resto, che è ciò che potrebbe davvero creare community.

Normalizziamo vivere la vita così com’è, con i suoi alti e bassi. Perché la realtà non ha bisogno di sembrare perfetta per avere valore.

Quello che vediamo online? È solo la parte che qualcuno ha deciso di farti vedere.