Vino, birra e drink senza alcol, per divertirci ne facciamo a meno: la tendenza

Nelle nostre occasioni sociali scegliamo la sobrietà

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Alessia Agosta Del Forte

Lifestyle Editor

Racconta da dentro la Gen Z, cercando di far emergere la voce, i linguaggi e le sensibilità di una generazione che non ha paura di ridefinire le regole.

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Spesso ci capita di ritrovarci al bar con i nostri amici e sentirli dire “Per me una coca cola, grazie”. E no, non è l’ordine del guidatore designato. Sembra che più cresciamo, meno beviamo.

Stiamo invecchiando? No, siamo solo la generazione che preferisce le bevande senza alcol.

Sober curious, la nostra nuova tendenza

Una vera e propria rivoluzione sociale, dove non serve più tenere in mano un calice di vino o un cocktail superalcolico per stare in compagnia.

Siamo sober curious, ossia ci interessano molto di più le bevande senza alcol: le consumiamo molto più volentieri rispetto a un cocktail o a un bicchiere di vino.

Le feste, o in generale qualsiasi situazione di ritrovo tra amici, vengono associate al consumo di alcol. Non per forza bere fino a non essere più coscienti, però essere sempre vicini alla postazione bar era uno “status”.

Ora però la Moretti viene sostituita dalla birra analcolica, il Mojito dalla Coca Cola o dalle tisane. Una scelta salutare e consapevole, tra i pilastri che sembrano sorreggere la nostra quotidianità.

Il consumo di alcol nel mondo

Il nuovo trend non modifica solo le situazioni di socialità ma anche l’economia.

Infatti, i drink senza alcol mantengono una crescita annua del 7,34%, come si legge nel report della società di ricerche di mercato Precence Research.

Il dato spinge le aziende a proporre sempre più novità non alcoliche: l’11% delle innovazioni lanciate sul mercato riguardano proprio le bevande senza alcol, poiché la domanda è in aumento, contro il solo 10% delle nuove proposte di superalcolici.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci fa sapere che in dieci anni, dal 2010 al 2020, il consumo di alcol è diminuito di mezzo litro pro capite. Una stangata per le distillerie.

Perché abbiamo scelto di divertirci senza alcol?

Contro ogni previsione, nei nostri 20 anni non siamo distesi su un divanetto di una discoteca dopo aver bevuto troppo.

Ci potete trovare in un bar a sorseggiare un Bubble Tea o una Coca ghiaccio e limone.

Una scelta che, anche se un po’ strana, dà priorità alla salute. Oggi abbiamo la possibilità di informarci su tutto ciò che ci interessa, e delle conseguenze dell’alcol ne sentiamo abbondantemente parlare.

Un consumo eccessivo o prolungato di alcol può comportare danni cerebrali, un indebolimento del sistema immunitario e lesioni a organi e tessuti.

Questa consapevolezza ci spinge a scansare il più possibile ciò che contiene alcol e a vivere, di conseguenza, in maniera più sana. Non eliminiamo del tutto le bevande alcoliche, ma ne facciamo un uso più moderato e pensato.

Anche sulla strada la tolleranza al tasso alcolemico si è abbassata drasticamente, e a nessuno di noi piace giocarsi la patente e la libertà che solo una macchina sa dare.

Il limite resta sempre 0,5 g/l ma le sanzioni sono molto più salate rispetto agli anni precedenti.

C’è più attenzione alla salute fisica e mentale rispetto alle generazioni passate, ed è per questo che la vera rivoluzione l’abbiamo iniziata noi.

Senza alcol ci si diverte
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Preferiamo optare per bevande senza alcol, il cui mercato è aumentato di più del 7%

Per noi, la salute viene prima di tutto

Siamo la generazione attenta ai bisogni altrui e alla salute mentale: promuoviamo il rivolgersi a psicoterapeuti che ci possano aiutare a superare le nostre difficoltà.

Anche la salute fisica ha sgomitato per conquistarsi uno dei primi posti tra le nostre priorità.

Su TikTok sono centinaia le creator che sponsorizzano pratiche come lo yoga, pilates o palestra. Tutto ciò che può avere a che fare col movimento del corpo e un conseguente stato di rilassamento fisico e mentale.

Una mentalità che si riflette anche nella nostra rete sociale, da qui un tipo di divertimento senza alcol.

L’hangover non ci piace più

La sera leoni, la mattina…

Il post sbornia non è mai stato piacevole, certo, ma noi lo viviamo in modo del tutto nuovo.

Abbiamo anche coniato un nuovo termine, l’hangxiety, ossia l’ansia che insorge la mattina dopo aver bevuto di essere stati ripresi o aver fatto cose di cui ci si può pentire.

Decisamente non una condizione ottimale per noi che siamo molto attenti alla salute mentale. Ed è in quel momento che pronunciamo la fatidica frase “Questa è l’ultima volta che bevo”.

Oltre ai sintomi fisici classici di una sbronza, mal di testa forte e nausea, c’è anche una sensazione che ci si cuce addosso: l’imbarazzo e l’effetto che ha sul nostro umore. Siamo maggiormente irritabili, scontrosi e ci sentiamo fuori posto.

Una condizione che può non ripetersi se evitiamo di consumare alcolici.

Un modello culturale differente

Sono in aumento i podcast dove vengono trasmesse le interviste di personaggi che hanno avuto gravi problemi con l’alcol, che spiegano che danni irreversibili possa causare, e sono tutti contenuti cui noi possiamo accedere in qualsiasi momento.

La narrazione è sempre di allerta in merito al consumo di alcolici e col passare del tempo è cambiato anche il nostro approccio alle bevande alcoliche.

Inoltre, pensiamo alle estetiche che vanno per la maggiore. Riusciamo a immaginarci una That Girl che beve fino a non ricordare il suo nome? O una Clean Girl che si sveglia in hangover?

Decisamente no. Siamo inseriti in contesti che promuovono sempre di più il benessere fisico, mentale, la pulizia. Consumare alcolici fino a stare male si distanzia molto dalla tranquillità in cui ci immergiamo.

Ci si può divertire anche senza bere

Stiamo semplicemente replicando ciò che vediamo nel quotidiano sui social, nella vita reale.

Uno storytelling basato sulla cura della persona, sulla salute e sulla consapevolezza dei rischi che ci circondano.

Sembra non trovi più il suo posto associare il consumo di alcol al divertimento tra amici. È più soddisfacente bere una tisana o ordinare bevande.

Il gesto resta lo stesso: sedersi insieme, raccontarsi la giornata. Cambia solo il contenuto del bicchiere.

Il divertimento non passa più dall’eccesso, ma dalla presenza. Vogliamo ricordarci le serate, le conversazioni fatte, le risate spontanee. Vogliamo tornare a casa lucidi, dormire bene e svegliarci il giorno dopo senza strascichi fisici o mentali. Per noi il vero lusso è sentirci bene anche il mattino dopo.

Non è una scelta moralista, né un rifiuto totale dell’alcol. È piuttosto un cambio di prospettiva: bere non è più una regola sociale, ma un’opzione. Nessuna pressione, nessuna spiegazione da dare se si sceglie una bevanda senza alcol. E questo, per molti di noi, è già una grande conquista.