Il nuovo adattamento cinematografico del grande capolavoro della letteratura Cime Tempestose è sulla bocca di tutti da tempo.
Scorrendo velocemente i social, ci si imbatte in un’ampia manifestazione di interesse per il libro, ma forse non quella che immaginiamo.
Utenti che si chiedono come rendere il libro più semplice, poiché lo ritengono lento e difficile da capire.
Oggi, quindi, i classici non sono più tanto intramontabili?
Indice
Cime Tempestose, we’re so back: perché è tornato virale
Un classico di quasi duecento anni fa è tornato in auge e sì, c’entra anche l’attore (e fidanzato immaginario di molte di noi) Jacob Elordi.
Il lungometraggio di Cime Tempestose, in uscita a San Valentino, ha riportato in auge la tormentata storia d’amore tra Heathcliff e Catherine Earnshaw
Un classico senza tempo che non se n’è mai andato, ma che è arrivato anche sui telefoni delle nostre generazioni grazie in parte alla regista del film, diventata nota con film come Saltburn, e anche per aver coinvolto due attori molto amati dalle nostre generazioni, ossia Margot Robbie e Jacob Elordi.
I temi trattati lo rendono ancora oggi attuale, come il racconto di una relazione tossica, quella che c’è tra i due protagonisti, o i temi razziali che emergono nel corso della storia.
Nonostante la difficoltà del libro, con qualche accorgimento adatto agli strumenti che possediamo oggi, anche noi possiamo goderci sia la storia d’amore di Catherine e Heathcliff, che gli insulti alquanto coloriti che il romanzo ci regala.
Per congedare qualcuno con stile.
Perché i classici come Cime Tempestose sembrano difficili da leggere oggi
Vedendo nel dettaglio i video su TikTok riguardanti Cime Tempestose, possiamo vedere come molti utenti si lamentino della difficoltà del libro poiché contenente troppe descrizioni e ritenuto, quindi, lento.
Cosa si legge tra le righe? Forse non sappiamo leggere i classici e, di conseguenza, apprezzarli o capirli totalmente.
Il fenomeno potrebbe essere dovuto ai social e all’ampio uso di internet: i contenuti che guardiamo quotidianamente sono spesso veloci e immediati, e hanno abbassato la soglia di attenzione.
Notiamo come gli utenti non critichino il contenuto del romanzo, bensì la struttura. Le innumerevoli descrizioni, i troppi nomi di personaggi da ricordare.
Ciò non significa che Cime Tempestose sia considerato un brutto libro dalle generazioni attuali, ma è indubbiamente molto diverso rispetto a ciò cui siamo abituati.
È normale vedere, per noi: foto, video, tutto è sotto i nostri occhi. Anche grazie all’Intelligenza Artificiale che crea immagini inedite sulle nostre idee. Insomma, di descrizioni, ormai, ne leggiamo poche, perciò la difficoltà nel seguire il filo logico non è del tutto strana.
Anzi, non dovrebbe essere un bene che l’opera venga adattata al lettore, visto tutto l’interesse che emerge dai social?
La lentezza dei classici: perché ci disorienta
Non siamo noi a non essere in grado di leggere un classico senza tempo. È che sono cambiate le modalità di fruizione dei contenuti.
Siamo costantemente di fretta: nella vita, sui social o al lavoro. Il nostro modo di vivere è frenetico e raramente (purtroppo) ci prendiamo del tempo per elaborare ciò che ci circonda e godercelo.
Sicuramente non abbiamo scelto noi di vivere così, è una conseguenza delle aspettative che la società ha verso le persone.
Comunque, un libro pieno di descrizioni e digressioni è decisamente lontano da questo modo di vivere. Tutto scorre lento ed è minuziosamente spiegato e rappresentato.
Non è sbagliata la scrittura del libro, ma nemmeno la nostra difficoltà nell’affrontarlo. Sono due mondi che, per quanto combacianti dal punto di vista delle tematiche, sono altrettanto opposti.
Ecco che, allora, abbiamo mostrato interesse in Cime Tempestose ma adattandolo agli strumenti di cui possiamo disporre oggi, come audiolibri o spiegazioni online.

Quindi, che cosa ci insegnano i classici come Cime Tempestose?
La complessità dei romanzi di un tempo non è casuale: i personaggi non sono mai statici ma pullulano di caratteristiche umane, positive e non.
Il risultato è un classico che promuove l’empatia con i protagonisti, la complessità umana e la profondità della trama.
I personaggi non sono mai totalmente buoni o cattivi ma anzi, l’intricatezza del libro nasce spesso dalle scelte discutibili dei personaggi. La morale, i valori e l’etica non sono mai totalmente chiare.
E il bello sta proprio lì: siamo umani e come tali sbagliamo, prendiamo decisioni rischiose o feriamo (involontariamente) chi ci sta attorno.
Nei classici, sono le dinamiche che li rendono tanto speciali quanto intramontabili. Il lettore si riconosce in Catherine o in Heathcliff poiché non sono perfetti, ed è la condizione necessaria affinché si empatizzi con i personaggi.
E noi la particolarità di Cime Tempestose l’abbiamo vista. Solo, non sappiamo come interiorizzarla bene, se non utilizzando l’audiolibro, o saltando le descrizioni.
Ma non è l’aspetto più importante di un’opera, arrivare sempre al cuore dei lettori? È davvero così sconvolgente l’utilizzo dell’audiolibro per accompagnarci nella lettura poiché troppo complessa?
Non è che non sappiamo leggere, è il modo in cui impariamo a farlo che cambia
Gli insulti tra generazioni vanno a nozze quando qualche equilibrio precedentemente raggiunto viene scombussolato.
Il modo in cui siamo cresciuti e come ci viene insegnato quotidianamente a rapportarci con il mondo hanno fatto sì che imparassimo in maniera differente alcune attività.
L’approccio cambia e, volendo mettere i puntini sulle “i”, l’età non è un’unità di misura valida, in questo caso: se un ventenne e un cinquantenne non hanno mai letto molti classici, potrebbero riscontrare simili difficoltà.
Non siamo stupidi, i classici li capiamo, abbiamo solo un altro modo per affrontarli.
Ma ciò non influisce sul messaggio del romanzo: arriva forte e chiaro ma spoglio di tutti i ricami che lo rendono opprimente. Lo sguardo oggettivo con cui viene affrontato Cime Tempestose fa sì che non veniamo trasportati da tutto il suo contorno, poiché già abbastanza estraneo a noi.
Oggi, per esempio, frasi brutali come “È denigrante per me stare con te ora”, assumono una connotazione non troppo negativa ma, anzi, forse ironica.
Benché nel libro Catherine si riferisca alla condizione sociale di Heathcliff, oggi suonerebbe una frase da “diva”, che sa rimettere al proprio posto chi tenta di denigrarla.
Restiamo focalizzati sull’importanza dei classici senza tempo: far arrivare il loro messaggio forte e chiaro. Che avvenga semplificando qualche frase o servendosi di audiolibri o community online, se ciò non influisce sul significato del libro, allora ben venga.
Una cosa è sicura: non penso salteremo gli insulti durante la lettura di Cime Tempestose. Ci servono nuovi spunti.