Dopo i consigli di maggio, quelli di giugno, e i primi di luglio, altri quattro libri che ci hanno colpito, emozionato, divertito, fatto piangere, ridere o riflettere. Quattro consigli, quattro pillole di lettura e… libertà
Una pillola di lettura per… sorridere amaramente sul lato peggiore di ognuno di noi
I convitati di pietra di Michele Mari (Einaudi, vincitore del Premio Strega 2026)
Il libro vincitore del premio Strega è un racconto intriso di humour noir che mette in risalto la parte peggiore di ognuno di noi. Una riffa organizzata alla prima cena post maturità di un gruppi di liceali del Berchet di Milano (lo stesso dove ha studiato lo scrittore): il patto di vedersi ogni anno, per una cena, e contestualmente versare una somma che andrà ad alimentare un montepremi finale destinato ai tre sopravvissuti della classe. Una trovata goliardica che finisce inevitabilmente per tirare fuori il peggio di ognuno dei “convitati”, tra macumbe, tentati omicidi, pensieri di morte e nefasti patti di sangue. E che riflette sul valore del tempo a nostra disposizione. Il tutto condito da una scrittura intrisa di umorismo nero e cinismo all’ennesima potenza, che aggancia fino all’ultima pagina.

Una pillola di lettura per… chi spesso fissa il soffitto alle tre di notte
Pensa meno, dormi meglio, di Stephanie Romiszewski (Vallardi)
Alzi la mano chi non si è mai svegliata, all’improvviso, nel cuore della notte e ha pensato: adesso non riuscirò più a dormire, domani sarò un disastro. Ecco, è esattamente lì che inizia il problema: non nel risveglio, ma nel pensiero che lo segue. Stephanie Romiszewski, fisiologa britannica tra le massime esperte di disturbi del sonno, arriva a dirci una cosa che suona quasi rivoluzionaria: l’ossessione del sonno perfetto è spesso la vera causa del problema. Benvenute nell’era dell’ansia da sonno, in cui una delle cose più naturali del mondo (dormire) è diventata un test da superare, un parametro da ottimizzare, una gara che rischiamo di perdere ogni notte, soprattutto con le temperature di questa torrida estate.
“Pensa meno, dormi meglio” smonta miti consolidati (la routine serale conta meno di quella mattutina, le notti storte non rovinano la salute, il corpo sa dormire se smettiamo di intralciarlo) e propone una routine concreta per uscire dalla trappola del controllo. Il riposo – ci dice Stephanie Romiszewski – non è una conquista. È una resa. E imparare ad arrendersi, per una volta, è la cosa più intelligente che possiamo fare.
Una pillola di lettura per… vivere una storia unica di amore e libertà
Figlia del temporale, di Valentina D’Urbano (Mondadori)
Un libro uscito nel 2024 fa che resta tra i più belli letti negli ultimi anni. La scrittrice, nel raccontare la storia di Hira, tredicenne rimasta orfana nel 1974 che da Tirana raggiunge la famiglia degli zii nei monti a nord del paese e che per fuggire ad un matrimonio combinato sceglie l’unica via di fuga ammessa dalla legge della montagna, il Kanun, rinunciare alla propria femminilità e diventare una burrnesh, una vergine giurata, vestendosi e atteggiandosi da uomo, racconta uno spaccato di storia importante di quel Paese. Donne che per non perdere la propria libertà venivano costrette a ripudiare la propria femminilità. Ma che in alcuni casi, come per Hira, non smettevano di credere nella propria forza. E nell’amore.

Una pillola di lettura per… chi ha un rapporto complesso (e unico) con la proprio mamma
Madri con i tatuaggi, di Alessandra D’Alessio (Gambini Editore)
C’erano una volta una madre, accudente e silenziosa, e una figlia che cresceva allontanandosi da lei per diventare sé stessa. Un copione antico, rassicurante nella sua semplicità. Poi qualcosa è cambiato. Le madri di oggi lavorano, desiderano, costruiscono identità proprie. Portano “tatuaggi” sulla pelle – segni della loro storia, dei loro desideri – esattamente come le figlie. E quando madre e figlia si somigliano così tanto, quando il confine tra le due sfuma fino a sembrare un’amicizia tra pari, quel necessario processo di separazione non sparisce: si complica.
Alessandra D’Alessio, psicoterapeuta ad orientamento Lacaniano, affronta con preziosa lucidità una delle relazioni più intense e complesse della nostra esperienza di vita: non il conflitto classico tra generazioni opposte, ma la difficoltà nuova e faticosa di distinguersi da chi ci somiglia. Separarsi, oggi, non significa più allontanarsi da ciò che è diverso. Significa distinguersi da ciò che è uguale, senza spezzare il legame. Settantacinque pagine dense, capaci di cambiare il modo in cui guardiamo nostra madre. E noi stesse.
