Emma Bovary. Lo scandalo e i sogni proibiti di una donna

Non è solo la protagonista di uno dei romanzi più belli della letteratura francese, Emma Bovary è il simbolo del coraggio di chi è disposto a rischiare tutto per affermare il suo essere donna

Emma Bovary è un personaggio di finzione, eppure è incredibile quanto questa donna, anche se mai esistita, abbia sconvolto le vite di tutti. Abbia offeso il pudore e i valori dei ben pensanti, creando uno squarcio indiscutibilmente fastidioso in quella banale e tranquilla vita di provincia che, anche se descritta minuziosamente in un romanzo, è più vera che mai.

Perché vera è la storia di Madame Bovary che in qualche modo rappresenta perfettamente la frustrazione delle donne di un tempo, e quel desiderio di libertà che nessuno osava pronunciare ad alta voce. Ma lei lo ha fatto, almeno nella mente di Gustave Flaubert, diventando l’oggetto dello scandalo, l’oltraggio alla morale, la paladina dei sogni proibiti di ogni donna che fino a quel momento erano stati messi a tacere.

Madame Bovary

Madame Bovary. Mœurs de province, è questo il titolo di uno dei più grandi capolavori della storia della letteratura, del romanzo più importante di Gustave Flaubert, lo stesso che è costato allo scrittore francese una denuncia per offesa alla morale.

La storia la conosciamo tutti, è quella della moglie di un medico di provincia che ha sogni troppo grandi per le donne del tempo. Che desidera infrangere le regole che gli sono state imposte dagli altri per creare di nuove, che siano sue e di nessun altro. Così lo fa, Emma Bovary, intrattenendo relazioni extraconiugali, imponendosi tra le pareti domestiche a quel marito che cerca di assecondare i suoi desideri, pur non comprendendoli mai fino in fondo.

La sua è la storia di uno scandalo esploso sin dalla pubblicazione del romanzo a puntate pubblicato su La Revue de Paris di cui è protagonista. Il padre del realismo della letteratura francese si ritrova così ad affrontare le accuse di oscenità seguite poi da un processo, iniziato nel 1857, che trasforma il libro nell’oggetto dell’immoralità.

Dopo l’assoluzione, avvenuta il 7 febbraio dello stesso anno, il romanzo diventa un libro di incommensurato successo che esaurisce le copie alla prima pubblicazione.

La storia è ispirata al giovane medico Eugène Delamare e a sua moglie Delphine. Non un racconto d’amore dal lieto fine, come chiunque si aspettava, e neanche uno di quelli dov’è l’uomo a predominare, a decidere, a scegliere. Delphine è giovane e bellissima, ma è anche estremamente insofferente alla mentalità di provincia. Né i gioielli, né tantomeno la vita agiata che gli offre suo marito placano il suo desiderio di libertà. Una libertà che la donna troverà solo nel suicidio.

Una donna e i suoi sogni proibiti

Perché oggi parliamo della protagonista di un romanzo è presto detto. Perché Emma Bovary è il simbolo di una ribellione che è appartenuta alla nostra storia e che ancora oggi fa i conti con il retaggio culturale patriarcale e maschilista.

Emma mette a nudo i suoi sogni e i desideri, li asseconda senza fiato pur cadendo nel giudizio dell’immoralità degli altri e a volte anche del suo stesso creatore. Ma lo fa perché quella è l’unica strada che conosce per non accontentarsi, per non adeguarsi a quegli ideali che appartengono alla società e che vedono le donne circoscritte ai doveri quotidiani di un ruolo già prestabilito.

Ma lei quel ruolo se lo strappa da dosso, andando a scontrarsi con una cinica realtà, quella fatta di benpensanti che non riconoscono il desiderio di libertà e i diritti dei sentimenti, ma sono accecati dalla frivolezza, dallo scandalo e da tutto ciò che è considerato immorale.

Parliamo di Emma Bovary ancora oggi, non solo perché questo personaggio ha rappresentato lo squarcio nella parete che ha imprigionato le donne per secoli, ma anche per il coraggio che ha avuto di inseguire i suoi sogni, seppur incompresi e folli, seppur nessuno gli potesse garantire un lieto fine. Ha rischiato tutto, anche la vita, per non accontentarsi, per non omologarsi, affermando il suo essere femmina, ma soprattutto il suo essere donna, facendo sua la forza di rompere le regole.