Che differenza c’è tra farina e semola

Conoscete la differenza tra la farina e la semola? Ecco spiegate le diversità presenti tra questi due prodotti e il loro utilizzo ideale in piatti e ricette

Qual è la differenza tra la farina e la semola? Spesso quando si utilizzano questi due termini si fa confusione, sebbene essi indichino due importanti materie prime della cucina assai differenti tra loro. In tempi in cui l’attenzione verso le allergie e una corretta alimentazione si è fatta sempre più approfondita, questa mancanza di chiarezza appare quasi sorprendente. Il principale motivo di distinzione tra le due farine risiede innanzitutto dal prodotto di partenza: grano tenero nel caso di quella bianca, duro per quella di semola.

La farina bianca che si trova normalmente nei supermercati presenta diverse sigle numeriche che vanno dallo 00 al 2, senza dimenticare quella integrale. Esse indicano il grado di raffinazione con il quale è stato macinato il grano tenero e sono sempre più basse man mano che si va verso una maggiore lavorazione del frumento. Gli studi hanno dimostrato che le farine più raffinate sono anche le più nocive per l’organismo umano, a causa della scarsa presenza di amminoacidi, vitamine e sali minerali. Meglio evitare dunque l’utilizzo della 00 o della 0, anche se esse sono le più economiche e diffuse nei banconi dei supermercati.

A differenza della farina bianca quella di semola ha una colorazione diversa, molto più gialla, a causa della presenza di carotenoidi come la lutenina e il beta-carotene. Rispetto a quella classica la semola ha inoltre una consistenza più granulosa e grossolana, che deriva da una raffinazione minore del grano duro. Questo elemento la rende un prodotto più adatto ad essere inserito nelle diete, in particolare quelle seguite da tutti coloro che soffrono di allergie al glutine. Il macinato di semola inoltre presenta un indice glicemico più basso rispetto a quello di grano tenero, ha un maggiore contenuto di fibre e risulta più facilmente digeribile.

Le differenze tra la farina bianca e quella di semola si riflettono anche sul loro utilizzo in cucina. La prima viene abitualmente usata nella preparazione di dolci, pani e prodotti che richiedono una lunga lievitazione, grazie al suo contenuto di glutine elevato. La seconda invece è perfetta per la realizzazione della pasta, in quanto ben compatta e in grado di conservare al meglio i sapori e i gusti di sughi e condimenti. Rimacinando la semola è possibile ottenere una farina più chiara e adatta anche a prodotti lievitati, come pizze o focacce. Una delle specialità più tipiche del Maghreb, il matlou, è un pane lievitato proprio a base di semola.

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