Stirare con il calore residuo, il trucco per risparmiare

C'è un trucco per risparmiare con il ferro da stiro, ed è quello di sfruttare il calore residuo: ecco come usarlo al meglio e cosa sapere

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Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

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A volte basta un piccolo trucchetto per rendere più leggera una faccenda domestica, e lo sa bene chi stira spesso: il ferro rimane caldo anche dopo averlo spento, e quel calore, ovvero il “calore residuo”, ci torna sicuramente utile. Prima che la piastra si raffreddi del tutto, possiamo approfittarne per sistemare gli ultimi capi, quelli più leggeri, senza consumare altra energia. Nonostante sia solo una piccola abitudine, in realtà ha diversi vantaggi: per esempio, oltre a risparmiare, ci dà l’occasione di trattare determinati tessuti con maggiore delicatezza. Vediamo quindi come stirare con il calore residuo.

Perché il calore residuo ci aiuta a stirare i vestiti

Una volta che abbiamo spento il nostro ferro da stiro, la piastra conserva una temperatura perfetta per completare la stiratura di alcuni capi di abbigliamento (non tutti, come vedremo in seguito). Nel giro di pochi minuti, la piastra non sarà più rovente, ma resta sufficientemente calda, così da usarla per distendere alcuni dei nostri abiti preferiti o dei tessuti in cotone fine. Quindi il calore si attenua e diventa più gestibile, distende le fibre e non le rovina in alcun modo.

Perché non dovremmo dimenticarci di questo piccolo trucchetto? Semplice: non ci costa letteralmente niente. Anzi, ci fa solo guadagnare, considerando che se siamo allenate a stirare (o meno) potremo anche sfruttare il calore residuo della piastra per occuparci di alcuni ultimi capi “al volo”. E con un occhio di riguardo verso la bolletta e il pianeta.

Come stirare sfruttando il trucco del calore residuo per risparmiare

Il momento giusto per sfruttarlo? Quando ci restano pochi capi da sistemare, e magari siamo anche di fretta per sbrigare altre faccende. Spegniamo il ferro e lasciamo che la temperatura si stabilizzi per qualche secondo: sarà ancora abbastanza calda per completare la stiratura. A questo punto ci conviene procedere con i tessuti più leggeri – per esempio t-shirt, gonne, camicette – che si distendono facilmente anche senza vapore. In estate questo trucco è un vero must da non perdere.

Dobbiamo solo poggiare il ferro e continuare a stirare, così le pieghe spariscono quasi da sole. Inizialmente, soprattutto se siamo abituate a seguire un ordine in fase di stiratura, potrebbe sembrarci strano, ma in realtà basta molto poco per abituarci. Non serve grande impegno, solo un po’ di organizzazione: lasciamo per ultimi i capi adatti e approfittiamo del calore che resta sulla piastra.

Quando (e su quali capi) usare il calore residuo per stirare

Ci sono tessuti che si prestano meglio a questo metodo. Tutto ciò che è leggero, morbido o sensibile al calore elevato ne trae beneficio: viscosa, lino sottile, cotone leggero, ma anche fibre miste che tendono a lucidarsi con temperature troppo alte. È utile anche per i ritocchi finali, per esempio sui colletti, sulle maniche o su tutte quelle pieghe (odiose) che sono rimaste dopo la prima passata.

Meglio evitare invece i tessuti spessi come jeans, felpe o cotoni pesanti: richiedono più calore e non si distendono con la stessa facilità. Ma per il resto sono sufficienti pochi minuti di calore residuo per portare a termine la stiratura e risparmiare.