Maglioni sformati, dall’aceto bianco al vapore: i trucchi per recuperarli

Se il nostro maglione preferito si è sformato, possiamo provare qualche trucco, i classici rimedi della nonna: vediamo come

Foto di Serena De Filippi

Serena De Filippi

Lifestyle Editor

Lifestyle e Content Editor che scrive da tutta la vita: storie, racconti, libri, articoli, con una passione per i trend del momento.

Pubblicato:

Suggeriamo dei trucchi per un problema che molte di noi conoscono bene: quante volte abbiamo preso dall’armadio il nostro maglione preferito, quello morbido che ci fa sentire coccolate, solo per scoprire che ha perso completamente la sua forma? Magari i polsini sono diventati più grandi o il fondo si è allargato in modo strano. Ed è così che il nostro capo chic si è trasformato in qualcosa di informe. Come far tornare un maglione sformato alla sua bellezza originale? Ci sono dei trucchi che funzionano? Vediamo quali sono i consigli pratici, i rimedi della nonna e i metodi per prevenire questi pasticci per far durare i nostri capi in lana il più a lungo possibile.

Come usare correttamente il vapore

Spesso pensiamo che una volta sformato, il maglione sia destinato a diventare un capo da indossare solo in casa nelle giornate più fredde, o da nascondere sotto il cappotto. In realtà, una delle prime soluzioni da provare è proprio l’uso del vapore. Se abbiamo un ferro da stiro con una buona funzione vapore, abbiamo già tutto quello che ci serve. Ma attenzione: non dobbiamo mai appoggiare la piastra calda direttamente sulla maglia. Stirare la lana in modo tradizionale è un errore che appiattirebbe la superficie, togliendo al filato la sua morbidezza tipica.

Dobbiamo semplicemente lasciare che il vapore si diffonda sulla fibra a qualche centimetro di distanza, in modo tale che le fibre si distendano e diventino quasi modellabili. Quando il vapore agisce, possiamo accompagnare il tessuto con le mani, accarezzandolo con delicatezza per lisciare le irregolarità e riposizionare le maglie.

Dobbiamo naturalmente avere pazienza, anche perché richiede tempo: è un metodo a cui possiamo ricorrere quando il maglione non è eccessivamente rovinato, ma ha solo bisogno di ritrovare quella compattezza che ha perso stando appeso o dopo un lavaggio non proprio perfetto.

Quando usare l’aceto bianco

La cura dei maglioni inizia dal lavaggio, ma a volte è proprio durante questa fase che avvengono i danni maggiori. Se vogliamo prevenire il restringimento o, al contrario, mantenere l’elasticità originale, dobbiamo prestare attenzione alla temperatura dell’acqua. Non dovremmo mai superare i trenta gradi: l’acqua fredda o tiepida è l’unica amica della lana. Durante l’ultimo risciacquo, possiamo aggiungere all’acqua un cucchiaio di aceto bianco.

Perché farlo? Semplice: l’aceto aiuta a preservare la lucentezza dei colori e al contempo agisce sulle fibre rendendole più elastiche e resistenti alle deformazioni. Un rimedio tradizionale “blando” è il sale, ma non ha reali effetti sul maglione, se non sui colori: li rende un po’ più brillanti.

Il trucco dello spruzzino per i polsini allargati

Quando il problema riguarda solo alcune parti specifiche del nostro maglione come i polsini, le tasche o il girocollo che cedono, abbiamo a nostra disposizione un altro piccolo trucco, ed è quello dello spruzzino. In questi casi non serve lavare tutto il maglione, ma possiamo intervenire in modo mirato. Ci occorre uno spruzzino riempito di acqua tiepida. Spruzziamo abbondantemente sulle zone che si sono deformate finché non risultano completamente bagnate, quasi inzuppate.

Possiamo procedere stendendo la parte bagnata su un asciugamano di spugna asciutto, per poi modellarla con le mani per cercare di ricreare la forma che dovrebbe avere originariamente. Per fissare il risultato, usiamo un asciugacapelli regolato su una temperatura bassa: proprio come durante il trucco del vapore, dobbiamo continuare a dare la forma desiderata con le dita.

E se il danno è troppo evidente? Nei casi estremi possiamo usare ago e filo: applichiamo dei punti molto stretti e invisibili, usando un filo dello stesso identico colore, facendo attenzione a mantenere dritte le linee della maglia.

Come conservare e lavare i maglioni per non rovinarli

Prevenire è sempre meglio che cercare rimedi dell’ultimo minuto. La regola d’oro è una sola: i maglioni non vanno mai appesi. Metterli sulle grucce è il modo più veloce per far allargare le spalle e creare quelle antiestetiche protuberanze difficili da eliminare. I maglioni vanno piegati con cura e conservati nei cassetti o sui ripiani dell’armadio. Se proprio non possiamo fare a meno di appenderli, usiamo grucce spesse e imbottite, oppure pieghiamoli a metà e appoggiamoli sulla barra inferiore della gruccia. Un trucco utile è quello di inserire un rotolo di cartone sulla barra per evitare che rimangano segni o pieghe spiacevoli sul tessuto.

Per quanto riguarda il lavaggio, invece della lavatrice preferiamo quello a mano. Usiamo acqua fredda, poco detersivo delicato e detersivi specifici per lana o capi delicati. Quando risciacquiamo, facciamolo con cura per eliminare ogni traccia di schiuma. Un passaggio fondamentale riguarda l’asciugatura: evitiamo assolutamente di torcere o strizzare il maglione per togliere l’acqua. Meglio premerlo tra le mani o avvolgerlo in un asciugamano per assorbire l’umidità in eccesso. Per farlo asciugare, evitiamo il sole diretto e preferiamo sempre la posizione orizzontale. Se decidiamo di appenderlo per l’asciugatura, facciamolo solo piegandolo a metà sulla barra della gruccia, per evitare che il peso dell’acqua tiri le fibre verso il basso.

Trucco bonus: cosa fare in caso di pilling?

Un maglione può anche ritrovare la sua forma originale, ma se la superficie è piena di pallini sembrerà comunque trascurato e vecchio. Il pilling è un fenomeno del tutto naturale, dovuto allo sfregamento delle fibre, ma non per questo dobbiamo rassegnarci. Per ridare compattezza alla maglia abbiamo diverse soluzioni, a partire dai levapelucchi elettrici. Sono strumenti molto pratici da passare sulla lana con movimenti circolari, avendo cura di tenere il tessuto ben teso su un piano per evitare piccoli tagli accidentali.

Se preferiamo metodi più tradizionali, possiamo usare la pietra pomice: in virtù della sua struttura porosa, solleva i pallini in modo delicato ed è perfetta per i capi pregiati come il cashmere. Passiamola con leggerezza, senza premere troppo, e vedremo subito la differenza. Per i tessuti più “pelosi” o il pile, può bastare anche uno spazzolino da denti a setole morbide, da passare sempre nella stessa direzione. Abbiamo delle strisce di velcro in casa? Anche il lato ruvido è un ottimo alleato per “spazzolare” via le impurità. In casi estremi possiamo usare perfino una carta vetrata a grana finissima o un rasoio usa e getta, ma con estrema cautela.