Pensiline in condominio, quali permessi occorrono e chi paga

Per realizzare le pensiline in un condominio è necessario fare il punto della situazione: ecco cosa controllare

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Serena De Filippi

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Quando si vive in un condominio, anche un intervento apparentemente piccolo come l’installazione di una pensilina può aprire più domande di quante ce ne aspettassimo. A cosa serve davvero questa struttura? Possiamo installarla liberamente sul nostro balcone o sopra la porta d’ingresso? Serve il via libera dell’assemblea? E soprattutto: chi paga? Sono interrogativi tutt’altro che banali, perché la pensilina tocca alcuni aspetti della vita condominiale, ovvero il decoro architettonico dell’edificio e la ripartizione delle spese.

A cosa servono le pensiline in condominio

La pensilina, in sostanza, è quella struttura sporgente che troviamo sopra una porta, una finestra, l’ingresso di un palazzo, ed è decisamente utile per ripararci quando piove o quando il sole picchia troppo forte. I materiali? Cambiano molto: metallo, legno, vetro, perfino le tegole nei casi più tradizionali.

Non confondiamola con la tettoia, però, perché sembrano simili ma non lo sono. Per il resto, serve in numerose occasioni: è presente all’ingresso principale del palazzo, ma ci sono anche le pensiline private, che il singolo condomino decide di installare sulla finestra della cucina, sopra il proprio balcone.

Quali permessi occorrono per richiedere le pensiline in condominio

Bisogna ragionare su due livelli diversi: il permesso edilizio vero e proprio (quello che riguarda il Comune) e il via libera del condominio.

La prima cosa da sapere è che le pensiline godono di un trattamento più snello rispetto alle tettoie. Per installarle, di solito (ma cambia di caso in caso), è sufficiente presentare una SCIA o una CILA, ovvero le procedure semplificate che non richiedono il permesso di costruire vero e proprio. Detto questo, il regolamento comunale deve comunque essere rispettato, perché ogni Comune può prevedere requisiti propri a seconda delle dimensioni o del tipo di intervento. Meglio informarsi prima, allo sportello dell’ufficio tecnico.

Il discorso cambia quando tocchiamo il tasto “condominio”. Se si tratta di una pensilina di uso comune (per esempio quella all’ingresso del palazzo), l’installazione va deliberata dall’assemblea, che valuterà anche se la struttura rispetta l’estetica dell’edificio. Se invece è il singolo condomino a volerla, anche dentro la propria proprietà privata, l’articolo 1122 del Codice Civile impone comunque di informare in anticipo l’amministratore, che porterà la questione in assemblea.

E poi c’è il caso più delicato, ovvero la pensilina che il singolo condomino vuole installare su una parte comune (la facciata del palazzo, per esempio). Qui interviene l’articolo 1102 del Codice Civile, che permette al condomino di usare il bene comune per un proprio vantaggio, però a precise condizioni: non deve cambiarne la destinazione e non deve impedire agli altri di farne pari uso.

Un’ultima cosa: la pensilina deve essere compatibile con il decoro architettonico dell’edificio. La Cassazione (sentenza 16098/2003) ha chiarito che la violazione si ha quando l’installazione altera in modo apprezzabile le linee e lo stile del palazzo, con conseguente perdita di valore dell’immobile.

Chi paga le pensiline in condominio

Anche qui la risposta dipende da chi usa la pensilina e a quale scopo. Se la pensilina è installata su una parte comune e serve l’interesse di tutti, ricade tra le parti comuni dell’edificio, quindi le spese di realizzazione e di manutenzione vanno divise fra tutti i condomini, seguendo le regole del regolamento condominiale o, in mancanza, dell’articolo 1123 c.c. (cioè in proporzione ai millesimi di proprietà).

Se invece la pensilina è privata, anche quando installata su parte comune, le spese sono interamente a carico del condomino che la richiede. È il prezzo della libertà, ma anche la garanzia che gli altri non si trovino a pagare per qualcosa che non hanno voluto.