Il mondo delle piante e dei fiori ci affascina da sempre, anche se non tutti abbiamo il cosiddetto pollice verde. Ma ammettiamolo, avere un piccolo angolo di foresta in casa o in giardino, resta il modo migliore per ossigenare il corpo e rilassare la mente.
Se però non siamo esperti botanici, la cura dei nostri arbusti potrebbe essere più complicata e con risultati tutt’altro che positivi. Le piante infatti sono creature vive, con esigenze specifiche a seconda della specie e non rispettarle causa una serie di problemi.
Le foglie ingialliscono, si seccano, o peggio, le radici marciscono e i nostri esemplari smettono di essere in salute. Un dettaglio che spesso trascuriamo è poi il tipo di acqua che adoperiamo per le irrigazioni, che potrebbe non essere adatta per questo scopo.
Di fatti, c’è acqua e acqua e se vogliamo che le nostre piante diano il meglio, dovremo anche sapere con cosa innaffiarle. Cosa scegliere, quindi, tra demineralizzata, addolcita, decantata o semplice acqua piovana?
Indice
Quale acqua scegliere per bagnare le piante
C’è un aspetto fondamentale da ricordare quando bagniamo le piante: le acque non sono tutte uguali. La discriminante maggiore è la quantità e la qualità di minerali disciolti nel liquido, ma anche il pH è un altro fattore importante nelle questioni di giardinaggio.
Se, ad esempio, dobbiamo innaffiare azalee o gardenie, o altre specie acidofile, il pH dell’acqua non potrà essere alcalino. Ma soprattutto, il liquido dovrà essere povero di calcio e magnesio, che tendono a limitare l’assorbimento del ferro da parte di queste piante.
Il rischio di clorosi ferrica, in questi casi, è elevatissimo, con un primo campanello d’allarme estetico: le foglie si ingialliscono. Al contrario, arbusti basofili, come oleandro e lavanda, hanno bisogno di essere nutriti con il calcio, o rischiano una crescita irregolare.
Le piante calcicole irrigate con acqua acida non riusciranno inoltre ad assorbire nutrienti essenziali dal terreno, come fosforo e potassio. Il che porterebbe a sofferenza di queste specie, con maggiore esposizione a malattie, foglie arricciate e fusto indebolito.
Per questo è importante conoscere le opzioni che abbiamo a disposizione, ma soprattutto quali caratteristiche hanno. In casa c’è spesso ampia scelta tra le varie acque, sta quindi a noi sapere cosa versare negli annaffiatoi e quali arbusti bagnare.
Aqua aquae: quali sono le migliori soluzioni per irrigare

Ci stupirà, forse, sapere che le opzioni di cui parlavamo nel paragrafo precedente non sono solo due o tre, anzi. Se pensavamo che acqua di rubinetto e demineralizzata fossero il duopolio delle acque per irrigare, la lista che segue potrà farci cambiare idea.
Acqua demineralizzata o distillata
Si tratta di un’acqua sottoposta a processi chimici o fisici che l’hanno privata della quasi totalità dei minerali. Ha come vantaggio quello di non rilasciare calcare su terra e foglie e, avendo un pH basso, è ottima per le piante carnivore o le acidofile, che mal tollerano i sali.
Ma ha un lato negativo, se adoperata in via esclusiva, data la scarsità di nutrienti, va addizionata a cadenza regolare con fertilizzanti. In più, non è adatta per le piante calcicole, le quali hanno invece bisogno di liquidi con un contenuto elevato di minerali.
Acqua di rubinetto
Si tende a demonizzarla spesso, visto il suo elevato livello di minerali, però con alcune varietà di piante è ottima. Le calcicole, o basofile, che non sopportano l’acqua demineralizzata, vanno a nozze con quella di rubinetto, anche se ha elevata durezza.
Il calcio e in magnesio sono linfa vitale per le piante mediterranee, come anche per alberi come betulle e biancospini. Non solo, anche le succulente preferiscono questo tipo di acqua, sebbene il consiglio sia di lasciarla decantare per 24 ore per eliminare il cloro.
Acqua decantata
È una sorta di evoluzione dell’acqua di rubinetto, derivata da un semplice procedimento di decantazione all’aperto. Le acque degli acquedotti hanno infatti un’addizione di cloro per mantenerle più al sicuro dagli attacchi batterici, ma questo minerale non piace alle piante.
Se vogliamo eliminare i depositi, ci basterà versare l’acqua in catini aperti e lasciarla per 24 o 48 ore. L’evaporazione naturale eliminerà il cloro e renderà il liquido adatto per le irrigazioni delle nostre basofile.
Acqua addolcita
Non ha calcare, sicché la si considera un’acqua ottimale per caricare gli irrigatori automatici, in quanto non danneggia né occlude le tubature. Si tratta di un liquido trattato con un addolcitore a base di resine, che scambia gli ioni di calcio e magnesio con il sodio.
E questo è un enorme problema, in quanto l’eccesso di questo elemento può alterare la struttura del terreno e impedire agli apparati radicali delle piante di assorbire i nutrienti. Per cui, occhio, perché il dibattito su questa soluzione è aperto e controverso.
Acqua piovana
Se abbiamo un giardino o un balcone esposto, l’acqua piovana è il vero alleato della salute delle nostre piante. Ha un pH tra l’acido e il neutro, un alto contenuto di azoto, è satura di ossigeno, ma è invece povera di cloro e sali, rendendosi ideale per quasi tutte le specie.
La si considera un vero e proprio oro liquido per il giardinaggio e sempre più persone la raccolgono in depositi per adoperarla quando i temporali sono ormai lontani. Il punto dolente è che risente parecchio dell’inquinamento atmosferico, raccogliendo detriti e polveri sottili.
Un buon sistema di filtraggio, se la conserviamo in cisterne, più la decantazione di un paio di giorni, renderà l’acqua più salubre. In commercio possiamo trovare sistemi di filtraggio e bonifica che ridurranno anche il rischio di proliferazioni batteriche.
Le altre acque utili
L’acqua di cottura delle verdure, se non abbiamo aggiunto sale, è ottima per bagnare le piante. Di fatti, il processo di bollitura favorisce l’arricchimento del liquido con le sostanze rilasciate dai vegetali, quali potassio, magnesio, calcio e fosforo, alleati del giardinaggio.
Ma non va considerata come acqua per irrigazioni giornaliere, quanto piuttosto un gentile omaggio mensile o quindicinale per dare al terreno più nutrimento. Da ricordare che deve essere a temperatura ambiente prima di versarla e, come accennato, priva di sale e condimenti.
C’è poi anche l’acqua degli acquari di cui vale la pena discutere, in quanto è considerata un fertilizzante organico completo. Di fatti, è ricca di nitrati, ma ha anche tracce di fosforo e potassio, in più fornisce batteri e microrganismi che possono migliorare la salute del suolo.
In questo caso, memorizziamo che l’acqua giusta è quella dolce, quindi non quella di acquari marini. Va inoltre ricordato che deve essere priva di trattamenti chimici, quindi evitiamola se abbiamo somministrato farmaci ai pesci e deve sempre essere a temperatura ambiente.
Le specie vegetali più inclini a queste irrigazioni nutrienti sono quelle da orto, ma anche le piante verdi da interno. E come per l’acqua di cottura delle verdure, questa soluzione va considerata una tantum, alternandola con acque meno cariche di elementi.