Il villaggio olimpico di Cortina 2026, gli spazi dove dormono gli atleti e le atlete

Il Villaggio olimpico di Milano ha aperto ufficialmente le porte ad atleti e delegazioni da ogni parte del mondo

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Claudia D'Alessandro

Giornalista, esperta di Spettacolo e Content Editor

Giornalista e content creator, si nutre da sempre di cultura e spettacolo. Scrive, legge e fugge al mare, quando ha bisogno di riconciliarsi col mondo.

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Il villaggio olimpico è da sempre il cuore pulsante di ogni Olimpiade, un microcosmo di culture, adrenalina e sogni. Milano sarà uno dei quattro poli dove atleti e atlete soggiorneranno per i prossimi giochi, dal 6 al 22 febbraio e poi, dal 6 al 15 marzo, per le Paralimpiadi.

Per Milano Cortina 2026 non ci sarà un unico luogo dove gli atleti soggiorneranno tutti insieme, ma quattro diverse aree adibite all’ospitalità: le Olimpiadi invernali si svolgeranno su un territorio molto ampio, tra Lombardia, Veneto, e Trentino-Alto Adige. Saranno oltre 3500 atleti gli provenienti da più di 90 Paesi e che alloggeranno tra Milano, Cortina, Predazzo e le località di Bormio, Livigno e Anterselva.

Il villaggio di Milano

Quando si parla di Giochi Olimpici, l’attenzione cade spesso sulle piste da sci o sui podi ghiacciati. Tuttavia, esiste un luogo dove la magia accade lontano dalle telecamere: il villaggio olimpico. Per l’edizione invernale del 2026 a Milano è stato progettato ex novo in zona Porta Romana: fa parte di un grande progetto di rigenerazione urbana della città, copre un’area di 60mila metri quadri e si compone di sei palazzi di nuova costruzione dall’estetica essenziale e industriale costruiti con materiali durevoli ed economici.

Al termine delle Olimpiadi è destinato a trasformarsi in un moderno studentato. È pensato per ridurre l’impatto ambientale con strategie di raffreddamento passivo, pannelli fotovoltaici e giardini pensili nelle aree comuni. Saranno a disposizione 1200 stanze arredate, per un totale di 1700 posti letto, mentre i 10.000 metri quadrati del piano terra saranno dedicati a servizi per gli atleti, come palestra, ristorazione e assistenza medica.

Le mobile home di Cortina

Cortina d’Ampezzo non si limita a offrire uno scenario naturale mozzafiato, ma punta a ridefinire il concetto di ospitalità sportiva attraverso la sostenibilità e la funzionalità. La struttura sorgerà nell’area di Fiames ed è stata concepita come un complesso di moduli prefabbricati di alta qualità, pensati per essere smontati e riutilizzati altrove al termine dei Giochi, evitando così il rischio di lasciare “cattedrali nel deserto” una volta spenta la fiaccola olimpica.

Si tratta di 377 mobile home interamente Made in Italy, pensate per accogliere oltre 1.400 atleti in un ambiente funzionale, accessibile e orientato al benessere. Ci saranno anche due edifici più grandi, sviluppati su due piani da 2.400 metri quadrati ciascuno. Questi ultimi sono pensati come aree comuni con uffici, palestre, poliambulatori e altri servizi attivi 24 ore su 24 per gli atleti.

Il villaggio di Predazzo

All’interno della Scuola Alpina della Guardia di Finanza di Predazzo sorge il villaggio olimipico e paralimpico degli atleti e delle atlete delle discipline nordiche (sci di fondo, salto con gli sci e combinata nordica per le Olimpiadi e sci di fondo e biathlon per le Paralimpiadi).

Tre edifici sono stati ristrutturati per l’occasione, un altro è stato demolito e ricostruito e un padiglione è stato progettato da zero. Il complesso fornirà circa 300 camere doppie, quindi 610 posti letto per le delegazioni. Non mancheranno le aree comuni con uffici, ristorazione, ambulatori e palestre.

Alla fine dei Giochi olimpici l’edificio tornerà a disposizione delle Fiamme Gialle, che utilizzeranno gli spazi per ospitare raduni, ritiri sportivi e iniziative per gli studenti.

Livigno, Bormio e Anterselva

Una soluzione a basso impatto ambientale per permettere ad atleti e atlete di raggiungere facilmente i luoghi delle gare: a Livigno, Bormio e Anterselva gli sportivi alloggeranno in hotel e strutture del territorio, in grado di offrire anche spazi per la preparazione atletica, un centro fitness e aree per la ristorazione: una forma di “accoglienza diffusa” che garantiranno in totale 1500 posti letto.