Essere Progetto al Fuorisalone 2026, perché sbagliare è l’inizio di ogni bellezza

Il tema del Fuorisalone 2026 racconta il valore dell’errore come motore di crescita, nel design e nella vita

Foto di Sabia Romagnoli

Sabia Romagnoli

Designer del prodotto industriale

Designer del prodotto industriale, ama analizzare tendenze e soluzioni innovative ed è sempre alla ricerca di idee per rendere unici gli spazi.

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C’è una parola che spesso ci spaventa, nella vita come nell’arredamento: errore. Temiamo di scegliere il colore sbagliato per una parete, di fallire in un progetto lavorativo o di non essere “all’altezza” delle aspettative.

Eppure, il Fuorisalone 2026 di Milano, attraverso il tema Essere Progetto, ci lancia un messaggio rivoluzionario: non siamo oggetti finiti e perfetti, ma progetti in continuo divenire. E in questo viaggio l’errore non è un ostacolo, ma la scintilla che rende tutto autentico.

porta venezia design district al fuorisalone 2025 con installazioni e visitatori
Riccardo Bertani
Porta Venezia Design District durante il Fuorisalone 2025

Cosa significa davvero Essere Progetto

Il titolo di questa edizione racchiude un invito profondo: smettere di vederci come statue immobili e iniziare a pensarci come cantieri aperti. Essere Progetto significa riconoscere che la nostra vita, proprio come un oggetto di design, è un fare continuo, un modellare relazioni e desideri. Non siamo una forma definitiva, ma un processo in ascolto di ciò che accade fuori e dentro di noi.

Abitare questa condizione significa accettare che il progetto non è solo ciò che costruiamo materialmente, ma anche il modo in cui le esperienze, comprese quelle più difficili, ci costruiscono nel tempo, modificando i nostri pensieri e il nostro sguardo sul mondo.

library of lights installazione al fuorisalone 2025 nel cortile storico
Chiara Venegoni
Library of Lights al Fuorisalone 2025, simbolo di conoscenza e progetto collettivo

Il design e la progettazione come insegnamento quotidiano

Il design, in fondo, è molto più di una sedia o di una lampada: è un modo di pensare. Progettare significa provare, fallire, aggiustare il tiro e riprovare. Il tema di quest’anno ci invita a vederci proprio così, come un’opera in corso.

Non dobbiamo avere paura di cambiare idea o di vedere crollare un’illusione. Come racconta Francesco Zurlo, Preside della Scuola del Design del Politecnico di Milano, a volte capire di “non essere tagliati” per qualcosa è la rivelazione più grande: il fallimento di ieri diventa la bussola per il successo di domani.

installazione digitale immersiva al fuorisalone 2025 con pubblico
Chiara Venegoni
Installazione immersiva digitale al Fuorisalone 2025 dedicata alla sperimentazione

L’errore come terreno fertile della creatività

Pensate ai grandi maestri che hanno reso l’Italia famosa nel mondo. Per Bruno Munari, progettare diventava possibile solo dopo aver sbagliato moltissimo. Per Enzo Mari, era lo scontro con la materia, quel pezzo di legno che non si piegava come previsto, a insegnarti a pensare meglio. Oggi persino un gigante come Renzo Piano confessa ai suoi studenti che il cantiere è un luogo fatto di errori e scoperte.

Se tutto fosse perfetto al primo colpo, non ci sarebbe spazio per l’invenzione. Il design ci insegna che, se non incontriamo mai un insuccesso, probabilmente stiamo solo ripetendo qualcosa di già visto.

Il ruolo dell’Intelligenza Artificiale

Nel 2026 il design accoglie anche l’Intelligenza Artificiale. Non come sostituto del pensiero umano, ma come occasione per metterci in discussione. L’AI ci sfida, propone soluzioni inaspettate e, a volte, commette errori che ci costringono a chiederci perché qualcosa non ci convince.

È in questo dialogo tra essere umano e macchina che affiniamo lo spirito critico, imparando a cogliere le sfumature e a non accettare tutto come semplicemente “bianco o nero”.

brera design district al fuorisalone con persone e installazioni di design
Chiara Venegoni
Brera Design District durante il Fuorisalone, tra installazioni e vita urbana

Prendersi il tempo di fallire

La lezione più bella che il Fuorisalone 2026 regala è un invito alla speranzosità. In un mondo che corre e pretende risultati immediati, il design ci ricorda che i fallimenti hanno bisogno di un tempo umano. Sbagliare può fare male, può essere frustrante, ma è proprio in quella zona di incertezza che nascono le idee più autentiche.

Dovremmo imparare a guardare i nostri insuccessi come mattoncini: messi uno sopra l’altro non costruiscono un muro, ma una scala che ci avvicina al futuro. Quest’anno a Milano il design ci insegna che Essere Progetto significa avere il coraggio di nuotare nel mare delle possibilità, accettando ogni imprevisto come un dono. Perché, in fondo, una casa, e una vita, senza qualche errore è una casa senza anima.