Vanessa Ferrari brilla e commuove a Tokyo 2020, una storia di riscatto

La ginnasta bresciana è alla sua quarta olimpiade, conquistata dopo una serie di infortuni e dopo aver contratto il Covid

14.166. Tanto sono valsi i passi leggeri di Vanessa Ferrari sulla pedana delle Olimpiadi di Tokyo, che ha conquistato a 30 anni dopo una serie di vicissitudini e infortuni che hanno rischiato di tagliarla fuori dai Giochi, a un passo da quel sogno che sta realizzando con tutta la sua forza e la sua grazia.

È una storia fatta di forza e di determinazione, quella di Vanessa Ferrari, che inizia ad amare e a dedicarsi alla ginnastica fin da giovanissima. A 15 anni, conquista il suo primo mondiale nonostante una caduta dalla trave. Si rialza, ricomincia e strappa l’all-around posizionandosi in vetta.

La tempra è quella tipica degli italiani, di quelli che sanno dare qualcosa in più nel momento di massima pressione. Ed è così che la campionessa bresciana ha conquistato la sua quarta Olimpiade, storica, a 30 anni, dopo una serie di infortuni e una serie di imprevisti che però non l’hanno fermata.

Pechino, Londra, Rio e Tokyo. Le Olimpiadi di Vanessa Ferrari non sono mai state battezzate dalla buona sorte. Se in Cina ha dovuto lasciare per una brutta tendinite, a Londra non è riuscita a salire sul podio per un soffio. A Rio ha preso il colpo che sembrava essere definitivo, quello che poteva compromettere la sua carriera. Eppure no, è tornata a volteggiare su quella pedana che calca da sempre.

A chi la dava per spacciata, Vanessa Ferrari risponde con una prestazione impeccabile, commovente. Nella prova a corpo libero trafigge l’aria e si esalta sulle note di Con Te Partirò, brano scelto per la prova e vicino ai suoi tanti trionfi, spesso accompagnati dal pregio del bel canto italiano.

Tokyo arriva a sorpresa e meritatamente, con un nuovo carico di aspettative dopo una serie di infortuni e dopo il Covid, che l’avevano tenuta ferma per diverso tempo. Ed è con questa voglia di riscatto che ha raggiunto la pedana, per conquistare l’unica medaglia che le manca.

Nessuno pensava che fosse possibile. Neanche il suo allenatore. Forse non ci sperava nemmeno lei. Eppure a Tokyo gareggia sui quattro attrezzi e trascina la squadra italiana, espugnando la Russia da sempre primatista della categoria.

Le medaglie conquistate sono 30, proprio come i suoi anni. Quella a cinque cerchi è l’unica che aspetta di portare al collo, da vincere dopo una carriera straordinaria e dopo aver raggiunto livelli altissimi. La forza muscolare e quella dell’anima l’hanno accompagnata in quest’impresa così incredibile per un’atleta italiana, considerata tra le migliori ginnaste al mondo nella specialità a corpo libero.

Dopotutto, la sua prestazione non ha nascosto cos’avesse dentro al momento dell’ingresso in pedana e si è lasciata andare con una performance da guerriera, carica di tutta la spinta che le è necessaria per raggiungere il risultato che attende da 4 Olimipiadi.

Già l’accesso ai Giochi è storico. Vanessa Ferrari è la prima ginnasta italiana a partecipare a quattro edizioni delle Olimpiadi consecutivamente. Gli infortuni non l’hanno fermata e neanche il destino talvolta avverso che si è frapposto fra lei e quel sogno che oggi, a Tokyo, ha promesso di realizzare.

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