Guerra, l’odissea di nonna Elena: dall’Ucraina alla Russia per ritrovare il suo nipotino

In uno scenario di morte e distruzione, arrivano anche storie a lieto fine: è il caso di nonna Elena, che ha salvato il suo nipotino in Russia

Il conflitto in Ucraina continua a mietere vittime, ma in uno scenario di morte e distruzione ci sono anche storie a lieto fine, che non possono che scaldarci il cuore e dimostrarci che non ci sono limiti di fronte all’amore. Ne ha dato prova nonna Elena, che ha mosso mari e monti per riportare a casa il nipotino Ilya, in una personalissima odissea per salvare l’unica persona della sua famiglia rimasta in vita.

Nonna Elena, che ha rischiato la vita per il nipotino

Sono passati quasi due mesi da quando Putin ha iniziato la sua invasione e la guerra in Ucraina continua senza sosta, mietendo sempre più vittime. E mentre il numero di morti e feriti non accenna a diminuire, dal fronte – per fortuna – arrivano anche notizie che ci dimostrano che la forza dell’amore va oltre ogni conflitto. E che la determinazione delle donne non vede ostacoli, neanche durante una guerra.

È la storia a lieto fine di nonna Elena e del nipotino Ilya, che, rimasto orfano della madre, è stato portato in territorio russo con la forza. La vicenda è stata raccontata dal Financial Times, che ha raccolto informazioni tra Kiev, Varsavia e Riga.

Ferito in un raid aereo a Mariupol, Ilya era stato portato oltre le linee nemiche in un ospedale nella città di Donetsk, gestita dai separatisti. La nonna, Elena Matvienko, ha scoperto tutto casualmente, grazie a un video pubblicato sui social network. Il nipotino di 10 anni infatti era stato ripreso da un telegiornale della tv locale e Elena è venuta a conoscenza così delle condizioni del bambino.

La donna ucraina di 63 anni, non si è lasciata prendere dallo sconforto e ha deciso di muovere mari e monti per riportare a casa il nipote, disposta anche a rischiare la sua vita per riportare a casa il piccolo.

Nonna Elena, l’intervento di Roman Abramovich

Così per Nonna Elena è iniziato un viaggio lungo e pericoloso dall’Ucraina a Mosca, reso possibile anche grazie all’intervento di Roman Abramovich. È stato l’oligarca russo, molto vicino al presidente Vladimir Putin e che ha avuto un ruolo importante nelle trattative di pace con l’Ucraina, ad aiutare la donna.

Pare che l’ex proprietario del Chelsea Football Club sia stato decisivo per la buona riuscita dell’operazione. “Ci ha aiutato molto, ci è stato vicino”, ha confermato Elena Matvienko al Financial Times. Così la donna è andata in Russia rischiando la vita per riprendersi il bambino rapito dai soldati di Mosca grazie all’intervento decisivo del miliardario amico del Cremlino.

Finalmente per il piccolo Ilya ha potuto riabbracciare la nonna: dopo aver perso la madre a causa di un attacco russo, il bambino è riuscito a tornare a casa e adesso è in cura in un ospedale di Kiev. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha fatto visita al piccolo, che dopo avergli stretto la mano (e aver ricevuto un regalo), ha detto con un timido sorriso sulle labbra: “Sto bene“.