C’è chi usa i social per raccontare la parte più patinata della propria vita, e chi invece sceglie di mostrare anche ciò che fa più male. Giorgia Soleri, influencer e storica ex fidanzata di Damiano David, appartiene senza dubbio alla seconda categoria. Da sempre in prima linea su temi delicati come salute e diritti delle donne, negli ultimi giorni è tornata al centro dell’attenzione per uno sfogo tanto personale quanto necessario. Tutto è partito da un commento sul suo corpo, uno di quelli che sembrano innocui ma che nascondono un problema molto più grande. E da lì, ancora una volta, Giorgia ha scelto di dire la verità.
Giorgia Soleri, il lungo sfogo social e il dolore per la malattia
Attivista, podcaster e creator, Giorgia Soleri è conosciuta dal grande pubblico per essere stata per anni al fianco di Damiano David, ben prima dell’arrivo di Dove Cameron. Ma la giovane influencer è anche una donna dal carattere forte che da anni lotta contro una patologia ancora molto sottovalutata, della quale si è fatta portavoce per sensibilizzare sulle sue conseguenze nella vita quotidiana delle donne: l’endometriosi.
“Non sono incinta, sono malata”: questa è la frase pronunciata da Giorgia Soleri recentemente proprio sull’argomento, una frase che arriva dritta, senza filtri, e che racconta molto più di quanto sembri visto che la giovane è tornata a parlare pubblicamente della sua battaglia contro l’endometriosi, trasformando l’ennesimo commento fuori luogo sul suo corpo in un messaggio potente, capace di accendere una riflessione che va ben oltre il singolo episodio.
Tutto è nato da una domanda di un fan fatta con leggerezza, senza pensarci troppo, ma che può ferire profondamente, soprattutto quando dietro c’è una realtà ben diversa.
Nel caso di Giorgia infatti, quella pancia che qualcuno ha interpretato come una gravidanza è in realtà il segno visibile di una patologia cronica di cui la giovane soffre da anni e della quale non ha mai fatto mistero: l’endometriosi. Un disturbo ancora troppo poco conosciuto, che può provocare dolore intenso, gonfiore addominale, il cosiddetto endobelly, e complicazioni importanti anche sul piano della fertilità.
“Nonostante colpisca una donna su nove, la si conosce troppo poco e se ne parla ancora meno” ha ribadito in più occasioni la Soleri, ma il punto, stavolta, non è solo la malattia in sé. È tutto ciò che le ruota attorno: lo sguardo degli altri, i giudizi non richiesti, l’ossessione collettiva per un corpo femminile che deve sempre aderire a certi standard. E il voler sempre cercare la spiegazione più semplice, anche quando la verità sta da tutt’altra parte.
Giorgia Soleri rivendica il diritto di mostrarsi per come si è
“Ma sei incinta? Senza offesa, sia chiaro, ma mi sembri piuttosto ingrassata (sei sempre bellissima)” scrive un fan a Giorgia Soleri e lei decide di chiarire ancora una volta la situazione pubblicando un lungo post sul suo profilo Instagram nel quale mette a nudo una verità scomoda: convivere con una malattia invisibile significa spesso dover giustificare continuamente il proprio dolore.
Significa sentirsi dire che “non è nulla”, che “passerà” e intanto, il tempo scorre, le diagnosi tardano ad arrivare e il disagio si amplifica, non solo fisicamente ma anche emotivamente.
Quella semplice domanda, “sei incinta?”, diventa così il simbolo di un problema più grande: la difficoltà, ancora oggi, di accettare che il corpo femminile non esiste per essere osservato, commentato o interpretato.
Giorgia Soleri sceglie di non nascondersi, di non filtrare, di non rendere la sua esperienza più accettabile per gli altri. Anzi, rivendica il diritto di mostrarsi così com’è, anche quando il suo corpo non corrisponde all’immagine perfetta che spesso i social impongono e scrive: “Quella pancia gonfia che vedete ripresa e che ai più rimanda a un immaginario legato alla maternità, per tante di noi si chiama endobelly. Letteralmente pancia da endometriosi, il gonfiore addominale è solo uno degli innumerevoli sintomi, spesso invalidanti, di questa malattia subdola”.
La reazione online non si è fatta attendere: centinaia di donne hanno riconosciuto se stesse nelle sue parole, trasformando quello sfogo in uno spazio collettivo di condivisione.