Gino Paoli, perché le ceneri verranno sparse a Boccadasse

Le ceneri di Gino Paoli vengono sparse a Boccadasse: la scelta della famiglia per l’ultimo saluto

Foto di Paola Landriani

Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

Pubblicato:

Chiedi all'AI

La scomparsa di Gino Paoli, avvenuta nella notte tra il 23 e il 24 marzo, ha lasciato senza parole intere generazioni. Cantautore amatissimo, simbolo di un’epoca lontana ma ancora in grado di parlare al presente, Paoli ha sempre mantenuto un profilo schivo, lontano dai riflettori, ma profondamente legato agli affetti e ai luoghi della sua vita.

Tra questi c’è Boccadasse, piccolo angolo di mare a Genova, che oggi diventa ancora più simbolico: sarà proprio lì che verranno sparse le sue ceneri.

Gino Paoli, la scelta di spargere le ceneri a Boccadasse

Dopo aver appreso la notizia della morte di Gino Paoli, il mondo della musica e i fan si sono stretti in un abbraccio collettivo affidando ai social e alle parole ricordi, gratitudine e affetto. Un omaggio sincero a un artista che ha regalato canzoni indimenticabili restando sempre fedele a una dimensione intima, lontana dai riflettori e poco incline alla vita pubblica.

Non sorprende quindi che la famiglia, nel comunicare la scomparsa, abbia chiesto il massimo riserbo: niente camera ardente e un funerale privato, in linea con quella discrezione che ha sempre accompagnato Paoli, anche nel modo di stare al mondo.

C’è però un ultimo gesto che racconta molto di lui. Dopo il funerale, le sue ceneri saranno sparse a Boccadasse, piccolo scorcio sul mare genovese che ha rappresentato molto più di un semplice luogo. Nato a Monfalcone, in Friuli Venezia Giulia, Paoli è diventato genovese d’adozione e, col tempo, parte integrante della città.

Un legame profondo, che trova la sua immagine più nitida proprio in quella spiaggetta di case colorate incastonata alla fine di Corso Italia. Proprio lì Paoli ha vissuto gran parte della sua vita e, in qualche modo, ha iniziato il suo percorso da cantautore.

Gino Paoli, Boccadasse e la nascita de “La gatta”

Il legame tra Gino Paoli e Boccadasse affonda le radici negli anni della giovinezza, quando ancora cercava la sua strada tra pittura e musica. Viveva lì, in una soffitta affacciata sul mare, insieme alla moglie Anna Fabbri. Erano anni semplici e complicati allo stesso tempo: i soldi bastavano a fatica e quella casa, piccola, gelida d’inverno e soffocante d’estate, era tutto ciò che avevano.

Quello spazio così essenziale è però rimasto uno dei ricordi più vivi e luminosi della sua vita. Come ha raccontato lui stesso nel libro Cosa farò da grande, quella soffitta lo ha aiutato a restare concentrato su ciò che davvero contava: la creatività, le parole, la musica.

“Anche se eravamo costretti ad arrangiarci e tiravamo un po’ la cinghia, ho dei ricordi molto belli in quella soffitta”.

Con loro c’era anche Ciaccola, la gatta di casa. Paoli ha raccontato più volte quanto sia stata importante per lui: gli stava accanto, lo seguiva e, in un’occasione, lo salvò da una fuga di gas in casa.

È proprio da quella quotidianità che nasce La gatta, la sua prima canzone. Un brano che non ha avuto, almeno inizialmente, la fortuna sperata, ma che di fatto ha dato il via alla sua vita di cantautore. Un pezzo che racchiude tutto: quella soffitta, quel mare e l’inizio di un percorso destinato a lasciare un segno profondo nella musica italiana.