Adriano Giannini è uno di quegli attori che abbiamo incontrato molte più volte di quanto, forse, ricordiamo. Ora è tra i protagonisti de L’Estranea, il film di Paolo Strippoli che rappresenterà l’Italia agli Oscar 2027, in cui veste i panni di Walter, un padre chiamato a fare i conti con una realtà capace di mettere in discussione tutte le sue certezze. Ma la sua carriera viene da lontano e non passa soltanto dalla recitazione: tra cinema italiano, produzioni straniere e doppiaggio, Giannini ha prestato negli anni volto e soprattutto voce ad alcuni personaggi difficili da dimenticare.
Adriano Giannini, dove lo abbiamo già visto prima de “L’Estranea”
Il cognome, naturalmente, pesa. Adriano è figlio di Giancarlo Giannini e di Livia Giampalmo, ma il suo percorso non è cominciato con un ruolo da protagonista: prima di recitare ha conosciuto il set da un’altra prospettiva, lavorando per anni dietro la macchina da presa. Un apprendistato lungo, concreto, che gli ha permesso di familiarizzare con tempi, dinamiche e linguaggi del cinema prima di esporsi in prima persona.
Il pubblico ha iniziato a riconoscerlo soprattutto nei primi anni Duemila, quando ha recitato in Travolti dal destino accanto a Madonna, nel film diretto da Guy Ritchie. Un titolo che inevitabilmente ha richiamato il celebre originale interpretato da suo padre e Mariangela Melato negli anni Settanta, ma che non ha definito da solo la sua carriera.
Da allora Adriano Giannini ha alternato progetti molto diversi. Lo abbiamo visto in film come Per amor vostro e Il colore nascosto delle cose, ma anche in produzioni televisive internazionali e, più di recente, in Supersex, la serie ispirata alla vita di Rocco Siffredi. È proprio questa varietà ad averlo reso un interprete difficile da incasellare: non appartiene a un solo genere e non sembra aver mai cercato una formula da ripetere.
In L’Estranea, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, il registro cambia ancora. Walter è un uomo costretto a misurarsi con tutto ciò che ha sempre preferito tenere fuori campo: paura, fragilità, perdita di controllo. Giannini ha raccontato che ad attirarlo è stata proprio la complessità delle relazioni e la possibilità di lavorare su una mascolinità meno sicura di quanto voglia apparire.
Adriano Giannini e il doppiaggio: una voce che conosciamo benissimo
C’è poi un’altra parte della carriera di Adriano Giannini che forse il pubblico riconosce prima ancora del suo volto: la voce. Nel corso degli anni ha doppiato attori come Joaquin Phoenix, Tom Hardy, Christian Bale e Ryan Reynolds, diventando uno dei nomi più autorevoli del doppiaggio italiano. Il lavoro più celebre resta quello su Heath Ledger ne Il cavaliere oscuro, che gli è valso il Nastro d’argento nel 2009.
Il dettaglio più curioso riguarda ancora una volta la famiglia: Giancarlo Giannini aveva doppiato il Joker interpretato da Jack Nicholson, mentre suo figlio ha raccolto idealmente quel testimone prima con Ledger e poi con Joaquin Phoenix.
Eppure il doppiaggio, per lui, non è mai stato una scorciatoia. Ha infatti raccontato di essersi avvicinato a quel mondo con parecchi dubbi e con il bisogno di conquistarsi credibilità sul campo, esattamente come in recitazione.
Gaia Trussardi e il futuro dietro la macchina da presa
Fuori dal set mantiene una vita piuttosto riservata. Dal 2019 è sposato con Gaia Trussardi, con la quale forma una coppia molto discreta e poco incline alla sovraesposizione.
Intanto, però, il prossimo passo sembra già scritto. Dopo aver diretto alcuni cortometraggi, Giannini sta lavorando a un progetto cinematografico tutto suo. Dopo tanti anni trascorsi tra recitazione, set e sala di doppiaggio, il passaggio alla regia appare coerente con un percorso che ha sempre preferito la curiosità alle etichette.