Tre parole e tre cuori, perché spesso c’è poco da dire davanti a notizie sconvolgenti. Fiorella Mannoia ha scelto un messaggio semplicissimo per far sentire la propria vicinanza ad Alessandro Di Battista, ricoverato a Cuba dopo un malore. “Forza Ale!”, ha scritto la cantante su X, condividendo la notizia delle condizioni dell’ex deputato del Movimento 5 Stelle.
Un pensiero arrivato mentre in Italia cresce l’apprensione per Alessandro Di Battista e soprattutto per la sua famiglia, che in queste ore sta ricevendo numerosi messaggi di vicinanza. Il 48enne si trova in un ospedale di Santa Clara, a circa 300 chilometri dall’Avana, dove è stato ricoverato nella serata di venerdì 28 agosto. Secondo le informazioni diffuse finora, avrebbe accusato un forte mal di testa seguito da un malore e sarebbe arrivato in ospedale in condizioni considerate gravi.
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Fiorella Mannoia, il messaggio per Alessandro Di Battista
Fiorella Mannoia non ha aggiunto altro. Un messaggio che si è aggiunto rapidamente ai tanti comparsi sui social dopo la diffusione della notizia, per ora da tantissimi esponenti politici.
Tra questi anche quello del ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha utilizzato praticamente le stesse parole, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha espresso vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famiglia augurandogli una pronta guarigione.
Anche diversi gruppi di tifosi della Lazio, squadra di cui l’ex parlamentare è da sempre sostenitore, hanno pubblicato messaggi di incoraggiamento.
La preoccupazione riguarda inevitabilmente anche le persone più vicine a Di Battista. Da anni è legato a Sahra Lahouasnia, con la quale ha costruito una famiglia e avuto due figli, Andrea e Filippo, nati rispettivamente nel 2017 e nel 2020. Una parte della sua vita che ha sempre raccontato molto meno rispetto all’attività politica e ai suoi viaggi, pur avendo condiviso nel tempo alcuni momenti familiari sui social.
Alessandro Di Battista, il malore durante il viaggio a Cuba
Alessandro Di Battista si trovava a Cuba per lavoro. Dopo l’uscita dal Parlamento e l’allontanamento dal Movimento 5 Stelle, è tornato infatti a dedicarsi con continuità al giornalismo e ai reportage. In questi giorni era sull’isola per realizzare una serie di servizi per Il Fatto Quotidiano e TvLoft nell’ambito del progetto La polvere del mondo.
In un primo momento era circolata la notizia di un ricovero all’Avana. È stato poi il ministro Antonio Tajani a precisare che Di Battista si trova invece in ospedale a Santa Clara. Il ministro degli Esteri ha spiegato di essere in contatto con l’Ambasciata italiana a Cuba e ha assicurato che la Farnesina fornirà all’ex parlamentare e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria.
Anche il Movimento 5 Stelle si è stretto attorno a lui e ai suoi cari, parlando di “grande apprensione” e auspicando l’arrivo di aggiornamenti positivi sulle sue condizioni.
Alessandro Di Battista, dalla parte della Palestina senza mezze misure
Se c’è un tema sul quale Alessandro Di Battista negli ultimi anni non ha mai abbassato la voce è quello della Palestina. Dai social alle piazze, passando per libri, incontri e spettacoli teatrali, l’ex deputato ha denunciato con toni durissimi quanto accade a Gaza e in Cisgiordania, arrivando a definire più volte Israele uno “Stato genocida e terrorista”. Una posizione che gli è costata critiche e accuse, ma dalla quale non ha mai fatto un passo indietro.
Con l’associazione Schierarsi, di cui è fondatore, Di Battista ha promosso iniziative per il riconoscimento dello Stato di Palestina e manifestazioni contro la guerra a Gaza. Nel giugno 2024 aveva portato in Senato quasi 80mila firme raccolte per chiedere all’Italia di riconoscere lo Stato palestinese. Un anno dopo, a Roma, è stato tra i promotori di “Non in mio nome”, iniziativa alla quale hanno partecipato anche Daniele Silvestri, Alessandro Mannarino, Margherita Vicario e Ghali. In quell’occasione aveva accusato apertamente il governo Meloni e l’Unione Europea di non aver fatto abbastanza per fermare quello che lui definisce il genocidio del popolo palestinese.
Di Battista ha cercato di coinvolgere anche il mondo dello spettacolo. Nel gennaio 2025 aveva scritto pubblicamente a Vasco Rossi, chiedendogli di prendere posizione “con forza” su Gaza.
Il Blasco gli aveva risposto spiegando di non poter rimanere indifferente davanti alla tragedia e ribadendo la propria contrarietà a guerre, discriminazioni e violenza. La Palestina è rimasta centrale anche nel lavoro più recente di Di Battista: nel 2026 ha portato a teatro Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza, continuando a dedicare una parte consistente della propria attività giornalistica e pubblica a quello che è a tutti gli effetti un genocidio, dove purtroppo troppe poche voci importanti si sono mosse.