Giovedì 8 ottobre Giorgia è tornata ad accogliere giudici e concorrenti di X Factor 2026 per la seconda e ultima puntata dei Bootcamp. Uno scoglio tutt’altro che banale, perché è stata l’ultima possibilità per gli artisti di conquistare il lasciapassare per le Last Call: una sola performance e la necessità di ottenere il sì unanime di Jake La Furia, Irama, Paola Iezzi e Francesco Gabbani.
Ma questa volta c’è stata un’ulteriore carta da giocare: tre giudici avevano ancora a disposizione il proprio X Pass, dopo che Gabbani lo aveva già utilizzato nella scorsa puntata. E così ogni esibizione ha portato con sé un dubbio in più: usarlo oppure aspettare ancora? Le nostre pagelle.
Paola Iezzi, l’X Pass è una scommessa vinta (9)
La serata dei Bootcamp ha un grande elefante nella stanza: ancora tre giudici hanno a disposizione il loro X Pass, la carta che permette di portare direttamente alle Last Call un cantante nella propria squadra. La prima a buttarsi nella scommessa, dopo Gabbani nella scorsa puntata, è Paola Iezzi. E ci vede giusto.
Il suo lasciapassare viene dato a Camilla Guerini, che sale sul palco con Promettimi di Elisa. Quattro carte verdi, una standing ovation e Paola non ci pensa due volte: X Pass immediato.
“Mi riesce difficile pensare che tu non sia mai uscita dalla tua stanzetta a far sentire quella bella voce e quella bella anima che hai”, dice dopo averla abbracciata.
E alla fine, diciamolo, l’X Pass se lo merita tutto. Paola stavolta non si nasconde dietro la strategia: vede qualcosa, ci scommette e se la porta direttamente in squadra, almeno fino alle temutissime sedie. Se questo è il primo asso della serata, niente male.
Irama, il pubblico è ai suoi piedi (8)
Non è Lauro, ma non ha nulla da invidiargli. Ormai Irama si è integrato perfettamente nel team e, puntata dopo puntata, ha fatto capire sempre meglio come ragiona in termini di musica. Ma questa sera dimostra anche di saper giocare con il pubblico. Da settimane gli urlano dagli spalti e stavolta decide di stare al gioco anche lui.
La parola della serata è “unanimità”, che sembra impossibile da pronunciare senza inciampare. Irama invece la dice correttamente, si alza e si inchina verso il pubblico. “Il momento più alto della mia carriera”, scherza.
Ma l’unanimità che conta arriva poco dopo, quando Kora canta Liability di Lorde e mette tutti d’accordo. Irama, però, non si limita a darle il via libera: decide di giocarsi il suo X Pass e la porta direttamente alle Last Call.
È inevitabile fare qualche parallelismo con il suo predecessore: Achille Lauro ha lasciato un’impronta molto forte su quella sedia, soprattutto nel rapporto con il pubblico, il suo indimenticabile senato. Ma Irama non cerca di replicarlo, né di emularlo. Sta costruendo il suo modo di essere giudice, e sta piacendo già moltissimo.
Francesco Gabbani, più scarico del solito (6)
Francesco Gabbani, ogni serata di più, ha un bottone della camicia slacciato. Se lo scorso anno era Paola a osare con i suoi look, quest’anno è il cantante di Occidentali’s Karma a sbizzarrirsi in scollature.
In questa puntata, però, sembra essere un po’ più scarico. Interviene meno, si espone meno e sembra avere meno fretta di prendere una posizione. Del resto, rispetto ai colleghi, parte con un vantaggio non da poco: il suo X Pass lo ha già giocato e ha già piazzato in squadra un concorrente su cui ha deciso di puntare forte.
Il risultato è un Gabbani un po’ più defilato, che sembra osservare la partita più che volerla giocare fino in fondo. Dopo l’asso calato nella scorsa puntata, forse anche lui si è concesso una serata di relativa tranquillità.
Jake tira fuori la vera Furia e frega Irama (10)
Jake ormai non si tiene più, e per fortuna. X Factor è casa sua da tempo e più passano le puntate, più si riappropria della sua sedia tirando fuori tutto il carattere.
Non ha peli sulla lingua e sa quando dire le cose con la giusta ironia e quando invece essere più serio. Come quando, davanti al no iniziale per Elia Ballancin, poi trasformato in un cartellino verde seguendo i colleghi, tira fuori un tema importante e sfaccettato: riuscire a separare le storie dei concorrenti da ciò che portano sul palco. Per lui, giustamente, una storia non può pesare quanto il talento quando si parla di passare o meno alle Last Call.
Ma poi arriva Martina Cerutti, che sale sul palco e canta That’s So True di Gracie Abrams e Jake non ci pensa due volte: si alza, e finisce quasi per tirarsi dietro anche il microfono pur di annunciare il suo X Pass.
“Ho fatto in fretta per battere Irama sul tempo”, dice, con la consapevolezza di aver appena sfilato un’arma niente male al collega. Che, infatti, è nero per il furto.
Una Furia così è impareggiabile. A volte alza i toni, sì, ma è difficile prendersela con lui: ha una simpatia naturale che gli permette di dire e fare anche le cose più scomode senza risultare pesante.
I primi screzi tra i giudici (7)
Finalmente un po’ di maretta tra i giudici, in un’edizione ancora (troppo) calma. E a finire spesso dalla parte opposta del tavolo è, quasi sempre, Jake La Furia. Non per partito preso, ma perché sembra avere una misura diversa nel giudicare chi ha davanti.
Succede con Alteo, che canta Ex’s & Oh’s di Elle King. Jake vota no perché, dice, ha fatto i suoi conti ed è convinto che “chi arriva dopo di lui merita di più”. Poi cambia idea e segue i colleghi.
Con gli Halo, che portano Sorry dei Nothing But Thieves, è ancora una volta dalla parte del no, stavolta insieme a Irama: bravi, ma c’è chi può fare di più. E quando arrivano i Matilde G con Non è l’inferno di Emma, è l’unico sì. “Non abbiamo niente da dirci”, dice ai colleghi quando il gruppo se ne va perché nessuno ha voluto seguirlo nella sua idea.
Il vero pomo della discordia, però, è Salvatore Picone, che porta sul palco La tana del granchio di Bresh. Canta bene, nulla da dire, ma tre giudici su quattro gli rifilano una carta rossa.
L’unico a crederci davvero è Jake. C’è chi dice che non abbia portato un inedito suo nonostante scriva, e chi sostiene che, in generale, non abbia brillato. Ma lui non ci sta: “Non gli abbiamo chiesto di portare un inedito, e qui si cantano cover”. E poi rincara: “Dobbiamo smetterla di dire sì alle persone che magari hanno cantato male, ma ci basiamo su esibizioni precedenti e mandare a casa chi invece canta bene”.
Quando Paola cerca di spiegare il suo no, Jake non arretra: “In questo momento sono io che ti devo convincere per il sì, non tu che devi spiegare a lui perché lo vuoi mandare a casa”.
Finalmente qualcuno che alza un po’ la voce. Perché va bene la sintonia, va bene il rispetto, ma quattro giudici sempre d’accordo a X Factor sono quasi sospetti. Che sia arrivato il momento di accendere un po’ la miccia?