Contraccezione d’emergenza: cos’è e come funziona

Dopo un rapporto a rischio per evitare una gravidanza indesiderata si ricorre alla contraccezione d'emergenza: ecco cos'è e come funziona

Con il termine contraccezione d’emergenza si indica l’assunzione di un farmaco ad uso orale che ha come scopo quello di impedire una gravidanza indesiderata.

Questo medicinale contiene l’ormone progestinico lenonorgestrel e viene assunto in seguito ad un rapporto sessuale non protetto oppure in cui il sistema contraccettivo non ha funzionato nel modo giusto. Lo scopo della contraccezione di emergenza dunque è quello di prevenire una gravidanza, non deve dunque essere confuso con un metodo anticoncezionale. Denominato anche pillola del giorno dopo, agisce bloccando l’ovulazione oppure impedendo l’impianto di un ovulo già fecondato.

Un rapporto sessuale a rischio avvenuto nel periodo fertile della donna comporta il 25% di probabilità di gravidanza. Per questo motivo in caso si verifichi è necessario correre ai ripari sfruttando la contraccezione d’emergenza. La pillola del giorno dopo deve essere assunta preferibilmente entro 12 ore dal rapporto non protetto e non oltre le 72 ore (ossia 3 giorni). L’efficacia è stimata intorno all’85% e presenta qualche effetto collaterale, come nausea, vomito, diarrea, cefalea e vertigini che compaiono in genere 48 ore dopo l’assunzione del farmaco.

Oltre alla pillola del giorno fra i contraccettivi d’emergenza troviamo la pillola dei 5 giorni dopo, disponibile in commercio dal 2012. La sua azione permette di inibire l’ovulazione e ritardarla, impedendo così la fecondazione. Rispetto alla pillola del giorno dopo, questo farmaco ha un’efficacia del 98% che aumenta a seconda del periodo che intercorre dal rapporto sessuale e l’assunzione del medicinale, che non dovrà mai essere superiore a 120 ore. Anche in questo caso sono presenti degli effetti collaterali minimi che tendono a sparire con il tempo, come capogiri, dolori addominali e mal di testa.

Infine troviamo lo IUD al rame, un contraccettivo d’emergenza costituito da un supporto in plastica che viene avvolto da un filo di rame e inserito nell’utero. Gli ioni rilasciati dalla spirale impediscono la sopravvivenza degli spermatozoi all’interno dell’utero e causano una reazione infiammatoria nell’endometrio, ostacolando l’annidamento di un ovulo fecondato. La sua efficacia si aggira intorno al 99% e può essere applicato anche 4-5 giorni dopo il rapporto sessuale a rischio.

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