Perché non spruzzare il profumo sul collo. L’esperto lancia l’allarme

Secondo l’infettivologo Matteo Bassetto questo gesto apparentemente innocuo potrebbe essere dannoso per la tiroide. Alcuni studi confermano la preoccupazione

Foto di Eleonora Lorusso

Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

Pubblicato:

È un gesto abitudinario, che qualcuno compie persino quotidianamente, eppure che potrebbe nuocere alla salute: spruzzarsi il profumo sul collo. Secondo quanto spiegato dall’infettivologo Matteo Bassetti in un video postato sul proprio account social, proprio questa azione, apparentemente innocua, potrebbe rivelarsi dannosa perché in grado di interferire con la regolare funzionalità della tiroide.

Spruzzarsi il profumo sul collo potrebbe nuocere alla salute

Che utilizzare i profumi possa richiedere alcune accortezze era noto da tempo. Ad esempio, sarebbe meglio evitare di spruzzarli in zone del corpo poi esposte al sole, per evitare eventuali allergie che possano svilupparsi una volta a contatto con la luce solare diretta o con il calore del corpo surriscaldato. Ora, però, è arrivato l’allarme lanciato dall’infettivologo Matteo Bassetti, che dai propri account social ha parlato dei rischi che l’esposizione ai profumi possono far insorgere, a carico della tiroide.

Perché il profumo può influire sulla tiroide

“Dove si spruzza il profumo? In genere, anche io, sul collo”, spiega Battetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, in un video. Poi Bassetti si chiede e rivolge la domanda anche ai propri followers: “È salutare applicarlo lì? Sembrerebbe di no. Applicare il profumo sul collo potrebbe essere più dannoso di quanto sembri, poiché questa zona si trova direttamente sopra la tiroide, un organo vitale responsabile della regolazione del metabolismo, dell’energia, della temperatura e dell’equilibrio ormonale. Inoltre, la pelle del collo è sottile, sensibile e povera di ghiandole sebacee, quindi meno protetta”.

Lo studio che dimostrerebbe i rischi

“Il collo è anche un centro chiave per il drenaggio linfatico, poiché contiene importanti linfonodi e vasi che filtrano le tossine e supportano la funzione immunitaria. Uno studio pubblicato su Environmental Health Insights – prosegue ancora Bassetti, citando uno studio specifico – ha messo in luce la presenza di interferenti endocrini nei prodotti profumati, come i muschi sintetici e i derivati ftalati. Sono sostanze che, assorbite attraverso la pelle o inalate, possono alterare il funzionamento ormonale nel lungo periodo. Quindi continuiamo a usare il profumo con piacere ma senza rischi, spruzzandolo o applicandolo su polsi, interno gomito, nuca che sono zone meno esposte. Dietro le orecchie, sui vestiti, sui capelli (per chi li ha)”, ironizza Bassetti, che ne è privo. L’infettivologo, infine, esorta a scegliere “prodotti appositi senza alcool”.

Cosa c’è di vero

Le parole di Bassetti, come prevedibile, non sono passate inosservate. In molti si sono chiesti se ci sia davvero di che preoccuparsi. Come spiegano i ricercatori, autori del lavoro citato da Bassetti, in molti prodotti di profumazione personale si possono trovare interferenti endocrini, in particolare muschi sintetici e derivati degli ftalati. Sono sostanze che possono essere assorbite dall’organismo attraverso la pelle oppure che vengono inalate. Se questo avviene con continuità, sembrano suggerire gli esperti, esiste un rischio di interferenza con il regolare funzionamento ormonale, specie nel lungo periodo. Non è, dunque, il gesto saltuario a compromettere la salute, quanto l’abitudine costante che può dar luogo a una esposizione cumulativa a determinati composti chimici. Se poi questa si somma ad altri fattori ambientali, come il contatto con ftalati da altre fonti (l’acqua, per esempio, o utensili domestici o capi di abbigliamenti che ne siano ricchi), ecco che si potrebbe andare incontro a squilibri ormonali e mutazioni a livello del metabolismo.

Gli altri rischi connessi all’uso di profumi

Esistono, poi, altri potenziali rischi ai quali si può andare incontro in caso di uso continuo di profumi non adatti. Per esempio, quelli di foto-tossicità, ossia conseguenze legate all’esposizione solare dopo il contatto con sostante potenzialmente allergizzanti, contenuto anche in alcuni profumi. Si possono verificare, quindi, reazioni cutanee, anche intense, sotto forme di macchie persistenti e infiammazioni. In questo caso qualsiasi parte del corpo può essere oggetto di reazione, anche se il collo – per via della posizione e per la sua fragilità – può essere più delicato.

Attenzione al contenuto di alcol

Oltre al sole, anche la presenza di alcol di alcune fragranze può creare qualche problema e questo è il motivo per cui sia Matteo Bassetti che altri medici esortano a preferire i profumi alcool free. In questo caso il motivo è legato al fatto che questo ingrediente tende a seccare e sensibilizzare la pelle, soprattutto se applicato sempre nello stesso punto. Infine, tra le sostante alle quali prestare attenzione, rientrano anche alcuni oli essenziali e di per sé naturali, come il bergamotto o l’arancio amaro, in quanto notoriamente fotosensibilizzanti.

Le funzioni della tiroide

Se, però, nel caso delle reazioni cutanee si tratta di fenomeni transitori, i possibili effetti a carico della tiroide possono essere più severi. Come spiega, “All’altezza del collo, si trova un’importante ghiandola a forma di farfalla ossia la tiroide, precisamente situata alla base del collo. Qui, sono secreti vari ormoni fondamentali per il metabolismo a partire dai T3 e T4 che influiscono direttamente sulla velocità con cui il nostro corpo impiega le calorie assunte, ma anche ruoli legati all’apparato cardiovascolare ed alla crescita del feto nelle donne in gravidanza”. Anche la dottoressa Isabella Gallerani, di MioDottore, ha spigato in diverse interviste come “Alcuni componenti presenti nei profumi, come gli ftalati, sono stati associati a una serie di effetti negativi sulla salute, tra cui la modificazione degli equilibri ormonali”. Si tratta di una correlazione, per la quale occorrono ulteriori studi.