Attivato il Codice calore nei Pronto Soccorso, cos’è, come funziona a cosa serve

Con le temperature che non accennano a diminuire, sono stati attivati i primi codici calore per dare priorità a chi accusa malori da caldo record

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Eleonora Lorusso

Giornalista, esperta di salute e benessere

Milanese di nascita, ligure di adozione, ha vissuto negli USA. Scrive di salute, benessere e scienza. Nel tempo libero ama correre, nuotare, leggere e viaggiare

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Il caldo record di questi giorni non accenna a diminuire. I meteorologi, al contrario, prevedono che l’ondata di afa e temperature sopra le medie del periodo durerà ancora diversi giorni: in alcune aree la situazione potrebbe rimanere critica fino a tutto il weekend, mentre solo a partire da metà della prossima settimana si potrà iniziare ad assistere a un miglioramento, almeno nelle ore notturne. Il problema non riguarda soltanto l’Italia, tanto che in Francia sono scattate misure straordinarie, come la chiusura anticipata della Tour Eiffel e del Museo del Louvre a Parigi e si sta pensando ad alcune modifiche nel programma delle celebrazioni in vista della Festa Nazionale del 14 luglio. Anche a Londra c’è preoccupazione, soprattutto per quanto riguarda il torneo di tennis di Wimbledon. In Italia, invece, in diverse regioni sono stati attivati i “codici calore” presso i Pronto Soccorso.

Cosa sono i “codici calore”

Si tratta di una misura prevista fin dal 2023 dal ministero della Salute che, sul proprio portale, spiega che tra le misure per fronteggiare le emergenze caldo ci sono proprio il “Codice calore nei Pronto Soccorso, l’attivazione degli ambulatori territoriali 7 giorni su 7 – h12 per accessi relativi agli effetti del caldo, il potenziamento del servizio di guardia medica, la riattivazione delle USCAR (Unità speciali di continuità assistenziale regionale) per favorire l’assistenza domiciliare ed evitare l’accesso inappropriato ai Pronto Soccorso”.

Come fronteggiare l’emergenza caldo

Con una circolare di tre anni, più attuale che mai, il ministero della Salute aveva dunque previsto una serie di misure “per fronteggiare l’emergenza caldo e prevenire gli effetti delle ondate di calore”. “Nello specifico, per fronteggiare al meglio gli effetti del caldo sulla salute si invitano le Regioni a valutare la predisposizione di azioni organizzative per rafforzare la risposta ordinaria alle richieste di assistenza sanitaria, in particolare per i soggetti vulnerabili. Tra queste, è fortemente raccomandata l’attivazione del “codice calore” ovvero un percorso assistenziale preferenziale e differenziato nei Pronto Soccorso”, si legge nella circolare ministeriale.

Le Regioni attivano i “Codici calore”

Tra le prime Regioni ad aver attivato questa misura c’è ora la Lombardia. Nei Pronto Soccorso degli ospedali, infatti, è prevista una corsia preferenziale per chi arriva con sintomi legati alle alte temperature. Si tratta in genere di disidratazione, stato confusionale, ma anche svenimenti. Il protocollo prevede che, nella valutazione del grado di priorità di accesso ai servizi, chi accusi una sintomatologia compatibile con gli effetti del calore non sia mai superato da un codice verde e che, anzi possa avere un rapido accesso alla somministrazione di liquidi necessari a ripristinare una condizione di salute e alle cure del caso.

Chi può accedere al “codice calore”

Nello specifico, tra i soggetti che possono vedersi riconoscere il “codice calore” ci sono soprattutto anziani, persone sole e cittadini con patologie croniche che possono essere aggravate dall’esposizione ad alte temperature. Nella gestione dei pazienti sono anche stati previsti specifici livelli di rischio, che permettono agli operatori sanitari di intervenire in modo preventivo qualora si ravvisino rischi particolari. Tra le altre misure messe in campo dall’Amministrazione regionale, ci sono il rafforzamento dei controlli telefonici, l’implementazione delle visite domiciliari – specie in caso di pazienti anziani – e il monitoraggio accurato da parte dei medici di famiglia, delle Ats e delle Case di Comunità.

Quanti e quali altri codici: la scala di priorità

Come la Regione Lombardia, anche altre Amministrazioni (Dall’Emilia Romagna alla Toscana, passando per le Marche e altre zone d’Italia) si sono adoperate per migliorare i servizi sanitari alla popolazione in un momento particolarmente critico legato alle alte temperature. Nelle ultime ore, infatti, sono aumentate le richieste di aiuto presso i Pronto Soccorso, che si trovano a gestire le emergenze 24 ore su 24. Da qui la necessità di riordinare le scale di priorità che comprendano anche il “codice calore”, a cui si affiancano gli altri già presenti. Nello specifico si tratta di 5 codici di priorità che permettono di comprendere il livello di criticità, la complessità clinico-organizzativa e l’impegno assistenziale, valutati al momento del Triage. I codici sono:

  • rosso, identificato anche con 1: è la massima criticità nell’urgenza ed emergenza medica. Identifica tutte quelle condizioni pericolose per la vita del paziente, in cui una o più funzioni vitali sono interrotte o gravemente compromesse.
  • arancione o codice 2: indica un paziente acuto in cui le funzioni vitali sono a rischio.
  • azzurro o codice 3 (introdotto nel 2023): è assegnato a tutte le urgenze differibili ossia a tutte quelle condizioni di sofferenza, ma stabili. In genere sono situazioni che richiedono approfondimenti diagnostici e visite specialistiche complesse che possono tuttavia essere eseguite in un secondo momento dalla presa in carico.
  • verde o codice 4: rappresenta l’urgenza minore nella quale il soggetto che si rivolge al Pronto Soccorso è in condizioni stabili, senza rischio evolutivo.
  • bianco o codice 5: è il livello minimo di intervento, che però non dovrebbe nemmeno accedere in un Pronto soccorso, poiché non presenta alcun carattere di urgenza. Viene dunque rinviato ad altra struttura o specialista, che possa fornire indicazioni adeguate a risolvere l’eventuale problematica in un lasso di tempo meno urgente.