Il rapporto tra Frederik X e la Groenlandia

Un Re di una terra lontana ma da sempre vicina al suo cuore. Frederik X torna in Groenlandia, dove il legame personale si intreccia con il ruolo istituzionale

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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Per Frederik X, la Groenlandia non è mai stata solo una porzione del suo Regno, ma una vera e propria parte della sua vita.

Lo scorso mercoledì pomeriggio il Sovrano è atterrato a Nuuk, la capitale groenlandese, per una visita ufficiale dal forte valore simbolico, arrivata in un momento di tensioni internazionali sull’isola artica. Ad accoglierlo sulla pista c’era il Primo Ministro Jens-Frederik Nielsen, mentre a poca distanza alcuni sostenitori sventolavano la bandiera groenlandese.

Il primo impegno è stato un pranzo presso la storica Hans Egede House, costruita nel 1728 e oggi sede dei ricevimenti del governo, prima di un programma fitto di appuntamenti che lo ha portato a incontrare gli studenti di una scuola superiore di Nuuk e l’Arctic Command, il comando militare responsabile della sicurezza dell’Artico. Non sono mancati momenti più informali, come l’incontro con la popolazione al Katuaq Cultural Center.

Nei due giorni successivi il Re ha raggiunto destinazioni a nord: prima Maniitsoq, poi la base di addestramento artico di Kangerlussuaq. Una visita breve ma densa, in cui ogni gesto – persino il piumino nero con cucite sul petto la bandiera danese e quella groenlandese, indossato dal Re – è apparso come un segnale di vicinanza a una terra che Frederik non ha mai considerato lontana. È la sua terza visita da quando è diventato Re nel 2024.

Le visite di Frederik X in Groenlandia

Frederik X ha visitato l’isola per la prima volta da bambino, seguendo la madre, la Regina Margherita II, quando ancora nessuno poteva immaginare che quel principe avrebbe sviluppato con l’isola un legame così profondo. Da allora, la Groenlandia è diventata una presenza costante nella sua esistenza, molto prima che il destino lo portasse sul trono.

La famiglia reale danese in Groenlandia nel 1970
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La famiglia reale danese in Groenlandia nel 1970

Nel corso della sua vita, infatti, Frederik è tornato in Groenlandia decine di volte, prima come Principe e poi come Sovrano. Ma è stata una spedizione in particolare a segnare per sempre il suo rapporto con quell’isola che dista 3.500 Km da Copenhagen.

Una spedizione artica per il Principe ereditario

Era il 2000 quando l’allora Principe ereditario ha partecipato alla spedizione Sirius 2000, un’impresa atta a condurre pattugliamenti di ricognizione a lungo raggio, che ripercorre le rotte artiche nel nord della Groenlandia. Per circa quattro mesi, Frederik ha attraversato oltre duemila chilometri su una slitta trainata da cani, vivendo in condizioni estreme, tra ghiacci perenni e temperature rigidissime.

Non era una visita ufficiale, né un gesto simbolico. Era una sua scelta personale. Durante il viaggio, non era il Principe ereditario, ma semplicemente Frederik. Non c’erano privilegi per il futuro Re di Danimarca. Durante la spedizione, Frederik viveva esattamente come gli altri membri del gruppo: montava la tenda, si occupava dei cani e affrontava la fatica quotidiana senza alcun trattamento speciale. In quattro mesi perse diversi chili, consumato dallo sforzo fisico e dalle condizioni estreme.

Era completamente isolato dal mondo, immerso in un paesaggio dove il silenzio e il ghiaccio dominavano ogni cosa. Un’esperienza che lo ha segnato profondamente e che ha contribuito a costruire quel rapporto personale con la Groenlandia che ancora oggi definisce il suo regno.

L'allora Principe ereditario Frederik durante la spedizione Sirius 2000
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L’allora Principe ereditario Frederik durante la spedizione Sirius 2000

Il rapporto tra Danimarca e Groenlandia

Per comprendere il rapporto tra Frederik X e la Groenlandia bisogna tornare indietro di oltre mille anni. Si racconta che è stato Erik il Rosso a stabilirsi sull’isola intorno all’anno 985, portandola nell’orbita della Corona norvegese, alla quale la Danimarca si è poi unita. Quando le due corone si sono separate, nel 1814, la Groenlandia è rimasta sotto il controllo danese.

Per secoli è stata amministrata come colonia, fino al 1953, quando è diventata parte integrante del Regno. Oggi la Groenlandia è un territorio autonomo, con un proprio governo e il diritto all’autodeterminazione, ma il Sovrano danese ne resta il Capo di Stato.

La monarchia danese in Groenlandia

In questo equilibrio complesso, la monarchia continua a svolgere un ruolo che va oltre la politica. Come ha osservato l’autrice danese Gitte Redder nella rubrica The Interpreter: “La famiglia reale danese ha sempre svolto un ruolo importante nel fungere da ponte tra Groenlandia e Danimarca”. Una funzione che non riguarda il potere, ma il simbolo. Per secoli, il Sovrano ha rappresentato il filo invisibile capace di tenere insieme due realtà molto lontane, almeno geograficamente.

Un ruolo che oggi Frederik X incarna in modo più personale. Come ha aggiunto Redder, “La Groenlandia occupa un posto importante nel cuore del Re. Vuole farsi vedere e dare un segnale ai groenlandesi, ma anche al Presidente Trump e alla Casa Bianca: siamo il Regno Unito di Danimarca. Groenlandia e Danimarca sono unite, qualunque cosa accada”.

Il nuovo stemma del Re

Tra i segnali più eloquenti del legame tra Frederik X e la Groenlandia c’è anche una scelta apparentemente silenziosa, ma dal significato profondo e importante. Poco dopo la sua ascesa al trono, il Sovrano ha introdotto un nuovo stemma reale, modificandone gli elementi interni. Per la prima volta, i simboli della Groenlandia e delle Isole Faroe – l’orso polare e l’ariete – hanno assunto una posizione più centrale e autonoma, mentre sono stati rimossi alcuni riferimenti araldici che richiamavano antichi legami storici.

Non si è trattato di un semplice aggiornamento grafico, ma di una nuova visione. Nell’araldica, ogni elemento racconta una gerarchia e un’identità. Rafforzare la presenza della Groenlandia e delle Faroe ha significato riconoscere pubblicamente la loro centralità nel Regno odierno.

I nomi inuit dei figli

Il legame con la Groenlandia è diventato, nel tempo, anche una storia di famiglia. Quando nel 2011 sono nati i gemelli della coppia reale, Frederik e Mary hanno scelto per entrambi un secondo nome groenlandese. Il Principe Vincent si chiama Vincent Frederik Minik Alexander: Minik, nella lingua inuit, significa “olio di raffinazione utilizzato come sigillante per imbarcazioni di pelle” ma anche “piccolo”. La Principessa Josephine porta invece il nome Josephine Sophia Ivalo Mathilda: Ivalo significa “filo”. Una scelta che racconta meglio di qualsiasi gesto quanto la Groenlandia sia nel cuore di Frederik.

Non solo: i loro nomi sono diventati anche un segno pratico di questo legame. Nel 2012 è stata istituita la Ivalo & Minik Fonden, una fondazione creata per sostenere gli studenti groenlandesi che desiderano proseguire gli studi all’estero o intraprendere percorsi di formazione internazionale. Intitolata proprio ai due gemelli, la fondazione rappresenta una delle espressioni più significative del rapporto tra la famiglia reale e l’isola artica.

Negli anni, il Re Frederik e la Regina Mary hanno visitato più volte la Groenlandia insieme ai loro figli, permettendo loro di conoscere fin da piccoli quella terra estrema che ha segnato la vita del padre.

Il Re è amato da una parte della popolazione

Nonostante questo legame profondo, il rapporto tra la monarchia e la Groenlandia resta complesso e in evoluzione. Un recente sondaggio, condotto per il Copenhagen Post tra il 22 e il 29 gennaio 2026, ha mostrato che circa la metà dei groenlandesi attribuisce ancora un’importanza personale alla famiglia reale, confermando il suo peso simbolico nella società. Tuttavia, emerge anche una chiara differenza generazionale: mentre tra gli over 65 il sostegno resta molto forte, circa il 78%, tra i più giovani è più fragile e meno scontato. Solo il 18% afferma che la Famiglia Reale ha una grande importanza personale.

Chissà se questa visita, che si conclude oggi, sarà riuscita a conquistare anche i più giovani, quelli per cui la monarchia non è più un riferimento scontato.

Frederik X, che quell’isola l’ha attraversata nel silenzio dei ghiacci e che ancora oggi continua a tornarvi, resta il Sovrano che più di ogni altro ha cercato di trasformare un legame istituzionale in qualcosa di personale.