Come affrontare un brutto voto a scuola

Un brutto voto capita a chiunque ma come possiamo affrontarlo e recuperarlo e soprattutto dirlo ai genitori? Vediamolo insieme

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Tatiana Maselli

Erborista e Editor specializzata in Salute&Benessere

Laureata in Scienze e Tecnologie Erboristiche, ambientalista e appassionata di alimentazione sana, cosmesi naturale e oli essenziali, scrive per il web dal 2013.

Come affrontarlo

Prendere un brutto voto a scuola può essere scoraggiante e l’ansia di dover recuperare o di comunicarlo ai genitori peggiora la situazione. Demoralizzarsi e farsi prendere dal panico non è però una buona idea ed esistono modi decisamente migliori per affrontare un compito o un’interrogazione andati male. Per prima cosa è bene ridimensionare l’accaduto: un voto non definisce chi siamo e non segna in modo indelebile il nostro percorso. Aver preso un brutto voto non significa che non valiamo nulla o che l’anno scolastico è compromesso, dunque non è necessario vivere questa esperienza come un dramma. Un brutto voto può capitare a tutti durante il percorso scolastico.

Al contrario, può servire da spunto per analizzare la situazione nel suo complesso e valutare i motivi per cui non abbiamo raggiunto l’obiettivo. Piangersi addosso, metaforicamente o letteralmente, arrabbiarsi o mortificarsi è poco utile. Chiedersi il perché di un brutto voto è invece molto importante sia per affrontarlo sia per recuperarlo. Forse l’insufficienza è arrivata perché non abbiamo studiato, magari abbiamo dato priorità ad altro o abbiamo passato un periodo no oppure il brutto voto dipende dal non aver compreso i concetti chiave o dal fatto che ci siamo fatti travolgere dall’ansia. In base alle risposte, si troverà anche il modo per affrontare il brutto voto, recuperarlo e riuscire a dirlo ai genitori.

Come recuperare

Per riuscire a recuperare un brutto voto dobbiamo prima di tutto analizzare cosa ha portato a prendere un’insufficienza. Generalmente i motivi per cui si prende un brutto voto sono tre: si è studiato poco o nulla, non si è capito l’argomento oppure si è stati colti da un vuoto totale durante il compito o l’interrogazione. Analizziamo quindi la situazione, valutando quanto tempo abbiamo dedicato allo studio, se questo tempo è stato proficuo o meno e cosa è successo durante il compito o l’interrogazione.

Se abbiamo trascurato lo studio e dato la priorità ad amici o ad attività extra scolastiche o se non siamo riusciti ad apprendere i concetti, è possibile che la “colpa” sia della stanchezza. Per non ripetere l’esperienza negativa forse sarebbe opportuno rivedere l’organizzazione del proprio tempo, assicurandoci di trovare un equilibrio tra studio e tempo libero. Quando per un certo periodo si trascorre molto tempo sui libri senza riposare a sufficienza, è possibile che si perda motivazione, concentrazione e che studiare diventi quasi impossibile. A questo punto ogni distrazione porta lontano da ciò che si sta studiando. Prendersi una pausa prima di rimettersi a studiare l’argomento potrebbe rendere più facile recuperare il voto.

Se invece l’insufficienza deriva da una mancata comprensione dell’argomento o di alcuni concetti chiave, l’ideale è confrontarsi con il professore o la professoressa, chiedendogli di rispiegarci ciò che non è chiaro. In questo caso è molto utile anche discuterne con compagne e compagni che vanno forte nella materia in cui abbiamo preso un brutto voto, soprattutto se non riusciamo a entrare in sintonia con il metodo di insegnamento del docente.

Cosa fare se invece avevamo studiato bene ma al momento dell’interrogazione abbiamo fatto scena muta? Se ci si è fatti travolgere dall’ansia, tanto da non riuscire ad esporre concetti studiati bene e a lungo, bisognerà lavorare sulla gestione dell’emotività. Imparare a governare pensieri ed emozioni è molto importante per una buona riuscita nello studio ed esistono alcune semplici tecniche di respirazione e rimedi naturali per l’ansia che possono aiutare molto. Ad esempio, prima di un’interrogazione non è una buona idea ripetersi nella mente che non si sa nulla e che non si è studiato abbastanza: respirare e concentrarsi sul proprio respiro per alcuni minuti aiuta ad allontanare questi pensieri controproducenti. Per riuscire a restare calmi e focalizzati senza farsi trascinare dall’agitazione è molto utile ricorrere all’olio essenziale di lavanda o a tisane a base di camomilla e melissa.

Una volta analizzate le cause dietro il brutto voto conosceremo cosa ha portato all’insufficienza e potremo rimetterci sui libri sapendo cosa fare per recuperare.

Come dirlo ai genitori

Comunicare un brutto voto ai genitori può essere difficile, perché si teme di dar loro una delusione e si ha paura di una loro reazione negativa. La tentazione di nascondere il brutto voto viene a tutti, ma non è una buona idea: lo scoprirebbero comunque e sarebbe peggio. Decisamente meglio dire la verità, tenendo a mente che anche i propri genitori da giovani avranno quasi sicuramente vissuto un’esperienza analoga. Inoltre, il loro giudizio non cambierà solo per un brutto voto.

Per dire ai genitori che abbiamo preso un brutto voto, spieghiamo loro cosa è andato storto. Se abbiamo analizzato le motivazioni che hanno portato a prendere un’insufficienza, sapremo perfettamente cosa dire ai genitori. Dal loro punto di vista, constatare che abbiamo già valutato i nostri errori dimostrerà maturità e volontà di rimediare, dunque li tranquillizzerà e renderà meno amara la verità.